#144 - 11 gennaio 2016
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del giorno di venerdi 31 maggio quando lascerà  il posto al numero 352 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Humour (non sempre) per riflettere

Traffico

di Giuseppe Sanchioni

Nel bar di Piero, dal televisore perennemente acceso, il notiziario del mattino aveva appena annunciato il quotidiano blocco del traffico causa inquinamento da polveri sottili. Oggi rimanevano ferme le targhe pari. Era il solito tentativo delle autorità di dimostrare che si interessavano al problema prendendo provvedimenti.
In quel momento entrò Mario dopo aver parcheggiato il suo SUV diesel rigorosamente in seconda fila.

“’Giorno Mario, cosa fai in giro in auto? Il TG ha appena detto che oggi c’è il blocco delle targhe…” disse Piero salutando il nuovo entrato.
“Ciao Piero, il blocco non mi interessa perché io sono fuori dalla fascia verde per le 7 e mezza e poi nel pomeriggio esco per le 4 e quindi ritorno prima del nuovo blocco.”
“E a casa come fate?” continuò Piero.
“Mah, non c’è problema… mia moglie ha la targa dispari e quindi oggi può circolare, mia figlia ha messo il GPL a spese mie e mio figlio ha lezione dopo pranzo e ritorna stasera dopo le 8, fuori dal blocco. Nessun problema. Tu invece?”
“Io apro il bar alle 6 e mezza e chiudo dopo le 21 se tutto va bene, quindi anche io sono fuori dagli orari e non ho problemi.” Rispose Piero.

Dalla platea dei clienti del bar si sollevò un coro di convinta giustificazione. Chi si era subissato di rate per avere due auto con targa pari e dispari, chi aveva una sola auto ma si era procurato due targhe che scambiava in garage, chi aveva messo il metano, chi usciva presto la mattina, chi tornava tardi la sera, chi lavorava solo di notte e nei weekend, chi aveva rottamato la vecchia auto per una Euro 6, chi aveva sostituito la propria Volkswagen con un’altra auto, chi usava il permesso del bisnonno invalido morto secoli prima e chi era andato ad abitare fuori del Raccordo. Insomma, a sentirli era il trionfo della fantasia: sembrava che ognuno avesse risolto il problema del secolo.

Quel giorno erano proprio usciti tutti, nessuno era rimasto a casa.
Dal tavolino in fondo alla sala Dario, che essendo disoccupato passava la giornata bighellonando nel locale, sentenziò con voce cavernosa:
“Ecco mo’ se capisce perché ‘sti provvedimenti nun funzionano e l’inquinamento nun diminuisce. Perché so’ inutili. Infatti nun riguardano praticamente nessuno. E a me che vado coll’autobus me tocca respirà sta monnezza de aria!”

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