A cento anni dalla morte
Gaudì il santo costruttore
di Nicola Bruni
Cento anni fa, il 10 giugno 1926, moriva a Barcellona il grande architetto catalano Antoni Gaudí, geniale innovatore e maestro dell’architettura moderna.
Tre giorni prima era stato investito da un tram, ma era così modestamente vestito che i soccorritori non lo riconobbero e lo trasportarono all’ospedale dei poveri, La Santa Cruz. Lì spirò, circondato da una fama di santità.

Gaudí aveva dedicato più della metà dei suoi 74 anni a un’opera gigantesca e fantastica, il tempio della Sagrada Familia, la famiglia di Gesù (aula a croce latina di 90x60 metri, 18 alte torri a guglia, quattro facciate adorne di statue, un chiostro, una cripta), la cui costruzione, tuttora incompiuta nella parte esterna, è continuata fra alterne vicende nei decenni successivi secondo il suo progetto, fino a giungere al traguardo dell’apertura al culto cattolico con la Messa del papa Benedetto XVI, il 7 novembre 2010.

I biografi intervenuti a sostegno della causa per la sua beatificazione, avviata nel 2003, descrivono quel “santo costruttore” come una persona umile e di profonda fede cristiana. Papa Francesco il 14 aprile 2025 lo proclamò “venerabile” riconoscendone le “virtù eroiche”.
Gaudí si sentiva un collaboratore di Dio nella creazione artistica. Era un perfezionista molto esigente con se stesso, anche a costo di procedere a rilento. E si giustificava: “Il mio Cliente non ha fretta”.

Consigliava ai suoi collaboratori: “Se volete fare un buon lavoro dovete metterci amore, prima ancora che l’abilità e la tecnologia”.
Aveva concepito la Sagrada Familia come una cattedrale per il secolo futuro, ricca di simboli tratti dalla natura creata da Dio e di insegnamenti biblici, allo stesso tempo luogo di preghiera e libro sacro di pietra aperto ai raggi del sole.
Diceva: “L’arte è bellezza. La bellezza è lo splendore della verità, e per conoscere la bellezza bisogna guardare al creato”.

Sette delle sue opere realizzate a Barcellona sono incluse dal 1984 nella lista dei “Patrimoni dell’umanità” stilata dall’Unesco.
Nel centenario della sua morte, l’inaugurazione dell’ultima e più elevata torre della Sagrada Familia, quella di Gesù Cristo, 172 metri di altezza, alla presenza del papa Leone XIV.

