Empatia
Mettersi nei panni degli altri
di Nicola Bruni
Si chiama empatia l’attitudine di una persona a “mettersi nei panni degli altri”, cioè a comprendere il punto di vista, i sentimenti, le emozioni, le difficoltà, le preoccupazioni, le sofferenze di chi si trova in situazioni diverse dalla sua, e a prestargli attenzione, ascolto, aiuto.

Gli esperti distinguono tre dimensioni principali dell’empatia: cognitiva (comprendere razionalmente il punto di vista dell'altro e cosa sta provando), emotiva o affettiva (sentire fisicamente e condividere le stesse emozioni dell'altra persona), motivazionale (l'impulso ad agire, offrendo aiuto o supporto in base a ciò che l'altro sta vivendo).
C’è anche un’empatia positiva, che consiste nella capacità di condividere la gioia, il successo o la soddisfazione di altre persone. Si tratta di un atteggiamento naturale tra chi è legato da rapporti affettivi, ma che assume il carattere di una virtù se aperto a tutta la “famiglia umana”.

Al contrario, si chiama dispatia, o alessitimia, o semplicemente indifferenza, l’incapacità di immedesimarsi nei problemi degli altri, un atteggiamento di disumanità, molto diffuso specialmente tra i governanti, che può anche essere motivato - come di fronte al genocidio del popolo palestinese - da odio politico o razziale.