#130 - 1 giugno 2015
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Fumetto

Rovistando in cantina e ...nella memoria

Geppo. Il Buon Diavolo

(il mio fumetto preferito di quando non ero ancora nata)

di Giada Gentili

Geppo. Il Buon DiavoloGeppo. Il Buon Diavolo

Parto dalle origini più remote del personaggio: dapprima uno strampalato demonietto chiamato Gep che irrompe in una storia di Robin Hood di Luciano Bottaro (eravamo nel 1950), poi un personaggio che più si avvicina a quello che tutti conosciamo, realizzato da Giulio Chierchini nel 1954.

Geppo. Il Buon DiavoloGeppo. Il Buon Diavolo

Ma la prima storia che vedrà Geppo protagonista assoluto è "Vita nuova all'inferno" di Giovan Battista Carpi: un Geppo che si avvicina ulteriormente a quello moderno, ma ancora non ben definito, nell’aspetto come nel carattere. Saranno gli autori seguenti a portarlo gradualmente alla sua versione definitiva: Gatto e Sangalli, Alberico Motta e soprattutto Sandro Dossi, la cui matita ha condotto Geppo ai giorni nostri attraverso trent’anni di pagine, precisandone l’aspetto e il carattere definitivo e ben conosciuto da chiunque sia stato ragazzino dalla fine degli anni sessanta in poi.

Geppo. Il Buon DiavoloGeppo. Il Buon Diavolo

E non solo di Geppo, ma anche di tutti i personaggi di contorno, da Satana a Belzebù (l’esatto opposto di Geppo: è il diavolo cattivissimo per antonomasia), dal gattaccio Caligola a Salvatore il serpente tentatore, da Cerbero, il cane a tre teste, alla dolce Fiammetta, figlia di Satana e amata da Geppo, unica femminuccia “fissa” della saga.

Geppo. Il Buon DiavoloGeppo. Il Buon Diavolo

"Non riuscirò mai a guardare “freddamente” una storia, una vignetta, una qualsiasi cosa pur minima che riguardi Geppo. È come se pretendessi di parlare asetticamente di un fratello o di un amico fondamentale. Il diavoletto in corna, alucce da pipistrello (davvero troppo piccole per sorreggere in volo la sua rotondità!) e cravattino, è uno dei miei più cari ricordi d’infanzia: comprare un albo di Geppo era sempre una grande gioia, ricevere in premio per qualche evento scolastico il Super Geppo – più grosso, con più pagine – era l’apoteosi.

Geppo. Il Buon DiavoloGeppo. Il Buon Diavolo

All’epoca non percepivo l’incredibile “crudezza” di tante immagini, con i dannati urlanti nella pece bollente, frustati dai diavoli, arsi tra le fiamme… Scene tragiche, ma rese con una leggerezza incredibile, tali da poter essere appunto apprezzati da un bambino. Bambino che infatti si divertiva a leggerlo. Ancor meno percepivo la direttissima satira politica di alcune storie: memorabile ad esempio Il petrolio del sultano, storia in cui Satana si trova ad avere a che fare con la crisi energetica e non ha più petrolio per alimentare il fuoco eterno! Tutti fattori che rendono molte delle “storielle” di Geppo – e il discorso può essere esteso a molti altri dei personaggi editi da Bianconi – dei veri capolavori, dalle molteplici chiavi di lettura e dall’indiscutibile attualità. Ben vengano volumi come questo, che rendano giustizia a un’epoca intera della Nona Arte."(Antonio Marangi)
P.S. : ho citato integralmente questa intervista perchè rispecchia fedelmente la mia impressione.

Geppo. Il Buon DiavoloGeppo. Il Buon Diavolo

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