#381 - 1 luglio 2026
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, il giornale và in ferie - questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 31 AGOSTO, quando il PRIMO SETTEMBRE lascerà  il posto al numero 382. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di SATIRA - Nasciamo nudi, umidicci ed affamati. Poi le cose peggiorano - Chi non sà ridere non è una persona seria (P. Caruso) - l'amore è la risposta ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande (W. Allen) - Ci sono persone che si sposano per un colpo di fulmine ed altre che rimangono single per un colpo di genio - Un giorno senza una risata è un giorno sprecato C. Chaplin) - "Il tempo aggiusta ogni cosa" Si sbrigasse non sono mica immortale! (F. Collettini) - Non muoverti, voglio dimenticarti proprio come sei (H. Youngman) - La differenza tra genialità  e stupidità è che la genialità ha i suoi limiti (A. Einstein). -
Storia

MEMORIA DEI GIORNI

-Nascono gli Stati Uniti d’America: Una data storica per i cittadini americani! Con la firma della Dichiarazione d'indipendenza del 1776, da parte del Congresso Continentale riunito a Filadelfia, le tredici colonie della costa atlantica si staccarono dall’Impero Britannico per formare una federazione indipendente.
Il documento - la cui versione originale è conservata all’Archivio Nazionale di Washington - venne redatto dalla Commissione dei Cinque, di cui facevano parte Thomas Jefferson (principale ispiratore del testo, divenuto 3° Presidente degli Usa) e il celebre scienziato Benjamin Franklin (ricordato per gli esperimenti sull’elettricità).
Per festeggiare la storica firma, quattro giorni dopo venne suonata la Liberty Bell, la "campana della libertà", per richiamare i cittadini di Filadelfia alla lettura ufficiale della Dichiarazione d'indipendenza.
L'iniziativa del 4 Luglio rappresentò un gesto di grande significato politico nel quadro della Rivoluzione americana, che si concluse nel 1783 con il trattato di Parigi, con cui il Regno Unito riconobbe l'indipendenza delle tredici colonie.
Passato alla storia come l’atto di nascita degli Stati Uniti d’America, il 4 Luglio o Indipendence Day venne dichiarato festa nazionale nel 1870.

-Nasce la Fiat: La prima e più importante casa automobilista italiana inizia la sua storia nel seicentesco palazzo Bricherasio, a Torino. È qui che il conte Emanuele Cacherano di Bricherasio e l'avvocato Cesare Goria Gatti, uniti dalla comune passione per i motori, riuniscono una trentina di notabili e aristocratici piemontesi (tra cui Giovanni Agnelli) attorno al progetto di rilevare la "Ceirano", piccola azienda artigianale, per dar vita a un grande gruppo industriale.
L'11 luglio viene firmato l'atto notarile di Costituzione della Società Anonima Fabbrica Italiana di Automobili, con un capitale iniziale di 800.000 lire (corrispondenti a circa 10 milioni di euro di oggi) e alla cui presidenza viene designato Ludovico Scarfiotti.
L'anno seguente viene costruita la prima vettura, modello "3½ HP", e l'acronimo Fia diventa Fiat (Fabbrica Italiana Automobili Torino), su suggerimento di Cesare Goria Gatti, ispirato dal beneaugurante «fiat lux» biblico (che traduce il divenire, la nascita di qualcosa).
Dal 1902 ha inizio la dinastia Agnelli, che prende la guida del gruppo e lo porta in pochi anni ai vertici d'Europa. Con gli anni, da semplice casa automobilistica, la Fiat si trasforma nel più importante gruppo finanziario e industriale italiano, assorbendo marchi storici come Alfa Romeo e Lancia.
Sotto la guida dell'amministratore delegato Sergio Marchionne, nel 2014 Fiat S.p.A. rileva l'intero pacchetto azionario dell'americana Chrysler, dando vita a un nuovo colosso dell'industria automobilistica, denominato FCA, "Fiat Chrysler Automobiles". Il 16 gennaio 2021 è operativa la fusione tra FCA e PSA, che prende il nome di Stellantis, una multinazionale con sede ad Amsterdam con quattordici marchi automobilistici.

