#150 - 7 marzo 2016
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 3 agosto, quando lascerà il posto al numero 224. BUONA LETTURA A TUTTI - ORA, PER VOI AMANTI DEGLI ANIMALI : E' una gran vergogna spargere il sangue e divorare le belle membra di animai ai quali è stata tolta violentemente la vita (Empedocle) - La caccia, se non è per la sopravvivenza, è una forma di guerra (J. W. von Goethe) - L'uomo si differenzia dagli animali perchè è assassino ( E. Fromm) - Torturare un toro per il piacere, per divertimento, è molto più che torturare un animale, è torturare una coscienza ( V. Hugo) - Un gatto non dormirebbe mai sopra un livbro mediocre (H. Weiss) - Il cane è la virtù che, non pogtendo farsi uomo, s'è fatta bestia (V. Hugo) - Se raccoglierete un cane affamato e lo nutrirete non vi morderà, ecco la differenza tra l'uomo e il cane (M. Twain) -
Alberologia

Ciclo sugli alberi seguendo l'itinerario divulgativo
del libro "Alberologia" di Antonio De Bono, edito da Osanna Edizioni

Gli alberi nella mitologia dell'Europa Centrale

Mitologia celtica

Mitologia celtica

La mitologia celtica ci è stata tramandata da fonti classiche e da monaci irlandesi che hanno messo per iscritto i dati tramandati oralmente: ciò vuol dire che queste informazioni possono essere travisate.
Le divinità celtiche sono molto simili a quelle greche, cambia solo il nome: Ad esempio, Giulio Cesare associava il dio celtico Lugh a Hermes (che corrisponde al dio romano Mercurio),
Altri personaggi luminosi furono invece assimilati dal cristianesimo, come la dea Brigit, da cui derivò Santa Brigida d’Irlanda, da non confondere con Santa Brigida di Svezia. La sacerdotessa della dea Brigit era Camma, un’eroina celtica della Galazia.

Mitologia celticaMitologia celtica

Anche l’albero che noi addobbiamo a Natale è un ricordo delle popolazioni nordiche. Il paganesimo germanico e scandinavo, infatti, comprendeva l’usanza di adornare un abete rosso (Picea abies L.) con ghirlande, luci e dolciumi. La Chiesa ha cercato di contrastare questa usanza ma invano.
Ci sono comunque altre analogie con il cristianesimo, questo perchè vi fu, alla fine dell’impero romano, una sintesi tra cultura nordica e cultura cristiana. La mitologia celtica fu assorbita da quella cristiana che ne ereditò anche diverse figure.

Mitologia celticaMitologia celtica

La mitologia celtica non era improntata su un dio Padre (come il cristianesimo) bensì sul culto della dea Madre. Per i celti la dea Madre era Danu (che significa acqua dai cieli), da cui poi prese nome il Danubio. Questa è un’analogia con l’induismo: per gli indù la dea Madre è Ganga, cioè il Gange (L’acqua è il simbolo femminile per antonomasia).
Peter Berresford Ellis ha congetturato che se l’acqua era per i Celti il simbolo del principio femminile, il principio maschile molto probabilmente era rappresentato dall’albero della quercia.

Mitologia celticaMitologia celtica

Chiunque abbia modo di avvicinarsi alla mitologia celtica (e nordica in generale) può facilmente notare che in essa vi è una certa componente notturna e tragica, per quanto si parla sovente di crepuscolo degli dei.
Invero, il concetto di crepuscolo degli dei, presente anche nella mitologia norvegese, è ben più complesso. Il crepuscolo degli dei si definisce con la parola Ragnarok, temine composto da ragna e rok. Si tratta di due vocaboli islandesi traducibili con “destino ineluttabile”: e cioè la visione profetica della fine dell’universo, molto simile all’Apocalisse dei cristiani.
Nel dodicesimo secolo gli Scaldi (poeti norvegesi) aggiunsero alcune sillabe, quindi invece di Ragnorok si ebbe Ragnarokkr, tradotta ambiguamente con crepuscolo degli dei.

PROVERBI ROMANESCHI - Rigalà èmmorto, Donato sta ppe' morì, Tranquillo se lo so n'groppato e Pazienza sta ar gabbio - La farfalla tanto gira al lume finchè s'abbrucia l'ale - Er gobbo vede la gobba dell'antri gobbi ma nun riesce a trovasse la sua - Oro e argento in core, mànneno a spasso fede, speranza e amore - Cent'anni de pianti nun pagheno un sordo de debiti - Qanno te sveji cò quattro palle, er nemico è alle spalle - Non sputà in cèlo che te ricasca 'n bocca! - Mejo puzzà de vino che d'acqua santa -