Paolina Borghese
di Federica Dal Palu'

...il lavoro di Luigi Ravasio si distingue per uno straordinario magistero “artigianale”: i volteggi dei suoi “nastri” librati nel campo rarefatto del dipinto, lungi dall’essere originati dalle ardite esplorazioni spaziali di forme geometriche create dal computer con programmi di progettazione numerica o vettoriale, sorgono da rigorosissimi calcoli prospettici consegnati con puntigliosi disegni a matita, e dal tradizionale impiego della pittura a olio, stesa in campiture nitide e brillanti.

Il progetto artistico di Giorgio Piccaia riprende forza e vigore a Chiasso. L’anno scorso il 7 febbraio veniva inaugurata con un convegno questa bella mostra allo spazio d’arte della Swiss Logistics Center della città svizzera di confine. Questo 17 giugno, e fino a fine luglio sarà possibile vedere le oltre 40 opere tra olii, acrilici, carte di papiro e piccole sculture dell’artista italo-svizzero.

La selezione delle opere, in linea con le indicazioni che caratterizzano la Biennale, sottolinea la puntuale attenzione alle opere esaminate sotto il profilo dell’esecuzione artistica, e parimenti, sotto il profilo del contenuto che hanno inteso esprimere. Emerge con evidenza la professionalità dei lavori presentati. Segno e colore sottolineato la sicurezza degli artisti a rappresentare loquaci immagini, altresì caratterizzate da intelligibili valori legati alle attualità che il nostro tempo ci propone.

‘Nelle opere esposte – spiegano gli organizzatori - scelte fra quelle meno note emerge la poetica di figure e personaggi senza tempo, ritratti universali di una umanità errante, in cammino, paesaggi dalle cromie accese e intense, silenti nature morte e figurazioni che sperimentano suggestioni visise astratte’.

“La bellezza che coinvolge Primavera è soprattutto quella della natura e del paesaggio…” ma soprattutto è la bellezza del corpo femminile: pose eleganti e leggiadre in parallelo con le espressioni scultore del passato, in un a specie di gara a rappresentare l’essenza dell’autenticità.

Le numerosissime iniziative, molte già realizzate e molte altre in divenire, hanno il merito di rendere visibile e godibile quel sotterraneo amore che gli italiani inconsapevolmente nutrono per Dante, il poeta che più di ogni altro ha affascinato la nostra età giovane – non solo anagrafica – con le sue rime qua e là rimandate a memoria in occasione di conversazioni e incontri.

E questo ponte non ha tinte fosche come spesso è stata dipinta e raccontata la Via Crucis, ma colori tenui e sfumati: una guida per capire che la Croce non è una sconfitta, ma la somma delle violenze e dei peccati degli uomini che Cristo assume sulla sua persona per liberarli accompagnandoli lungo il sentiero di fede tra il dolore e l'amore.

Anche le rappresentazioni della sfera astratta, segnano il raggiungimento di un equilibrio tra volumi e piani sospesi, quasi ancestrali ricerche si se stesso e la necessità di una linea di luce che sappia interpretarne lo spirito. Materia e spirito, dunque, che tendono ad una visione di un nuovo paesaggio capace di soddisfare le esigenze dell’anima…un percorso stimolante da vivere in umiltà ma con coraggio.

Il PRAC opera nel campo della promozione e della cultura per la conservazione del patrimonio naturale, storico, artistico e soprattutto sulla divulgazione di eventi legati al mondo del contemporaneo attraverso la collaborazione diretta degli artisti. L’apertura del PRAC prevede un grande progetto personale con un ciclo di installazioni ambientali con l’artista statunitense Tony Oursler pioniere della video-art sin dagli anni ottanta a New York.

Dal 1955 ha iniziato a dipingere per conto proprio, prima nello studio di Sesto San Giovanni e poi a Milano dove prosegue la sua intensa attività di artista. Dal 1981 al 1999 è collaboratore artistico al quotidiano “Il Sole 24 Ore” - inserto domenicale.

Dopo gli studi scientifici, Franco Fortunato si forma da autodidatta, studiando la pittura tre-quattrocentesca e del novecento. Il contestuale interesse per la letteratura lo spinge a creare dipinti in cui raffigura vagabondi, città turrite e altri soggetti della tradizione medievale sospesi nel vuoto e in atmosfere surrealiste, in omaggio al Sassetta, Ambrogio Lorenzetti, Piero della Francesca, ma anche De Chirico, Magritte ed a Le città invisibili di Calvino. Dal terzo millennio si dedica a cicli pittorici ispirati a opere letterarie, come Il piccolo principe e Moby Dick.

Della sua vocazione artistica votata allo Spirito Divino, si fa portavoce Amanzio Possenti, appassionato studioso e sensibile comunicatore, che ricorda come Piero Brolis fosse cristallino come cristiano, estraneo ad adesioni farisaiche o di convenienza. Legato intimamente al rapporto con Dio , viveva un cristianesimo di pensiero e di opere, non di parole. Come non tollerava i conformisti - spesso frutto di ignavia e di povertà spirituale - così respingeva i non conformisti di maniera, praticando la via mediana della luce evangelica e dell'impegno umano verso il prossimo.