“Io contemplo gli uccelli che cantano ma la mia anima
è triste come il soldato in guerra.”
Amelia Rosselli

Se dalle tue lunghe agonie e dai miei brevi respiri sorgesse un fiore...

Se dalle tue lunghe agonie e dai miei brevi respiri sorgesse un fiore...

A cento anni dalla nascita, in mostra il mondo fantastico, giocoso, scomodo e irriverente di Jacovitti.

In trentott’anni di carriera egli è apparso in almeno 355 pellicole (conteggio approssimativo, e largamente per difetto), risultando in un numero incredibile di classici della settima arte. 355 film non costituiscono il primato di partecipazioni cinematografiche, anche se sono tali da porlo nel Gotha degli attori più presenti sullo schermo.

“Io e la mia morte parliamo da vecchie amiche / perché dalla nascita l’ho avuta vicina./ Siamo state compagne di giochi e di letture / e abbiamo accarezzato gli stessi uomini / Come un’aquila ebbra dall’alto dei cieli,/ solo lei mi svelava misure umane.”

...per gli spettatori italiani il suo nome resta paradossalmente legato a una sola parte in un film tra i più amati della storia del cinema: quello del leader della resistenza antinazista cecoslovacca Victor Laszlo in Casablanca di Michael Curtiz (1942).

Un Fellini anziano, che soffre d’insonnia, si sveglia ogni notte e fa lunghe passeggiate a Roma in attesa dell’alba...

Questo libro porta in superficie il lato nascosto del pensiero e della personalità di Marshall McLuhan. È il lato costituito dalla sua esperienza religiosa.

“In confronto a me, un albero è immortale,
la corolla di un fiore non alta, ma più
sorprendente,
e a me manca la longevità dell’uno e l’audacia
dell’altra...”

Per molto tempo, il fumetto argentino ha rappresentato una delle scuole più influenti e apprezzate a livello mondiale. Alberto Breccia è sicuramente la punta di diamante di questa produzione.

È apparso in quasi trenta film, alcuni dei quali firmati da registi di tutto rispetto come Max Ophüls, Curtis Bernhardt, Géza von Bolváry, Carl Froelich, quando non di primissimo piano come Fritz Lang, eppure la fama di Gustaf Gründgens è legata in massima parte al teatro, dove viene considerato uno dei più eminenti attori tedeschi del Novecento...

Martin Luther King non era uomo che si faceva imporre il volere altrui, fece costruire una piattaforma davanti al palazzo dell’ONU e tenne il suo discorso davanti a 125.000 giovani Americani, per la maggior parte bianchi.

Sulle tue labbra il freddo dell’icona,
Il sudore mortale sulla fronte… Non si scorda!
Come le mogli degli strelizzi, ululerò
Sotto le torri del Cremlino

...una donna che, come vedremo, seppe spaziare dal cinema alla politica. Il vero cognome di Silvana Maria Isabella era Rota, molto diffuso nel bergamasco, nell’alessandrino, in Liguria, in Campania e nel cosentino. Nata a Rivarolo (Genova) il 17 febbraio 1923, era l’unica figlia di Cornelio Silvio ed Elena Maria Carrara, entrambi ventiduenni e «liberi pensatori»

Il sud fanalino di coda in Europa per quanto riguarda il lavoro femminile, con Puglia, Campania, Calabria e Sicilia nelle ultime quattro posizioni. È il dato che emerge dai rilevamenti di Eurostat nel 2022. In Sicilia, che è appunto all’ultimo posto nella Ue, l’anno scorso solo il 30,5% delle donne tra i 15 e i 64 anni lavoravano (erano il 29,1 nel 2021) a fronte del 64,8% medio dell’area euro.
Su di lui si hanno pochissime notizie: quelle poche, le dobbiamo quasi tutte alla solerzia di Gian Carlo Mainardi, che ne ha tratteggiato un sapido profilo sul web.


... “distinguere l’errore dall’errante”, cioè a respingere il peccato ma non il peccatore; la seconda, a preferire nel rapporto con gli altri la ricerca di ciò che unisce a quella di ciò che divide; la terza, a non dare ascolto ai profeti di sventura, che annunciano eventi sempre infausti invece di rendere più giusta e solidale la convivenza umana.

Spesso è difficile riconoscere il merito del caratterista (dico «del caratterista» e non «del bravo caratterista» perché i caratteristi sono tutti bravi per definizione, altrimenti durerebbero meno d’un film), ma è certo che molte opere cinematografiche si reggono sulle loro spalle più che su quelle dei protagonisti...