#386 - 1 novembre 2026
AAAATTENZIONE - Cari amici lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del 14 NOVEMBRE quando lascerà  il posto al n. 387. BUONA LETTURA A TUTTI . Ora per voi : AMICI DEGLI ANIMALI - Vivisezione: Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni (A. Einstein) - Grandezza morale e progresso di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali (Gandhi) - La compassione e l'empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo possa avere (C. Darwin) - Fintanto che l'uomo continuerà a massacrare gli animali non conoscerà  ne salute, ne pace (Pitagora) - Tra tutti gli animali l'uomo è il più crudele. E' l'unico ad infliggere dolore per il piacere di farlo (M Twain) - A forza di sterminare animali si è capito che anche sopprimere uomini non richiedeva grande sforzo ( E.da Rotterdam) . -
Storia

Questa è una delle 120 storie presentate nel libro di Nicola Bruni
“La bella testa ghigliottinata di Olympe de Gouges e altri racconti storici”, ed. Amazon.it

800 anni dalla morte - L'italiano più amato nel mondo

Francesco D'Assisi

di Nicola Bruni

Francesco D'Assisi

Francesco d’Assisi è il personaggio della storia d’Italia più venerato e amato nel mondo. Innumerevoli sono i miracoli attribuiti alla sua intercessione.
La Chiesa cattolica lo proclamò santo appena due anni dopo la sua morte, avvenuta nel 1226. A milioni di persone è stato dato, nelle varie lingue, il nome di Francesco o Francesca in suo onore. Gli sono state dedicate anche moltissime chiese, strade, piazze e città, tra le quali l’americana San Francisco. All’inizio del XIII secolo, San Francesco rinnovò profondamente la spiritualità cristiana, mediante la scelta della povertà evangelica, la predilezione per gli umili, la rivalutazione di tutto il creato come opera e dono di Dio agli uomini (“Laudato si’, mi Signore, cum tucte le tue creature animate e inanimate), la ricerca della pace e del dialogo anche con chi ha una fede diversa.

Francesco D'Assisi

Nacque ad Assisi nell’inverno 1181/82. Figlio di Pietro di Bernardone, un ricco mercante, trascorse la giovinezza tra i divertimenti. A 18 anni partecipò ad una guerra contro i Perugini, che lo catturarono e lo tennero prigioniero per un anno. Tornato a casa, in seguito ad una grave malattia che gli mostrò la vanità delle cose terrene, maturò una profonda conversione spirituale, finché all’età di 24 anni rinunciò alle ricchezze e all’eredità paterna, e si dedicò dapprima ad una vita di preghiera e di penitenza, poi alla predicazione del Vangelo, convertendo molte anime e raccogliendo numerosi seguaci, con i quali fondò gli ordini religiosi dei Frati Minori, delle Clarisse (di Santa Chiara) e dei Terziari (laici). Nel 1219/20, al tempo della quinta Crociata, si recò in Egitto, in visita al sultano Melek-El-Kamel, che lo accolse molto bene ma non si lasciò convertire.

Francesco D'Assisi

Con quel gesto, Francesco indicò la via del dialogo pacifico con le altre religioni, che sarebbe stata intrapresa dalla Chiesa cattolica nella seconda metà del XX secolo, dopo il Concilio Vaticano II. Nel 1223 realizzò a Greccio (Rieti) il primo presepio vivente. Nel 1224, sul monte della Verna, ricevette sul suo corpo le stimmate, i sacri segni delle cinque piaghe della passione di Gesù. Ancora nel 1224, mentre si trovava nel convento di San Damiano, compose il Cantico delle Creature o di Frate Sole, prima grande opera poetica della letteratura italiana. Per umiltà, non volle mai essere ordinato sacerdote, ma serviva da diacono alla celebrazione dell’Eucarestia. Morì dopo una lunga malattia, a 44 anni, la sera del 3 ottobre del 1226, disteso umilmente per terra nei pressi della Porziuncola (la cappella sulla quale oggi sorge la basilica di Santa Maria degli Angeli) ad Assisi. Il 16 luglio 1228 fu proclamato santo ad Assisi dal papa Gregorio IX, e nello stesso anno ebbe inizio la costruzione della basilica di Assisi in cui è stato sepolto.

Francesco D'Assisi

Principale regola di vita di San Francesco era la povertà, perché il ricco - diceva - è attaccato ai beni di questo mondo e perciò difficilmente può entrare nel regno dei cieli. Egli divideva con i poveri, con i lebbrosi, con le persone più disprezzate della società, il poco cibo ricevuto in elemosina. E si rivolgeva con amore a tutte le creature, compresi agli animali (“sirocchie mie uccelli”) e gli elementi della natura (“messor lo frate Sole... sor’Aqua...”), scorgendo in ciascuna di esse l’impronta di Dio creatore. In un’epoca in cui il potere, la ricchezza, il lusso e i piaceri della vita costituivano i valori dominanti nella società, perfino tra gli uomini di chiesa, San Francesco predicava l’umiltà, la povertà, la purezza di cuore, la fratellanza universale e la pace. Pur andando controcorrente, egli si mantenne sempre fedele alla Chiesa e obbediente al suo vescovo e al Papa. A San Francesco è stato attribuito dalla Chiesa il titolo di Patrono d’Italia.

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