Note sulla
MEMORIA DEI GIORNI
-Vittorio Gassman: Nato a Genova, è uno dei volti più rappresentativi del cinema italiano del Novecento. Stimato come attore sia a teatro che sul grande schermo, raggiunse la popolarità con la TV, grazie alla trasmissione "Il mattatore", da lui condotta e dal cui titolo prese il suo soprannome più noto.
Lavorò con i migliori registi, tra cui De Sica, Risi, Monicelli e Rossellini, e per lungo tempo in coppia con Ugo Tognazzi. Tra i suoi film più noti: "I soliti ignoti" (1958), "La grande guerra" (1959), Il sorpasso (1962) e "L'armata Brancaleone" (1966).
Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti: un Leone d'oro alla carriera nel 1996, un premio a Cannes nel 1975 (come migliore attore in "Profumo di donna") e 11 David di Donatello. Si spense a Roma nel giugno del 2000.
-Finisce la Seconda guerra mondiale: Ridotto allo stremo per le gravi perdite umane e gli ingenti danni provocati dalle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki, il Giappone si vede costretto ad alzare bandiera bianca.
La firma della resa avviene a bordo della corazzata Missouri, ancorata nella baia di Tokyo, dove si ritrovano, intorno alle 8 di mattina del 2 settembre, il ministro degli Esteri nipponico, Mamoru Shigemitzu, il capo di Stato Maggiore, Yoshijiro Umezu, e il comandante supremo delle forze alleate in Giappone, Douglas MacArthur.
È l’atto conclusivo della Seconda guerra mondiale, il più vasto conflitto della storia che in poco più di cinque anni ha provocato la morte di 55 milioni di persone, di cui oltre la metà civili. In questa cifra rientrano i 6 milioni di ebrei barbaramente assassinati nei campi di concentramento nazisti.
Tutto ciò non impedirà il formarsi di un clima da guerra fredda tra Stati Uniti d’America e Unione Sovietica, impegnati ad estendere la propria sfera d’influenza soprattutto in Europa.
-La mafia uccide il generale Dalla Chiesa: Il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, prefetto di Palermo, e sua moglie Emanuela Setti Carraro si dirigono verso un ristorante a bordo della loro A112 bianca, seguiti dall’agente di scorta Domenico Russo alla guida di un’Alfetta. Intorno alle 21,15, lungo via Carini, vengono affiancati da una Bmw e da una motocicletta, dalle quali parte una raffica di kalashnikov AK-47 che uccide i due coniugi e l’agente.
La mafia si libera di un grande servitore dello Stato, che con i suoi innovativi ed efficaci metodi di indagine era riuscito ad assestare colpi importanti sia all'organizzazione mafiosa sia alle Brigate Rosse (in Piemonte), portando allo scoperto la fitta rete di complicità con la politica e con una parte delle istituzioni.
Grazie a lui erano saliti alla ribalta giudiziaria personaggi cruciali di Cosa Nostra, come Tommaso Buscetta e Michele Greco, fino a quel momento sconosciuti agli investigatori. Ciononostante, il Generale si era sentito, negli ultimi tempi, abbandonato dalle istituzioni centrali nella lotta alla mafia, lamentando la scarsità di mezzi a disposizione in un’ultima intervista rilasciata a Giorgio Bocca, per il quotidiano la Repubblica.
Le indagini e il processo sulla strage di via Carini porteranno alla condanna come mandanti di sei boss di spicco (Totò Riina, Bernardo Provenzano, Michele Greco, Pippo Calò, Bernardo Brusca e Nenè Geraci) e di quattro esecutori materiali. In realtà da alcune inchieste giornalistiche e da rivelazioni emerse durante il processo Andreotti (per l’assassinio del giornalista Mino Pecorelli), si farà strada l’ipotesi che l'omicidio Dalla Chiesa fosse da collegare al ritrovamento del memoriale redatto da Aldo Moro e ritrovato nel covo delle Brigate Rosse.
Rispetto alla versione ufficiale del memoriale, s'ipotizza una versione integrale di cui Dalla Chiesa era a conoscenza e di cui avrebbe messo al corrente il giornalista Pecorelli (versione confermata dalla sorella di quest’ultimo).
-Page e Brin fondano Google: Larry Page e Sergey Brin, due studenti dell'università di Stanford, fondano Google Inc. nel garage (affittato per 1.700 dollari al mese) di una villetta, al numero 232 di Santa Margherita Avenue in Menlo Park, nel cuore della Silicon Valley californiana. Il 27 settembre partirà la versione beta dell’omonimo motore di ricerca, su cui i due hanno lavorato.
