#113 - 1 dicembre 2014
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 26 ottobre, quando lascerà il posto al numero 229. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di proverbi romaneschi: -Li mejo bocconi sò der coco - Fà del bene all'asini che ce ricevi i carci in panza - Ci va a dormi col culo che je rode, se sveja cor dito che je puzza - A l'omo de poco faje accenne er foco - Più la capoccia è vòta , più la lingua s'allunga - Acqua passatas non macina più - Daje eddaje pure li piccioni se fanno quaie - Li sordi so' come li dolori, chi cellà se li tiene - Fidate del ricco impoverito, non te fidà del povero arricchito ---
Cinema

“Ogni maledetto Natale”

di Giada Gentili

Alessandro Cattelan: l’unico vero DILF italiano, ha scritto GQ, e senza ricorrere necessariamente a metafore sessuali possiamo elencare una serie di motivi per cui lo show man italiano sia tanto apprezzato da donne e uomini. Presentatore privo di orpelli che non ha bisogno di tirare fuori il violino per creare momenti emozionanti in televisione (anche perché per quelli ci pensa Fedez e la sua lacrimuccia facile) e decisamente non gli occorre il dizionario per dare il benvenuto agli ospiti stranieri che intervista. Dal 27 novembre abbiamo anche un altro motivo per amare Cattelan: è "diventato" un attore ed è il protagonista del nuovo film (anti)natalizio, “Ogni maledetto Natale”.Gli autori di “Boris”, che hanno firmato il film, durante la conferenza stampa di anteprima dell'opera hanno più volte ripetuto, e c’è da credergli, che il povero Alessandro ha sostenuto provini su provini per la parte, perché loro proprio non si capacitavano che un presentatore, un attore non professionista, recitasse nella pellicola. Ma ce l'ha fatta, la parte è diventata sua e nel grande schermo la sua figura ironica, da uomo comune, brillante ma capace, non si deforma, anzi ottiene i suoi buoni risultati.

“Ogni maledetto Natale”

“Ogni maledetto Natale” vede due famiglie, la paesana Colardo e l'aristocratica Marinelli, Montecchi e Capuleti nella loro versione più caricaturale e italianizzata, poste a confronto durante il momento dell’anno più detestato nel nostro paese: il Natale. Alessandra Mastronardi è Giulia Colardo, Alessandro Cattelan è Massimo Marinelli, colpo di fulmine tra i due e la scelta di trascorrere il 24 dicembre insieme; nella coppia tra l'altro a reggere più è indubbiamente lui, il non-attore. La Mastronardi rimane sempre in quell’impasse tra il personaggio televisivo e l’attrice agli esordi che non la rende affascinante, ne odiosa, ne simpatica.

“Ogni maledetto Natale”“Ogni maledetto Natale”

A dare carica al film è l’idea che i componenti delle due famiglie siano interpretati dagli stessi attori: mamma Colardo, la Mortisia della Tuscia, e Lady Marinelli sono Laura Morante, Francesco Pannofino è il signorotto padre di Cattelan ma anche il papà viterbese di Giulia, e così via passando per Corrado e Caterina Guzzanti, Valerio Mastrandrea, Marco Giallini. Nessun guizzo originale nella sceneggiatura, ma “Ogni maledetto Natale” è una commedia piacevole che si è infilata e ha cercato uno spazietto nel periodo dell’anno in cui escono più commedie italiane al cinema che numeri alla tombola. E il suo posto, a differenza di molti altri, se lo merita a sufficienza.

ANIMALIA - Se raccogliete un cane affamato e lo nutrite non vi morderà: Ecco la differenza tra l'uomo e il cane (M. Twain) - Chi ha creato i gatti si poteva permettere di sbagliare tutto il resto (M. Migliaccio) - I gatti sono tutti quanti liberi professionisti (Sy Fisher) - Quando un uomo uccide una tigre, lo chiamano sport, quando viene ucciso dalla tigre la chiama ferocia (G.B.Shaw) - Coloro che uccidono gli animali per mangiarne le carni saranno più inclini dei vegetariani a massacrare i propri simili (Pitagora) - Ciò che distingue il genere umano dal regno animale è che in quest'ultimo è sconosciuta la malvagità fine a se stessa (A. Morandotti) - Dobbiamo svuotare le gsbbkie, non renderle più grandi (T. Regan) - L'intelligenza è negata agli animali solo da coloro che ne possiedono assai poca (A. Shopenhauer) -----