Il Sen(n)o ci conduce nell’esplorazione di un tema terribilmente attuale: come l’esposizione precoce alla sessualizzazione e alla pornografia nell’era di internet abbiano inciso profondamente sulla nostra cultura.
Gli atti unici erano La scuola di guida (1959) di Nino Rota su libretto di Mario Soldati; Una mano di bridge (1959) di Samuel Barber su libretto di Gian Carlo Menotti, per chiudere con Lo stratagemma dell’avvocato Manigoldi (2024) in prima esecuzione, di Marcello Panni.
L’evento era particolarmente atteso sia per l’impegno profuso dal teatro che per la circostanza storica che vede nella città di Firenze il luogo del debutto assoluto, anzi, della produzione e realizzazione dell’opera.
Tra le numerose proposte teatrali per Il mese di novembre a Roma, la nostra attenzione si è posata su due spettacoli messi in scena dal Teatro dei Ginnasi; due eventi teatrali di grande impatto emotivo e culturale.
Il 13 ottobre 1972 il volo 571 dell'aeronautica militare uruguaiana si schiantò sulle Ande con quarantacinque persone a bordo. Il volo trasportava i membri della squadra di rugby Old Christians Club. Allo schianto sopravvissero in ventinove e dopo settantadue giorni solo sedici di loro furono salvati dai soccorsi.
Fino al 7 luglio 2025 va in scena la prima edizione del Breda Art Festival, un progetto culturale che mette al centro il Villaggio Breda nel VI Municipio di Roma, come spazio di rigenerazione urbana attraverso l’arte contemporanea.
Solness e il demone del successo: un Ibsen in chiave contemporanea
Solness
di Giuseppe Distefano per exibart
Il costruttore Solness (1892) un dramma dell’estrema maturità di Henrik Ibsen in cui tutti i temi esistenziali e personali dell’autore norvegese paiono esasperarsi in una trama simbolica complessa e tortuosa, quasi ossessiva.
Un forte legame tra la città di Roma e la Regione Abruzzo
Dal tramonto all'alba
Partecipare alla presentazione di questa importante manifestazione culturale è stata anche occasione per ricordare e valorizzare il profondo legame artistico, culturale e territoriale che lega la città di Roma all’Abruzzo.
Il teatro in carcere rappresenta un efficace strumento di rieducazione e reinserimento sociale, offrendo ai detenuti l’opportunità di esprimersi, riflettere sul proprio vissuto e sviluppare nuove competenze. La pratica teatrale aiuta a rafforzare l’autostima, la gestione delle emozioni e le capacità relazionali, elementi fondamentali per un futuro fuori dal carcere.
Sulle arie virtuosistiche e gli esaltanti pezzi corali della partitura musicale di Gioacchino Rossini (registrazione dell’Orchestra di Santa Cecilia diretta da Antonio Pappano), lo spettacolo si impone per densità poetica ed emozionale, per vigore espressivo ed intima partecipazione.
Può il teatro sentire il grido di aiuto che i nostri tempi stanno lanciando, in un mondo di cittadini impoveriti, rinchiusi in celle di realtà virtuale, trincerati nella loro soffocante privacy? In un mondo di esistenze robotizzate all'interno di un sistema totalitario di controllo e repressione in ogni ambito della vita?
Teatro musicale declinato al femminile per le produzioni della Fondazione Flavio Vespasiano. Donne vittime di soprusi e di abbandoni, vicende esemplari ambientate nel passato ma ancora di piena attualità per la forza di ciò che viene denunciato.
È dal mare che arriva un’orda corale di corpi, schierati in proscenio, portatori di nuova bellezza. L’azzurro li veste, la musica li muove, il tempo li cristallizza nel presente. Hanno in sé la memoria del passato, di luoghi lontani, di approdi finali. Jonio, il mare che bagna la Puglia...
Lucenti si ispira alla raccolta di saggi narrativi Ogni giorno è un dio, di Annie Dillard, la scrittrice statunitense Premio Pulitzer, che così scrive in un passaggio: «Sembrava ci fossimo radunati tutti in cima alle colline a pregare per il mondo nel suo ultimo giorno».
Un testo, l’ultimo di Čechov, che presenta a tratti monologhi più concettuali e smaccatamente filosofici rispetto ai precedenti, ma che continua a sballottarci da un personaggio all’altro, spostando la “ragione” su più punti e facendoci letteralmente girare la testa.
Carcaca di Marco da Silva Ferreira al Torino Danza
di Giuseppe Distefano
Rutilante, eversivo, carnevalesco, tribale, contemporaneo, folklorico, con influenze afro. Un lessico coreografico soprattutto urban, con movimenti originati dal voguing, dall’hip hop, dalla house dance; e con musica percussiva di batteria, mista a elettronica e ritmi techno.
Un evento estivo imperdibile che celebra l’evoluzione della danza in Italia e nel mondo. Tra grandi ritorni, prime assolute e debutti nazionali, il Festival di quest'anno denominato semplicemente “40”, chiama a raccolta gli artisti “amici” che hanno reso Bolzano Danza la manifestazione che è oggi, a quattro decadi dalla sua nascita.
A questo punto Julio si avvicina a me col suo naso quasi attaccato al mio e con una espressione violenta mi disse nella sua lingua spagnolo: “Chingue su madre el atardecer Yo soy la foto! "A me non importa un cavolo del tramonto - IO SONO LA FOTO.".
La sagra della primavera di Roberta Ferrara per fermare il tempo
Saga di Primavera
di Giuseppe Distefano per exibart
Se c’è un classico nella storia universale della danza che più di ogni altro rappresenta un banco di prova cruciale per coreografi e coreografe di ogni generazione, questo è il capolavoro stravinskiano Le Sacre du Printemps messo in danza da Vaslav Nijinsky nel 1913
L’assurdo non vive gettato nel domani, ma vive ogni istante presente nella folle compiutezza. In quella annunciata illogicità dell’Imperatore non esiste una scala di valori, l’uomo deve puntare all’ammasso, alla quantità delle esperienze, vivere nel disinteresse del futuro e nel desiderio di consumare tutto ciò che ci è dato nell’esistenza.
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