La scelta del nome rimanda alla vastità del progetto che i due portano avanti. Google deriva da googol, termine utilizzato dal matematico Edward Kasner per tradurre il numero 1 seguito da 100 zeri. Dal momento che il dominio googol è già esistente, i due optano per una nuova versione giocando anche con l'assonanza con il verbo to googgle (che significa "strabuzzare gli occhi" per la sorpresa di quanto si è riusciti a trovare).
Mettere a disposizione un ampio ventaglio di informazioni è lo scopo del progetto, ma per fare ciò bisogna individuare un nuovo criterio di ricerca rispetto a quello finora utilizzato. L’intuizione giusta prende forma con la teoria delle reti, in base alla quale il motore di ricerca, attraverso un'analisi matematica, cattura quelle pagine che hanno un maggior numero di relazioni con altre, ovverosia di link.
La prima applicazione di queste teorie si ha nel gennaio del 1996, con il progetto "BackRub", che Page e Brin, in assenza di fondi, riescono a portare avanti assemblando comunissimi pc (al posto di costosissimi server), presi in prestito dalle altre stanze dell'università. È attraverso questa catena di computer che si realizza l'attività di memorizzazione, catalogazione, analisi e selezione dello sconfinato universo del web.
Il 27 settembre 1998 compare on line la versione beta di google.com, già in grado di rispondere a 10.000 interrogazioni al giorno. Di qui è un crescendo inarrestabile che già a fine anno porta Google nella lista dei primi 100 siti stilata dalla rivista PCMagazine.
L’azienda nel contempo aumenta il suo personale, al punto che un anno dopo si trasferirà nella nuova e definitiva sede di Mountain View, nel cosiddetto Googleplex. In questi uffici si lavora in un clima di gioco e di allegria, stimolando la propria fantasia e all'insegna dello slogan «don’t be evil» ("non essere malvagio"), che richiama alla lealtà e all'interesse verso gli utenti nell'utilizzare i dati raccolti.
L'acquisizione di aziende (come YouTube e Motorola Mobility) e la creazione di nuovi progetti (come Android) allargherà il suo campo d'azione, portando il fatturato annuo a oltre 136 miliardi di dollari (stima 2018). Il proposito del giovane Larry Page era di rivoluzionare il mondo e ci riuscirà: Google in pochi anni cambierà radicalmente non soltanto il mondo virtuale, ma anche e soprattutto quello reale.
Cambierà il modo di fare business, di studiare, di informarsi e persino di parlare. In diversi sistemi linguistici, infatti, entrerà in uso il verbo "to google" (in italiano googlare) che traduce il "fare una ricerca sul web".
Per milioni di persone diventerà un gesto quotidiano oltre che consultarlo come motore di ricerca, scoprire l'home page con il logo aggiornato in coincidenza di anniversari ed eventi importanti, ribattezzato con il termine doodle.
-Madre Teresa di Calcutta: Nata a Skopje, capitale della Macedonia, è stata una religiosa albanese, di fede cattolica, impegnata in favore dei poveri e degli infermi dell'India. Per l'attività missionaria prestata, durante tutta la sua vita, a Calcutta, divenne nota come Madre Teresa di Calcutta, in luogo del vero nome Anjëzë Gonxhe Bojaxhiu.
L'opera di soccorso portata avanti con la congregazione religiosa delle Missionarie della Carità, da lei fondata, le fece meritare il Nobel per la Pace nel 1979. Scomparsa a settembre del 1997, venne proclamata nel 2003 "beata" da papa Giovanni Paolo II e, nel settembre 2016, santa da papa Francesco.
Nonostante l'alta considerazione di cui godeva nella sfera religiosa e da parte di numerosi capi di Stato e personalità internazionali, sul suo operato sono state avanzate pesanti critiche da parte del giornalista britannico Christopher Hitchens e di altri giornalisti e studiosi.
-Luciano Pavarotti: Per il pubblico internazionale resterà per sempre Big Luciano. Nato a Modena e morto nella stessa città nel 2007, è ritenuto dalla maggior parte della critica il più grande tenore di tutti i tempi, sia per le capacità vocali, sia per la portata del successo riscosso in oltre quarant'anni di carriera.
Al debutto del 29 aprile 1961, al Teatro Municipale "Romolo Valli" di Reggio Emilia (nella La Bohème di Giacomo Puccini), seguì un cammino costellato di successi in tutti i teatri del mondo, dall'Hyde Park di Londra al Central Park di New York nel 1993 (davanti a oltre mezzo milione di persone e a milioni di telespettatori collegati da ogni parte).
