#384 - 1 ottobre 2026
AAAAA ATTENZIONE questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte del 15 ottobre quando lascerà il posto al numero 385. - BUONA LETTURA - ORA ANTICA SAGGEZZA - Gli angeli lo chiamano piacere divino, i demoni sofferenza infernale, gli uomini amore. (H.Heine) - Pazzia d'amore? Pleonasmo! L'amore è già  in se una pazzia (H.Haine) - Nel bacio d'amore risiede il paradiso terrestre (Lord Byron) - Quando si comincia ad amare si inizia a vivere (M. de Scudery) - L'amore è la poesia dei sensi ( H. De Balzac) - Quando il potere dell'amore supererà  l'amore per il potere, sia avrà  la pace (J. Hendrix)
Storia

E mezza Italia emigro'

di Nicola Bruni

E mezza Italia emigro'

“Siamo il disonore, la vergogna dei governi”, cantavano amaramente gli emigranti italiani costretti a lasciare la loro terra e i loro affetti, per cercare lavoro e fortuna all’estero, proprio ai tempi della Belle époque.
Si imbarcavano per la “Merica” (Stati Uniti, Argentina, Brasile, Canada, Venezuela) o per l’Australia, o varcavano le Alpi - anche da clandestini - diretti in Francia, Svizzera, Germania, Belgio, Inghilterra.
Andavano a fare i lavori più umili e più pesanti, spesso disprezzati, insultati, criminalizzati, talvolta persino linciati.
Nel quarantennio precedente lo scoppio della Grande Guerra, in cui la ricca borghesia europea si divertiva, e la monarchia sabauda celebrava il suo trionfo a Roma nella dispendiosa costruzione del Vittoriano, la nuova “madrepatria” italiana cacciava praticamente dal Bel Paese circa 14 milioni di suoi figli, dopo averli abbandonati nella disperazione della miseria: oltre 5 milioni negli anni dal 1876 al 1900 e quasi 9 milioni dal 1901 al 1913.

E mezza Italia emigro'

Una sconvolgente tragedia, che è proseguita fino ai primi anni ’70 del Novecento totalizzando oltre 26 milioni di espatri permanenti: una cifra pari all’intera popolazione del Regno censita nel 1861.
Allora, “fatta l’Italia”, come disse Massimo D’Azeglio, bisognava “fare gli italiani”. Invece, l’egoismo, la prepotenza, l’insipienza e la vanagloria dei re sabaudi, dei loro governi e delle classi dirigenti borghesi portarono a “disfare” ampiamente il popolo italiano. E, come se non bastasse l’emigrazione di massa, vi si aggiunsero i massacri e le rovine di due guerre mondiali.

E mezza Italia emigro'

All’inizio, erano le regioni del Nord a fornire il maggior numero di emigranti; ma poi, dopo lo sfascio dell’economia delle regioni meridionali causato dalla politica di colonizzazione dei governi “piemontesi”, la situazione si capovolse e il primato passò alla Sicilia e alla Campania.

E mezza Italia emigro'

Nei primi decenni, le compagnie di navigazione organizzarono una vera e propria “leva migratoria”, con una propaganda che mostrava immagini invitanti dei Paesi d’oltreoceano e prometteva facili ricchezze a chi vi si fosse trasferito. Molti vendevano tutto, o si indebitavano, per pagarsi il viaggio, anche se, arrivati a New York dopo un’orribile traversata, poteva capitargli di essere respinti, o perché ammalati, o perché analfabeti, o perché era stata già superata la quota annua di immigrazione italiana stabilita.

E mezza Italia emigro'

Ma né in America né altrove i “trasmigratori” trovavano le strade “coperte d’oro”: le trovavano coperte, invece, “di pietre molto dure”, come documenta il libro di Maria Rosaria Ostuni e Gian Antonio Stella “Sogni e fagotti - Immagini, parole e canti degli emigranti italiani” (ed. Rizzoli). Ed è proprio su quelle pietre dure che molti nostri connazionali espatriati, lavorando, risparmiando e mangiando “pane dalle sette croste”, si sono fatti strada.

E mezza Italia emigro'

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