#180 - 21 gennaio 2017
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 3 agosto, quando lascerà il posto al numero 224. BUONA LETTURA A TUTTI - ORA, PER VOI AMANTI DEGLI ANIMALI : E' una gran vergogna spargere il sangue e divorare le belle membra di animai ai quali è stata tolta violentemente la vita (Empedocle) - La caccia, se non è per la sopravvivenza, è una forma di guerra (J. W. von Goethe) - L'uomo si differenzia dagli animali perchè è assassino ( E. Fromm) - Torturare un toro per il piacere, per divertimento, è molto più che torturare un animale, è torturare una coscienza ( V. Hugo) - Un gatto non dormirebbe mai sopra un livbro mediocre (H. Weiss) - Il cane è la virtù che, non pogtendo farsi uomo, s'è fatta bestia (V. Hugo) - Se raccoglierete un cane affamato e lo nutrirete non vi morderà, ecco la differenza tra l'uomo e il cane (M. Twain) -
archeologia

Teatro Argentina - Roma

Incontri di archeologia

Il Teatro di Roma prosegue nella riscoperta della Capitale e della sua storia.

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Moderatore Claudio Strinati, sono in programma 5 incontri, -24 gennaio, 21 e 28 febbraio, 6, 13 e 20 marzo 2017, dal titolo Roma. Uomini e Dei che intendono approfondire la conoscenza della Roma imperiale, un’irresistibile attrazione visiva, una grande metropoli, centro culturale e religioso, ma soprattutto politico ed economico di un impero vastissimo che ha insegnato al mondo un modo di vivere grandioso.

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La rassegna curata dal Teatro di Roma è in collaborazione con la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, la Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l'Area Archeologica di Roma, l’Istituto Nazionale di Studi Romani e con il mensile di archeologia Archeo.

Il consenso avuto nella passata edizione conferma che la “cura” del tesoro comune della memoria è indice di civiltà e che promuovere la conoscenza e la tutela dei beni culturali attiva nuova cultura e nuova civiltà.

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24 gennaio 2016 - Una città a colori - intervengono: Eugenio La Rocca Professore di Archeologia e Storia dell’Arte Greca e Romana a La Sapienza - Università di Roma, già Sovrintendente ai Beni Culturali del Comune di Roma; Orietta Rossini Responsabile del Museo dell’Ara Pacis - Sovrintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma. L’algido aspetto delle sculture classiche ha progressivamente ceduto il posto a una veste di colori forti e vivaci, che hanno svelato le valenze cromatiche di marmi, statue, architetture, terrecotte architettoniche. La ricostruzione della policromia, parte del linguaggio estetico, offre nuove occasioni di meraviglia.

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21 febbraio 2016 - Città di uomini e dei - intervengono: Andrea Giardina Professore di Storia Romana presso la Scuola Normale Superiore; Paolo Sommella Presidente dell’Istituto Nazionale di Studi Romani, Professore Emerito di Topografia dell’Italia Antica a La Sapienza - Università di Roma; Marisa Ranieri Panetta Archeologa, saggista, giornalista per l’Espresso, il Giornale dell’Arte e Archeo; Roberto Latini legge brani da testi antichi.

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Roma, città di uomini e dei, gelosa custode di storie e memorie, durante gli oltre quaranta anni di regno di Augusto, dal 27 a.C. al 14 d.C., ormai capitale di un impero di dimensioni già mondiali, si avviò a diventare, pure dal punto di vista edilizio ed urbanistico, una città imperiale, anzi la “città per eccellenza”, l’Urbe, centro indiscusso dell’Orbe.

28 febbraio 2016 - Gli spazi del sacro. Culti antichi e nuovi - intervengono: Luciano Canfora Storico del mondo antico e Professore di Filologia Greca e Latina presso l’Università di Bari; Annalisa Lo Monaco Archeologa, La Sapienza - Università di Roma; Massimiliano Ghilardi Direttore Associato dell’Istituto Nazionale di Studi Romani; Francesco Villano legge brani da testi antichi.

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Perché e come Cesare divenne dio dopo morto e Augusto già quasi da vivo. Alla morte dell’imperatore in carica, il rituale dell’apoteosi sanciva il passaggio dalla condizione umana a quella divina e lo rendeva visibile e percepibile alla folla degli spettatori. Roma ebbe, accanto al popolo eterogeneo dei suoi abitanti, un’ingente popolazione di dei, culti diversi, spesso di origini straniere come quelli di Iside e Serapide, Mitra e infine Cristo.

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PROVERBI ROMANESCHI - Rigalà èmmorto, Donato sta ppe' morì, Tranquillo se lo so n'groppato e Pazienza sta ar gabbio - La farfalla tanto gira al lume finchè s'abbrucia l'ale - Er gobbo vede la gobba dell'antri gobbi ma nun riesce a trovasse la sua - Oro e argento in core, mànneno a spasso fede, speranza e amore - Cent'anni de pianti nun pagheno un sordo de debiti - Qanno te sveji cò quattro palle, er nemico è alle spalle - Non sputà in cèlo che te ricasca 'n bocca! - Mejo puzzà de vino che d'acqua santa -