Molto legato alla sua Modena, creò qui un evento di respiro internazionale a scopo benefico, il "Pavarotti & Friends", che lo vide duettare con le grandi star del pop e del rock internazionale, da Bono Vox ai Deep Purple. Il suo cavallo di battaglia, con cui viene comunemente associato, è la celebre romanza della Turandot di Puccini, Nessun dorma.
-Michelangelo inizia a lavorare al David: In questa data Michelangelo Buonarroti iniziò a lavorare per la prima volta al blocco di marmo da cui trasse fuori il celebre David, destinato a diventare l’ideale perfetto di bellezza maschile nell’arte.
Commissionata dalla corporazione Arte della Lana e dagli Operai del Duomo di Firenze, l’opera doveva rappresentare, nelle intenzioni di questi ultimi, un'immagine diversa dell'eroe biblico, rispetto all'iconografia tradizionale. Un'opera monumentale che doveva scrivere un nuovo corso della scultura e in generale dell'arte universali.
Michelangelo aveva davanti a sé il prodotto di due tentativi falliti da Agostino di Duccio e da Bernardo Rossellino, rispettivamente nel 1463 e nel 1476. Un blocco marmoreo di enormi dimensioni, in parte modificato e in alcuni punti molto fragile, da trasformare in una figura possente e al tempo stesso slanciata.
Tre anni di duro e quotidiano lavoro, difeso gelosamente dagli sguardi dei curiosi, portarono a un risultato che, parafrasando il Vasari, tolse «il grido a tutte le statue moderne et antiche, o greche o latine che elle si fossero».
L'iniziale destinazione della statua, all'esterno della zona absidale della cattedrale di Santa Maria del Fiore, fu accantonata per la monumentalità dell'opera, che si scelse di collocare a lato dell'ingresso principale di Palazzo Vecchio.
Nel tempo l'opera è stata oggetto di diversi danneggiamenti, il più grave nel 1527 con la frantumazione del braccio sinistro (di cui sono ancora visibili i segni), il più recente nel 1991 con la rottura dell'alluce del piede sinistro.
Oggi il David è conservato alla Galleria dell'Accademia di Firenze, mentre dal 1910 in piazza della Signoria è presente una copia fedele.
-Attentato alle Torri gemelle Alle 8,46 (le 14,46 in Italia) un volo dell’American Airlines 11 finisce la sua corsa contro la Torre nord del World Trade Center, tra il 93° e il 99° piano di uno dei più alti edifici mai costruiti.
Tre minuti dopo sugli schermi della CNN, con cui sono collegate le TV di tutto il mondo, si vede la parte alta dell’edificio circondata da una nuvola di fumo nero che impedisce i soccorsi dall'alto. Lo scenario si fa sempre più agghiacciante, con le prime persone che per la disperazione si gettano nel vuoto dagli ultimi piani.
Mentre in strada cominciano a mobilitarsi i soccorsi, i media iniziano a parlare di attentato terroristico.
Diciassette minuti dopo la prima esplosione, si vede in diretta un secondo aereo, 175 United Airlines, schiantarsi tra il 77° e l’85° piano della Torre sud. Nei titoli di tutti tg compare la scritta «America under attack». Scatta la procedura d’emergenza per mettere in salvo il Presidente George W. Bush e il divieto di sorvolo su tutto il territorio nazionale. Nel frattempo un terzo aereo colpisce un’ala del Pentagono e un quarto, grazie all'eroica ribellione dei passeggeri, precipita nelle campagne della Pennsylvania.
ùL’apocalisse si completa con il crollo delle due torri tra le 10 e le 10,28, ora di New York. Il cielo di Manhattan si oscura e per i vigili del fuoco diventa arduo soccorrere i sopravvissuti. Ci vorranno settimane per accertare il numero delle vittime. Alla fine si stimerà che su oltre 17mila persone, al lavoro quella mattina nelle Torri gemelle, circa duemila avevano perso la vita, portando a 3mila il numero totale dei morti, comprensivo dei passeggeri e degli equipaggi dei quattro aerei utilizzati per gli attentati.
Diciannove in tutto i dirottatori (in maggioranza originari dell’Arabia Saudita) che soltanto dopo le prime indagini si scopriranno essere da tempo oggetto di attenzione da parte dell'FBI. Seguiranno anni di polemiche, sospetti, tesi complottistiche al centro di inchieste giornalistiche e documentari cinematografici, tra cui quello che farà più discutere sarà Fahrenheit 9/11 di Michael Moore.
