#126 - 13 aprile 2015
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 20 luglio, quando lascerà il posto al numero 223. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora per voi : AMICI ANIMALI - L'uomo è un animale addomesticato che per secoli ha comandato sugli altri animali con la frode, la violenza e la crudeltà (C. Chaplin) - Nella pacatezza dello sguardo degli animali parla ancora la saggezza della natura (A. Schopenhauer) - la crudeltà verso gli animali è tirocinio della crudeltà verso gli uomini (P.O.Nasone) - L'uomo ha grande discorso del quale la più parte è vano e falso, li animali l'hanno piccolo ma utile e vero (L. da Vinci) - Verrà il tempo in cui l'uomo non dovrà più uccidere permangiare ed anche l'uccisione di un solo animale sarà considerato un delitto (L. da Vinci) - Di tutti i crimini che l'uomo commette contro Dio e il Creato il più criminale è la vivisezione (Gandhi) -
Ambiente

Agricoltura nel tempo della Xylella

Storia di una morte annunciata
sradicato il rapporto tra uomo e terra

Ulivi del Salento

L'auspicio di un ritorno alla terra non come passeggera passione
ma come necessità per un rinnovato equilibrio ecologico

Nota di Giorgio Nebbia

Ulivi del SalentoUlivi del Salento

Quella del 29 marzo u.s. è stata celebrata dalla chiesa cattolica come “la domenica delle palme”.
In questa festa viene ricordato il giorno in cui Gesù torna a Gerusalemme per festeggiare la Pasqua, la festa ebraica che ricorda la liberazione del popolo d’Israele dall’Egitto con preghiere e pranzi in comune.
Era un momento di grande popolarità per Gesù; la sua predicazione in varie parti della Palestina faceva sperare in una nuova liberazione dall’esosa Roma che opprimeva il paese con la collaborazione o tolleranza delle autorità religiose ufficiali, ostili, quindi a questo nuovo profeta. Una folla accoglie Gesù, come racconta l’evangelista Giovanni, agitando rami di palme, la pianta diffusa sul posto.
Quello che succede dopo è noto; il pranzo con gli amici, l’agguato dei nemici, la denuncia alle autorità romane, le perplessità del prefetto romano Pilato, le folle sobillate contro Gesù dai “sacerdoti”, la crocefissione. Nella tradizione cattolica la domenica “delle palme” prevede la benedizione di rami di piante, in Italia dell’ulivo che è diffuso nell’Europa meridionale.

Ulivi del SalentoUlivi del Salento

Così Giorgio Nebbia introduce una sua riflessione su ciò che sta accadendo nel nostro Salento:
"Pensando a questo rito mi risuonava nella mente lo stridio delle motoseghe che stanno tagliando gli ulivi del Salento, attaccati da un mortale parassita, e mi sono ricordato quando, settant’anni fa, sono venuto per la prima volta in Puglia (leggi Il popolo degli ulivi ndr). Proprio nel Salento mi hanno fatto vedere i tronchi contorti e bellissimi dei secolari ulivi, raccontandomi la leggenda che fossero così per la sofferenza del nume tutelare, il genius loci, che ogni ulivo portava dentro di sé. Chi sa che cosa pensa la divinità pagana ora cacciata via del tronco del suo ulivo, ridotto ad un fittone che emerge sconsolato dal suolo nel terreno dopo aver visto imbrunire a morte le foglie dal loro verde originale."

Ulivi del SalentoUlivi del Salento

Sono state e vengono scritte innumerevoli pagine sulla epidemia che ha colpito gli ulivi del Salento e che minaccia di estendersi; chi è questo batterio Xylella, da dove viene, come è possibile fermarne la propagazione, come risarcire gli agricoltori, che cosa fare nelle terre abbandonate. Soprattutto è ora di interrogarsi su questa nuova manifestazione della fragilità dell’agricoltura: di quella pugliese, oggi, ma più in generale italiana, e, in tante diverse forme, dell’agricoltura mondiale.

