#226 - 15 settembre 2018
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 26 ottobre, quando lascerà il posto al numero 229. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di proverbi romaneschi: -Li mejo bocconi sò der coco - Fà del bene all'asini che ce ricevi i carci in panza - Ci va a dormi col culo che je rode, se sveja cor dito che je puzza - A l'omo de poco faje accenne er foco - Più la capoccia è vòta , più la lingua s'allunga - Acqua passatas non macina più - Daje eddaje pure li piccioni se fanno quaie - Li sordi so' come li dolori, chi cellà se li tiene - Fidate del ricco impoverito, non te fidà del povero arricchito ---
Piccoli Grandi Musei Italiani

2018 - Anno Italiano del Cibo

Soragna / Corte Castellazzi

Museo del Parmigiano Reggiano

di Alessandro Gentili

Museo del Parmigiano ReggianoMuseo del Parmigiano Reggiano

La sede del museo è un antico caseificio, il casello Meli-Lupi, inserito nel complesso "Castellazzi". All'interno sono esposti tutti gli strumenti e gli attrezzi anticamente impiegati per la lavorazione del formaggio.
I locali dell'ex camera del latte, rialzati rispetto alla zona circostante, ospitano un percorso espositivo dedicato alla storia del Parmigiano-Reggiano e alle diverse tipologie architettoniche dei "caselli".
Il materiale presente nel museo proviene dalle province in cui il Parmigiano-Reggiano è prodotto: Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna (alla sinistra del fiume Reno) e Mantova (alla destra del fiume Po).
Gli utensili e gli oggetti reperiti si collocano per lo più tra la seconda metà dell'800 e la prima metà del '900.

Museo del Parmigiano ReggianoMuseo del Parmigiano Reggiano

Si entra nel casello e il primo senso che viene coinvolto è l'olfatto: nell'aria, infatti, si percepisce l'odore del latte che, a seconda della stagione, varia d'intensità.
L'itinerario consente di osservare i diversi utensili usati per la lavorazione del formaggio, come la "zangola" (uno strumento utilizzato per la produzione del burro) a botte orizzontale fissa detta "reggiana" del 1900 o un altro modello in verticale per piccole quantità di crema risalente al 1940.
Le origini dei nomi degli oggetti esposti sono strettamente legate al territorio e alla sua cultura contadina: ecco da una parte le bacinelle da affioramento dei primi del ‘900, il telaio con le vasche rettangolari e le "spannarole" del 1920, dischi impiegati per togliere la crema dalla superficie delle bacinelle da affioramento.

Museo del Parmigiano ReggianoMuseo del Parmigiano Reggiano

Seguono gli attrezzi per la trasformazione del formaggio: la "rotella", lo "spino" e la "pala". È quindi la volta delle bilance (la "stadera" e la più grande "bascula"), degli stampi per il burro, delle damigiane per il siero innesto, delle mensole dette "spersole" sulle quali avviene lo "sgrondo" del siero che esce dal formaggio e che viene raccolto lungo le scanalature laterali.
Si scende poi nella sala adiacente, dove troviamo il salatoio costruito nel 1963, un locale seminterrato per garantire la temperatura (fresca) necessaria alla riuscita del processo di salatura in acqua saturata da sale marino. In questa sala sono esposti fotografie e disegni, a testimonianza di come un tempo la salatura era eseguita "a secco", utilizzando il sale bianco di Salsomaggiore, pratica in seguito abbandonata a favore della salatura ad immersione, più adatta ad evitare i processi fermentativi indesiderati.

Museo del Parmigiano ReggianoMuseo del Parmigiano Reggiano

Infine, incontriamo la sezione dedicata alla gastronomia ed ai ricettari, con tanto di citazioni gastronomiche: tra le più antiche quella del Boccaccio, che nel Decamerone del 1349 parla già dei maccheroni al formaggio. E poi stampe, disegni, grattugie del 1800, coltelli, menù per pranzi di rappresentanza fino ad arrivare al più recente trattato di Pellegrino Artusi "La scienza in cucina e l'arte del mangiar bene".
Il viaggio termina con la degustazione di scaglie di Parmigiano-Reggiano, di differente stagionatura, accompagnate da preziosi consigli su come degustarlo. Il percorso non è però ancora finito: negli ambienti rustici annessi al corpo principale del Museo trova sede una preziosa rassegna sulla civiltà contadina locale, dove il mondo dei campi è raccontato da una guida, Mauro Perizzi, che è anche il curatore e proprietario degli oggetti esposti.

Museo del Parmigiano ReggianoMuseo del Parmigiano Reggiano

Tra le varie iniziative proposte, percorsi dedicati ai bambini delle scuole elementari per far loro conoscere un pezzo importante del nostro passato. A richiesta delle scuole, Perizzi organizza dimostrazioni di lavorazioni artigianali ormai dimenticate, come la produzione della grappa e la lavorazione del pane, con l'obiettivo di far conoscere i segreti dei mestieri di un tempo alle nuove generazioni.

Museo del Parmigiano ReggianoMuseo del Parmigiano Reggiano

Non si finirebbe (e infatti non finiamo) di percorrere e cercare nella nostra Bella Italia, questi luoghi, dove non solo si celebra il titolo stesso del museo, ma si esalta la nostra grande tradizione gastronomica, artistica, etica, storica… basta uscire fuori dalla porta di casa, ovunque ci troviamo, per metterci davanti al computer e scrivere qualsiasi cosa su qualsiasi cosa troviamo, vediamo. La curiosità viene alimentata da ogni passeggiata, da ogni gita, da ogni incontro.
La ricchezza di questo straordinario paese è appunto questa: l’inesauribilità delle offerte che mal si coniugano con l’esterofilia di cui siamo ormai prede sicure.

Museo del Parmigiano ReggianoMuseo del Parmigiano Reggiano

ANIMALIA - Se raccogliete un cane affamato e lo nutrite non vi morderà: Ecco la differenza tra l'uomo e il cane (M. Twain) - Chi ha creato i gatti si poteva permettere di sbagliare tutto il resto (M. Migliaccio) - I gatti sono tutti quanti liberi professionisti (Sy Fisher) - Quando un uomo uccide una tigre, lo chiamano sport, quando viene ucciso dalla tigre la chiama ferocia (G.B.Shaw) - Coloro che uccidono gli animali per mangiarne le carni saranno più inclini dei vegetariani a massacrare i propri simili (Pitagora) - Ciò che distingue il genere umano dal regno animale è che in quest'ultimo è sconosciuta la malvagità fine a se stessa (A. Morandotti) - Dobbiamo svuotare le gsbbkie, non renderle più grandi (T. Regan) - L'intelligenza è negata agli animali solo da coloro che ne possiedono assai poca (A. Shopenhauer) -----