L'11 settembre 2001 resterà una cesura epocale nella storia dell'umanità per i contraccolpi che si avranno nell'economia, nella guerra al terrorismo e soprattutto rispetto alle più stringenti misure di sicurezza che da qui in poi saranno adottate negli aeroporti.
Sul luogo delle Torri gemelle verrà allestito un sacrario, meta di una cerimonia in memoria delle vittime tenuta ogni anno. Nell'aprile del 2006 si deciderà, tra dubbi e polemiche, la costruzione di un nuovo edificio, la Freedom Tower, inaugurata nel novembre del 2014.
-Eugenio Montale: Annoverato tra i grandi poeti del Novecento europeo, Eugenio Montale lasciò una grande eredità letteraria tra poesia, prosa e giornalismo. Nato a Genova e scomparso a Milano nel 1981, fu il quarto italiano a vincere il Nobel per la Letteratura (nel 1975).
Diplomato in ragioneria e appassionato di canto lirico, si avvicinò alla poesia da autodidatta, leggendo Dante, Petrarca, Boccaccio e D'Annunzio e aderendo al simbolismo letterario. Tra le principali raccolte vi sono Ossi di seppia (1925) e "Le occasioni" (1939).
Antifascista convinto, dal 1948 iniziò a collaborare per il Corriere della sera, scrivendo di letteratura straniera e di critica letteraria. Nominato "senatore a vita" nel 1967, otto anni dopo fu premiato dall'Accademia svedese con il massimo riconoscimento per uno scrittore, «per la sua poetica distinta che, con grande sensibilità artistica, ha interpretato i valori umani sotto il simbolo di una visione della vita priva di illusioni».
-Grace Kelly: Per le cronache rosa era la principessa Grace, nel mondo del cinema è stata un'attrice di straordinario fascino ed eleganza.
Nata a Filadelfia, in Pennsylvania, e morta nel 1982 a Cap-d'Ail, in Francia, iniziò come indossatrice, debuttando sul grande schermo come co-protagonista del western Mezzogiorno di fuoco (1952). Nei due anni successivi si consacrò come attrice, prima con "Mogambo" che le regalò la prima nomination all'Oscar, poi con La ragazza di campagna che le fece conquistare l'ambita statuetta di "miglior attrice protagonista.
Il thriller si dimostrò il genere a lei più congeniale, recitando in numerose pellicole del "maestro del brivido", al secolo Alfred Hitchcock: da "Il delitto perfetto" a "Caccia al ladro" (con Cary Grant), passando per "La finestra sul cortile". Nel 1956, all'apice della popolarità, sposò il Principe Ranieri III di Monaco, ritirandosi dalle scene.
Dall'unione nacquero tre figli: Alberto II di Monaco (sovrano del principato monegasco dal 2005), Carolina e Stéphanie.
-Assassinio di don Puglisi «Vi aspettavo». Con queste parole, accompagnate dal suo sorriso di uomo mite, don Pino Puglisi si rivolge ai suoi carnefici che sparandogli alla nuca lo assassinano davanti alla sua abitazione, intorno alle 20,45 di mercoledì 15 settembre.
Un anno dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio, la mafia si libera così di un altro “pericoloso” avversario che, armato soltanto del Vangelo e di una sconfinata fede in Dio, aveva cercato di fare breccia nei cuori della gente, in special modo dei ragazzi, per allontanarli dalla sfera d’influenza di cosa nostra. Cuore di questo mirabile impegno era il centro Padre Nostro, organizzato presso la parrocchia di San Gaetano, nel quartiere Brancaccio.
Figlio di un calzolaio e di una sarta, don Puglisi guidava dal 1990 la parrocchia del quartiere dov'era nato e qui aveva deciso di dimostrare con tutte le sue forze l'incompatibilità tra la fede cristiana e la cultura mafiosa.
Un grande merito che gli verrà riconosciuto nel 2012 da Benedetto XVI, il quale ne annuncerà la successiva beatificazione (primo martire della Chiesa, vittima di mafia) riconoscendone il martirio subito per aver difeso strenuamente la sua fede. Il 25 maggio 2013, a Palermo, verrà ufficialmente dichiarato "beato" per volere di papa Francesco.
Le indagini, condotte sulla base delle rivelazioni del pentito Salvatore Grigoli - uno dei killer di don Puglisi - porteranno alla condanna all'ergastolo degli esecutori materiali e dei mandanti riconosciuti nei fratelli Filippo e Giuseppe Graviano, boss del quartiere Brancaccio. La vicenda del prete palermitano ha ispirato il film Alla luce del sole, uscito nel 2005, con protagonista il noto attore Luca Zingaretti.