Nato troppo tempo fa, lavora in un dimenticato ente di ricerca, è il papà (oltre che di Giada e Benedetta) di Aquerò e il suo, per ora, direttore artistico.
È un appassionato di humor anche se ricorda spesso che "non è obbligatorio far ridere per forza".

Ricco di oggetti artistici come abiti, stoffe, armi orientali ed europee e porcellane, ospita anche una importante raccolta numismatica: ha una biblioteca ricchissima di 15.000 volumi di grande pregio oltre a pergamene e manoscritti.

Inaugurato nel 1980, frutto dell’impegno della proprietà e di Maria Fede Caproni, ripercorre l’intera storia del volo umano facendo perno sull’impresa dannunziana; a tale volo è dedicata la parte principale del museo con le stanze abitate dal poeta nel periodo 1917-1919.

...esemplari rappresentativi delle popolazioni locali di molluschi ed un acquario mediterraneo che ospita esempi di ambienti e fauna litoranea.

Il Museo del Giocattolo non vuole proporsi come mero custode passivo di pur storici e significativi reperti, bensì come contenitore vivo e ricco di iniziative per favorire riflessioni, creatività e fantasia, nostalgie e proposte, promuovendo ed ospitando attività culturali e didattiche, convegni, seminari, mostre temporanee, spettacoli.

Il percorso di visita rievoca la memoria del manicomio e si articola in sette aree, dedicate alla percezione della malattia mentale, alla vita interna degli istituti ospedalieri, alle metodologie cliniche e alla figura di Franco Basaglia in rapporto ai movimenti di riforma degli anni ottanta.

Il Museo rappresenta la doverosa testimonianza della storia ceramistica di Laveno Mombello che ha ospitato, a partire dal 1856, importanti manifatture. Tra i direttori artistici delle ceramiche lavenesi, Giò Ponti, Guido Andlovitz, Antonia Campi sono stati i più prestigiosi.

Comprende reperti archeologici dei fossili del calcare di Esino, minerali, ambientazioni naturalistiche delle fasce climatiche, memorie e documenti relativi alla storia e al folclore, oggetti etnografici e la ricostruzione di un “Caselâ€, la baita tipica dei maggenghi attorno al paese.

Collocato nell’immediata periferia cittadina, l’edificio fu concepito secondo i caratteri austeri e rigidi della casa-forte, circondato da alti muri e con poche concessioni al superfluo.

Ai lutti e al dolore, si aggiunge l'angoscia della ricostruzione...ma vogliamo fortemente credere che essa saprà ridare la struttura già conosciuta che ha a lungo accompagnato la fisionomia della città .

Il Progetto scientifico del Complesso monumentale di San Paolo ha come obiettivo la valorizzazione dell’ex chiesa di San Paolo, con le sue molteplici fasi edilizie, e al tempo stesso della millenaria storia della città di Monselice.

La solita solfa. Sveglia all'alba. Colazione fugace. Saluto alla moglie e ai cani (se ci sono o al gatto). Poi in auto. Le scuole son chiuse quindi si spera che ci sia poco traffico...

Il ricordo di una bottega artigiana, un capitolo molto importante scritto in Arpino, nell'ambito della storia degli strumenti musicali cordofoni in generale e, più in particolare, del Mandolino "Modello Romano" molto simile al napoletano, ma leggermente diverso nel manico e nell'ovale.

Percorso museale insolito e avvincente che, attraverso collezioni artistiche, archeologiche e attrezzi per l’olivicoltura e la lavorazione delle olive, accompagna il visitatore alla scoperta di usi e consuetudini remoti, curiosi, a volte poco conosciuti.