Due scatti un trucco
Mettiamo la Luna
di Guido Alberto Rossi
La Luna piena influisce sulle maree, sulla caccia e pesca, rende più romantici gli innamorati e fa ululare i lupi; Mina cantava che prendeva la “tintarella di Luna”, avanti con questi esempi penso che potrei compilare una vecchia guida telefonica simile a quella di un paese con cinquantamila abitanti.
Ma la mia storia è brevissima e riguarda un trucco che i fotografi facevano intorno agli anni Ottanta, quando ancora non c’era Photoshop, l’intelligenza artificiale e si fotografava solo con la pellicola, non essendo ancora nato il digitale. In quegli anni ci fu un periodo, per fortuna durato poco, dove molti art directors e picture editors che, tradotto alla spiccia, sono quelli che scelgono le foto da utilizzare per la pubblicità o per le pagine dei giornali, si erano innamorati dei filtri Cokin e delle foto di lune piene piazzate sulle panoramiche delle città, sulle cime delle montagne o su vari paesaggi, scattati al crepuscolo, quando incominciavano ad accendersi le luci nelle case, ma il cielo era ancora chiaro.
Personalmente trovavo questi artifici delle vere e proprie ignominie fotografiche e posso vantarmi di non aver mai messo un filtro davanti ad un mio obiettivo, ma confesso di aver appiccicato qualche Luna, qua e là, solo nella speranza di guadagnare qualche soldino, cosa poi miracolosamente avvenuta.

Questa tendenza nacque negli USA dove prese piede a macchia d’olio, da costa a costa, per poi attraversare l’Atlantico e sbarcare da noi in Europa. Nei paesi nordici, diciamo fino alla Svizzera, non ha trovato grande successo, in Francia poco, mentre in Italia e nel sud Europa, queste foto pacchiane con la Luna piena, piacquero moltissimo.
Ai tempi avevo l’agenzia The Image Bank, e rappresentavo tantissimi fotografi americani che mettevano la Luna piena dovunque gli capitava e con mia grande meraviglia vendevano un sacco di foto. Ovviamente ero un po' invidioso, certamente non per il “prodotto finale” ma per il colore dei soldi, non riuscivo a capire come si faceva il trucco.
Una sera a New York accompagnai il mio amico Santi Visalli a fare delle foto della città al tramonto e a un certo punto Santi tirò fuori un corpo macchina dalla borsa gli montò un obiettivo, la mise sul treppiede, smontò il mirino ed esposimetro in modo di fare l’inquadratura direttamente sulla lente di Fresnel e cominciò a scattare, lo lasciai finire e gli chiesi di spiegarmi cosa aveva appena combinato. “Semplicemente ho fatto qualche scatto con la Luna Piena” e mi spiegò il trucco, che ora vi racconto. Ovviamente, questa alchimia, si può fare solo utilizzando la pellicola:
1- Si aspetta una serata limpida di Luna piena.
2- Si prende un rullino nuovo, lo si mette nella macchina fotografica (senza motore di trascinamento e scatto) si aggancia il rullino alla bobina di trascinamento e con il pennarello indelebile si tira una riga di traverso sulla pellicola, segnando anche le due parti della guida nella macchina, in modo d’avere un esatto punto di riferimento.
3- Si scatta tutto il rullino con varie foto della Luna, inquadrandola e segnando, sempre con il pennarello direttamente sulla lente di Fresnel dove è stata posizionata la Luna e ovviamente si prende nota del numero del fotogramma e dove abbiamo posizionato e scattato la foto della Luna, se a destra o a sinistra nel fotogramma.
4- Finito il rullino lo si riavvolge lasciando fuori la linguetta, come nei rullini nuovi.
5- Quando poi si desidera appiccicare la Luna su un qualunque soggetto, si tira fuori il rullino precedentemente scattato alla Luna piena, si usa lo stesso corpo macchina su cui sono segnati i riferimenti con il pennarello, si porta la pellicola fino a far combaciare i segni tracciati, si toglie il mirino, in modo da utilizzare direttamente per inquadrare e mettere a fuoco sulla lente di Fresnel, si prende il taccuino dove abbiamo scritto il numero dei fotogrammi con la posizione della luna e inquadriamo il soggetto tenendo conto della posizione della Luna sulla pellicola, di cui abbiamo riportato la posizione segnandola sulla lente di Fresnel.
6- Scattiamo ed il trucco è fatto.

In pratica è un doppio scatto sullo stesso fotogramma; era un giochino un po' pacchiano per far cassa e accontentare dei clienti dai gusti Trumpiani o Putiniani (par condicio). Ora che c’è un revival dei dischi 33 giri in vinile, delle macchine fotografiche analogiche e delle vecchia cara pellicola; perché non tirar fuori dal cilindro anche i vecchi trucchi.