AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del giorno sabato 31 gennaio quando lascerà  il posto al numero 372 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)

Rubrica: Curiosità

Autopad

I Maya - L'Autopad di Gibson - Il monopattino odierno

di Roberto Bonsi

Autopad

Quando sono stati inventati i primi monopattini? A domanda si risponde che i primi in assoluto, fatti di legno e con le rotelle, erano un tantino rudimentali, ma pur sempre efficaci nelle loro azioni di movimento, e qui siamo ormai verso la fine del Secolo XIX°, ovvero nell’Ottocento. Il primissimo monopattino motorizzato fu battezzato con il nome di “Autoped” e fu realizzato pensando non solo agli adulti come elemento di micromobilità, ma anche ai bambini nei loro gioiosi momenti ludici della giornata.

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I nasoni

di Roberto Bonsi

I nasoni

I “Nasoni” di allora, e si crede anche quelli odierni erano alti 120 cm. e pesavano 100 kg. Gli stessi furono costruiti in ghisa ed erano provvisti di ben tre bocchette a forma di drago. L’acqua finiva la sua caduta nel condotto che portava alle fogne attraverso una grata posta al livello della strada.

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