#381 - 1 luglio 2026
AAAAA ATTENZIONE questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte del 15 ottobre quando lascerà il posto al numero 385. - BUONA LETTURA - ORA ANTICA SAGGEZZA - Gli angeli lo chiamano piacere divino, i demoni sofferenza infernale, gli uomini amore. (H.Heine) - Pazzia d'amore? Pleonasmo! L'amore è già  in se una pazzia (H.Haine) - Nel bacio d'amore risiede il paradiso terrestre (Lord Byron) - Quando si comincia ad amare si inizia a vivere (M. de Scudery) - L'amore è la poesia dei sensi ( H. De Balzac) - Quando il potere dell'amore supererà  l'amore per il potere, sia avrà  la pace (J. Hendrix)
Costume e Società

Tatuaggi al Mare

di Nicola Bruni

MA 'NDO VAI, SE IL TATUAGGIO NON CE L'HAI?
Alcune domande per cercare di capire il fenomeno.
Io che tatuaggi non ne ho, sono andato al mare, e ne ho visti tanti e di tante forme diverse, sulla pelle di uomini e donne di ogni età e condizione sociale. Dal piccolo sgorbio - praticamente una macchia - sul polso sinistro dell'anziana casalinga (quanto basta per dire "Ce l'ho anch'io, sono moderna") al corpo quasi totalmente ricoperto - viso e cranio rasato compresi - del palestrato cinquantenne (che sembra ostentare un "Come me non c'è nessuno").

Tatuaggi al Mare

Tra i motivi iconografici più ricorrenti ho notato: fantasie allegoriche, geometriche o di arte astratta, cuori, farfalle, fiori, ghirlande, bracciali, stelle, croci, aquile, draghi, uccelli, pesci, cavalli, ancore, segni zodiacali, ragnatele ai gomiti, figure mitologiche e simboli di vario tipo.
Alcuni tatuaggi contengono testi scritti: dichiarazioni di amore, nomi di persone, motti filosofici, versi poetici, date in numeri romani, parole in caratteri giapponesi. Una particolare tipologia femminile è quella di fiori, fiamme o ali che emergono dallo slip e che sembrano alludere talora a una vagina fiorita, talora a una vagina ardente, talora a natiche volanti (aeronatiche).

Tatuaggi al Mare

Per studiare meglio il fenomeno, mi sono dedicato alla caccia fotografica di tatuaggi e ho collezionato un centinaio di immagini. Esaminandole, mi sono posto una serie di domande. Mi piacerebbe che qualcuno mi desse le sue risposte.
Innanzitutto, che cos'è che spinge una persona a legare per tutta la vita la sua identità a un disegno tracciato con inchiostro indelebile sulla propria pelle e destinato a deteriorarsi con l'avanzare dell'età? Un disegno che se poi venisse a noia - sempre lo stesso - o risultasse addirittura imbarazzante, si potrebbe cancellare solo al prezzo di un lungo e costoso intervento chirurgico.

Tatuaggi al Mare

Desiderio di attirare l'attenzione e presunzione di apparire più elegante o più interessante?
Conformismo verso una moda dominante?
Adeguamento acritico al principio del "così fan tutti"?
Anticonformismo nei confronti di quei "benpensanti" che considerano i tatuaggi una forma di autolesionismo e un'alterazione dell'ecologia umana? Feticismo superstizioso, nella convinzione che il tatuaggio porti fortuna o scacci la iella?
Ex-voto di scambio (del tipo "Se vinco... me ne faccio uno grosso così")?

Tatuaggi al Mare

Perché molti tatuaggi sono posizionati sul "lato B" del corpo, dove il titolare non li può vedere? Forse rappresentano il simbolo di qualcosa che si vuole lasciare alle spalle? O forse gli si attribuisce la funzione apotropaica di tenere lontani pericoli e minacce che potrebbero venire da dietro?
Con quale criterio, in molti casi, si sceglie, in alternativa, il lato destro o il lato sinistro o la parte centrale del corpo per la collocazione del tatuaggio? Che c'entri la politica? Sei di destra, tattoo a destra; sei di sinistra, tattoo a sinistra; sei di centro, tattoo al centro; non sei "né di destra, né di sinistra, né di centro", tattoo da tutte le parti. Infine, ho constatato che, salvo eccezioni, chi si è tatuato non porta una catenina d'oro al collo: che se la sia venduta per pagarsi il tattoo?

Tatuaggi al Mare

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