#146 - 31 gennaio 2016
AAAATTENZIONE - CARA AMICI LETTORI, DA QUESTO NUMERO IL GIORNALE DIVENTA MENSILE. LE NUOVE USCITE SARAN- NO AL PRIMO GIORNO DI OGNI MESE. iL NUOVO NUMERO 353 SARA' IN RETE IL GIORNO 1° lUGLIO. BUONA LETTURA A TUTTI. Ora per voi : AMICI DEGLI ANIMALI - Vivisezione: Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni (A. Einstein) - Grandezza morale e progresso di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali (Gandhi) - La compassione e l'empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo possa avere (C. Darwin) - Fintanto che l'uomo continuerà  a massacrare gli animali non conoscerà  ne salute, ne pace (Pitagora) - Tra tutti gli animali l'uomo è il più crudele. E' l'unico ad infliggere dolore per il piacere di farlo (M Twain) - A forza di sterminare animali si è capito che anche sopprimere uomini non richiedeva grande sforzo ( E.da Rotterdam) . -
Alberologia

Ciclo sugli alberi seguendo l'itinerario divulgativo
del libro "Alberologia" di Antonio De Bono, edito da Osanna Edizioni

Alberologia

Mitologia romana

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I romani consideravano gli alberi sacri agli dei e alle dee; infatti la quercia era sacra a Giove, l'alloro ad Apollo, il frassino a Marte, l'olivo era sacro a Minerva, così come il melograno a Giunone, l'abete a Diana, il mirto a Venere, il bosso a Cibele, il cipresso a Plutone, il fico a Saturno, la vite e l'edera a Bacco e il pino a Nettuno.

Mitologia romanaMitologia romana

I romani avevano grande considerazione per gli alberi: ci costruivano i tetti, i carri e le mense, e ci costruivano le navi per solcare i mari e visitare le terre lontane.
E come non ricordare che tutti i colli romani, ai tempi della fondazione, erano ricoperti da boschi!

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L'Aventino era vestito di roveri, lecci ed allori. Sul Celio era presente un bosco di querce ed vie era eretto un piccolo tempio consacrato alla ninfa tutrice della boscaglia. Al Viminale sorgeva il bosco consacrato a Diana: L'acquitrinoso Palatino, prosciugato da Tarquinio Prisco, fino a Severino Tullio era coperto dal bosco Luperco da dove le lupe scendevano al Tevere per dissetarsi. Lo spazio tra Quirinale e Campidoglio era boscaglia e palude ed era stato assegnato da Romolo all'asilo dei delinquenti e per questo dettoLucus asylii.

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L'aspetto religioso andava a privilegiare il bosco ad alto fusto, e il termine Lucus , di origine incerta, ha il significato di radura nel bosco dove arrivava la luce del sole, ed era indispensabile per erigere gli altari per immolarvi le vittime. Nell'antica Roma, al bosco sacro veniva riservata anche la funzione di confine naturale prima tra proprietari privati, poi tra etnie e quindi tra Stati.

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Silvano (Silvanus), consacrato al culto degli antenati, era anche l'antico dio latino protettore della vegetazione delle selve, dei campi e degli animali; affine a Fauno, pur non avendo, a differenza di Fauno, culto ufficiale né festa, né sacerdozio; fu considerato egualmente come dio, ed ebbe culto domestico.
Dal canto suo, il Fauno era una figura della mitologia romana, una divinità dei boschi e della natura: Il suo aspetto ha forme umane, ma con i piedi e con le corna di capra. Ebbe l'epiteto di Luperco perchè aveva il potere di allontanare i lupi dalle greggi.
Nei primi secoli dell'era cristiana, molte divinità pagane vennero demonizzate e i Fauni furono associati ai Satiri e ai Silvani: La figura del Fauno diverrà in seguito quella del diavolo-tipo: Nello stesso periodo però, i Fauni vennero anche convertiti in esseri non malvagi, simili ai folletti.

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