Ulivi del SalentoUlivi del Salento

Siamo alla vigilia della famosa esposizione universale Expo 2015 di Milano che prometteva costruttive indicazioni su come nutrire il pianeta, anche se sembra si stia trasformando in una sfilata di ristoranti (Expo 2015 semina veleno). Si sprecano parole come sostenibilità e biodiversità mentre nei paesi industrializzati, per motivi “economici” gli addetti in agricoltura sono ridotti a meno del dieci percento dei lavoratori e la stessa tendenza sta diffondendosi nei paesi emergenti.

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Il rapporto fra l’uomo e la terra è sradicato dall’avanzata delle grandi monocolture di piante commerciali, dei pozzi petroliferi e delle miniere, delle fabbriche, dall’avanzata del cemento dei quartieri e delle rotaie delle ferrovie sempre più veloci, del catrame delle strade e autostrade e delle discariche di rifiuti. Questa transizione è spacciata per modernità, ma in pratica è governata dal potere finanziario sempre pronto ad abbandonare alla rovina le imprese, anche agroindustriali, di cui si è rapidamente appropriato al solo fine di arricchirsi. L’agricoltura speculativa altera, spesso irreversibilmente, gli equilibri ecologici, quelli che possono, solo loro, in maniera durevole, sfamare il mondo, con una agricoltura che ha bisogno di tempi lunghi e di paziente cura e amore.

Ulivi del SalentoUlivi del Salento

Il passato, il presente e il futuro dell’agricoltura saranno esaminati in un convegno su “Le tre agricolture” che si terrà a Brescia, per iniziativa della locale Fondazione Luigi Micheletti, il 22 e 23 aprile, alla vigilia dell’apertura dell’esposizione di Milano.
La prima agricoltura per diecimila anni ha assicurato il cibo nel rispetto degli equilibri fra piante, animali, suolo e acque, con il lento e faticoso lavoro umano, con ansie davanti ai pericoli di tempeste, grandine, alluvioni, siccità, con gioie nel momento del raccolto. Con la rivoluzione industriale i migliori salari per gli operai hanno attratto nelle città crescenti folle di agricoltori che hanno abbandonato le campagne. Si è avuta una rapida crescita della popolazione mondiale e per sfamarla è stato necessario lo “sfruttamento” intensivo delle terre, l’apporto di concimi artificiali e di pesticidi che hanno fatto aumentare la produzione agricola, ma a spese di un crescente inquinamento delle acque, della avanzata della siccità, dell’abbandono di colture tradizionali.

Ulivi del SalentoUlivi del Salento

L’industria agroalimentare per soddisfare la domanda delle popolazioni urbane ha incrementato i commerci internazionali che hanno offerto maggiore varietà di cibo nelle tavole e incentivato in terre lontane coltivazioni estranee alla loro vocazione, con conseguenti erosione del suolo e cambiamenti climatici. Non sta risolvendo i problemi la seconda agricoltura, quella “biologica”, divenuta in molti casi una moda e ben presto esposta anch’essa a furbizie e frodi.

Ulivi del SalentoUlivi del Salento

Forse esiste una terza agricoltura, in gran parte da inventare, che riporti i lavoratori alla terra, non come passeggera passione, ma come necessità per “nutrire il pianeta” nel rispetto degli equilibri ecologici e dell’uso razionale delle acque, compatibile col clima e con le caratteristiche del suolo, con le leggi della natura. Perché, in fin dei conti, come scriveva il biologo Barry Commoner, “Nature knows best”, la natura sa le cose meglio di noi.

PROVERBI ROMANESCHI COMPRENSIBILI A TUTTI - Volemose bene che poco ce costa, che è er mejo modo pe' campà ! - Chi se china troppo fa vède er culo - Chi sparte c'ha a mejo parte - A lavorà la mano monca, a magnà e beve ganassa franca - Amore, rogna e tosse nun s'annisconneno - Magna bene, caca forte e non avé paura della morte - Lassaperde la serva, se poi arivà a la padrona - A sapè ffa 'a scena quarche cosa se ruspa - l gioventù ar casino, in vecchiaia Cristo e vino. -