Piscine
di Guido Alberto Rossi

Le prime piscine risalgono al III millennio a.C.: l'esempio più antico è il "Grande Bagno" di Mohenjo-daro, nell'attuale Pakistan.la prima piscina riscaldata fu opera di Mecenate a Roma nel I secolo a.C.
Fotografo

Le prime piscine risalgono al III millennio a.C.: l'esempio più antico è il "Grande Bagno" di Mohenjo-daro, nell'attuale Pakistan.la prima piscina riscaldata fu opera di Mecenate a Roma nel I secolo a.C.

farebbe molto comodo un assistente, ma va già bene se c’è un budget decente per loro, figuriamoci per un’altra bocca da sfamare. Personalmente ho avuto la fortuna, negli anni d’oro della fotografia, d’aver avuto qualche lavoro commissionato che prevedeva un compenso per l’assistente e non mi sono certo fatto scappare l’occasione

in molti casi più importante del soggetto che la genera, che magari è anche piccolo e brutto, mentre la sua ombra è bellissima e lunga, l’importante è vederla e saperla sfruttare nel modo migliore nella composizione dell’immagine prima di fare clic.

La più grande di queste mega agenzie, solo nella parte storica offre oltre 150 milioni di foto, ha praticamente rastrellato i 50 archivi storici più importanti del mondo...

... sembra tutto complicato ed in effetti quando prendi in mano una macchina fotografica per la prima volta è abbastanza facile che sbagli i tempi di esposizione e le foto vengano uno schifo, ma s’impara presto il trucco e tutti quelli bravi non lo sbagliano più fino a fine carriera.

Paolo, il mio storico dentista, a dicembre 2025 è andato in pensione... finisco nello studio di Stefano Gracis e Matteo Capelli, mi danno subito un appuntamento e già dalla sala d’aspetto ho una buona impressione...

L’Asia è quasi metà della terra. Parte dalla Turchia in mezzo al Bosforo e finisce molto dopo il Giappone, se ci aggiungiamo l’Australia, la Nuova Zelanda e tutte le isole grandi e piccole fino alle magnifiche Isole Fiji è tanta roba

Alcuni giorni fa, mentre mettevo ordine a vecchie foto, mi sono capitate in mano delle immagini, di un reportage che avevo fatto circa cinquant’anni fa, riguardanti la bizzarra storia dello Stagno di Cabras e così ho pensato di vedere come oggi è finita la vecchia storia.

Le riviste straniere mi chiedevano sempre le stesse cose: il quadrilatero della moda, la Galleria, La Scala e per finire …. “vedi se riesci a fare qualcosa di originale del Duomo” e lì era, è e sarà sempre dura inventarsi qualche nuova foto.

... nelle sentenze intentate da fotografi, permane per i giudici l’eterno dilemma se una foto è: semplice o con valore creativo, come scritto sul codice.

Facevo sempre un salto al porto, affittavo una barchetta con tanto di rematore Tanka e giravo per i canali tra le giunche e le case galleggianti... poi chiaramente scattavo foto a mitraglia a tutte le situazioni che mi intrigavano,

Nel filmato di France24 la giornalista Vedika Bahl fa anche una chiara spiegazione tecnica: le foto da lei analizzate sono state generate con Google AI e il programma di elaborazione immagini Nano Banana e hanno tutte un watermark invisibile che le classifica come immagini AI.

Vi chiederete: allora perché farlo, semplice se non lo fai il credito non pagato diventa reddito e viene tassato, così l’unico modo per scampare alla beffa dopo il danno è procedere per vie legali, anche se il più delle volte, sai che butterai dei soldi.

Non tutti amano la neve, gli automobilisti la detestano, gli spalatori la maledicono e gli esposimetri si confondono e danno i numeri sbagliati, perché il bianco li acceca e quindi devi usare il trucco di misurare la luce...

Ci sono anche dei fotografi, non molto capaci, che non sanno tenere dritta la macchina fotografica e quindi stortano l’orizzonte, specialmente se fotografano il mare sia da riva e, peggio ancora, se da una barca o se scattano delle foto aeree da bordo di un velivolo.

Noi giovani e meno giovani, fotografi Free Lance avremmo venduto la mamma per entrare nel gruppo dei fotografi di Epoca, ma non c’era speranza. Non era tanto per i soldi garantiti a fine mese e senza spese per macchine fotografiche e rullini ma perché, se ti presentavi in giro come un fotografo di Epoca, ti aprivano anche i ponti levatoi.

C’è solo un’eccezione, un soggetto che non finisco mai di scoprire e fotografare. Parlo dell’Isola del Giglio, Laura me l’ha fatta scoprire 32 anni fa e da allora ci veniamo ogni volta che possiamo e ogni volta riesco a scattare qualcosa di nuovo.

Come in tutte le belle fiabe, il protagonista è un principe e magari anche un eroe nazionale e ovviamente due belle donne e una bambina. Il Principe è Vittorio Emanuele di Savoia, l’eroe nazionale è Totò Schillaci...

...come diceva il buon Frank Sinatra: New York è la città che non dorme mai e credo intendesse dire che non si ferma di costruire: nuovi incredibili palazzi, mega negozi e ottimi ristoranti dai conti vertiginosi a partire dalla mancia obbligatoria il cui minimo è il 22%, anche sulle tasse.

...solo una riflessione riguardo gli abitanti del mare ed il loro rapporto con i fotografi e viceversa. Penso che tutti i fotografi amino i pesci, ovviamente quelli vivi che nuotano, per i fotografi subacquei; mentre quelli pescati, per tutti gli altri lavoratori dell’obiettivo.

Le foto dei monumenti famosi avevano una vita più lunga; diventavano obsolete solo se nell’immagine erano presenti delle persone che tradivano l’anno di scatto, con la moda del momento. Una bella foto con luce fantastica e senza un turista in giro, fatta vent’anni fa è ancora utilizzabile...

...un giorno del 2016 la RAI la utilizza per una trasmissione, nessun problema, l’hanno già usata altre volte e Tony è sempre stato pagato correttamente, però questa volta un funzionario dell’amministrazione RAI si mette di traverso e decide che non deve pagarla.

...ci sono stati due reportages che sono stati dei veri flop. Non contiamo il mancato scoop, fatto in Vietnam, insieme ad Ennio Jacobucci che pensavamo di venderlo ai quattro venti e invece non l’ha mai voluto nessuno, ma comunque è stata una bella avventura.

...cosa mangia un fotografo in giro per il mondo. Molto spesso me lo chiedono e mi diverto rispondendo con storie inventate tipo: proboscide d’elefante in umido, gelato di pesce o cervello di scimmia viva.

Ma vi siete mai chiesti da dove saltano fuori tutte queste foto? Beh, è un must dei fotografi, specialmente quelli che campano di foto d’archivio, dette di stock dagli addetti ai lavori. In pratica una bella foto di Natale è eterna, la si vende ogni anno e così ogni anno se ne scattano di nuove che serviranno per i Natali successivi.