-Nasce il corpo dei Carabinieri: Abito turchino in panno di lana, chiuso da una fila di bottoni bianchi, stivali neri e cappello alto a due punte, con la coccarda azzurra dei Savoia sul davanti. Era l'uniforme dei Carabinieri Reali, corpo istituito a Torino, nel 1814, dal re di Sardegna Vittorio Emanuele I, attraverso le Regie Patenti.
Sia nell'abbigliamento, che nella funzione assegnata, richiamavano la gendarmeria francese: armati con l'inseparabile carabina e la spada, svolgevano infatti compiti civili, di controllo dell'ordine pubblico, e militari, nella difesa della patria e come polizia militare.
Protagonisti nelle guerre risorgimentali, i Carabinieri divennero un'arma dell'esercito l'8 maggio 1861, affiancandosi alle altre sezioni (fanteria, artiglieria, cavalleria) e attestandosi nel tempo come l'Arma per antonomasia. Fino alla Prima guerra mondiale venne adottato come motto «Usi obbedir tacendo e tacendo morir» (tratto dal poema La Rassegna di Novara di Costantino Nigra), sostituito nel 1914 da «Nei secoli fedele», ideato dal capitano Cenisio Fusi, in occasione del primo centenario del corpo.
Altra data storica è il 5 giugno 1920, quando la Bandiera dei Carabinieri fu insignita della prima Medaglia d'oro al Valor Militare, in riconoscimento al contributo offerto nel corso della Prima guerra mondiale. In ricordo di quel giorno si tiene, annualmente, la Festa dell'Arma.

-Strage di via D'Amelio: Pochi minuti alle cinque del pomeriggio, una tremenda esplosione scuote l’intera città di Palermo. Arrivano i primi soccorsi in via D’Amelio e lo scenario è terrificante: un inferno di fiamme, morte e distruzione che divora i corpi ormai senza vita del giudice Paolo Borsellino, procuratore aggiunto della Repubblica di Palermo, e degli agenti della scorta (Claudio Traina, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli e Eddie Walter Cosina).
Un magistrato simbolo della lotta alla mafia è barbaramente ucciso davanti all'abitazione della madre, pochi mesi dopo l'assassinio dell'amico e collega Giovanni Falcone. Troppi lati oscuri - come la scomparsa dell'agenda rossa di Borsellino - allungano i tempi delle indagini e del processo che s'intreccerà con quello sulla presunta trattativa tra Stato e mafia, per cui si arriverà a parlare di "strage di Stato".
L'episodio segna uno spartiacque nella storia d'Italia ispirando un ampio movimento di lotta alla mafia che coinvolge soprattutto i giovani. Sul piano giudiziario nel 2008, grazie alle rivelazioni del pentito Gaspare Spatuzza, emergono le responsabilità del clan mafioso Brancaccio, dal quale lo stesso Spatuzza era stato incaricato di rubare la Fiat 126, imbottita di tritolo.
Parallelamente, un'altra indagine della Procura di Caltanissetta, relativa alla presunta trattativa Stato-Mafia, cerca di fare luce sui collegamenti tra questo filone e quello sulla strage di via D'Amelio, quest'ultima al centro di un quarto processo, avviato nel marzo del 2013.

-Caduta del Fascismo: Il malcontento per le sorti sfavorevoli all'Italia, che il Secondo conflitto mondiale sta riservando, serpeggia nell'esercito e tra le fila dei gerarchi fascisti, cui si unisce quello della casa reale Savoia e dei politici antifascisti.
In questo clima matura un piano per far cadere il governo e ridimensionare il potere di Benito Mussolini. A capo di questa manovra c'è il maresciallo Pietro Badoglio e alcuni dissidenti come Grandi, Bottai e Ciano.
L'atto decisivo avviene nel corso di una seduta del Gran Consiglio del Fascismo, convocata a Palazzo Venezia, per le 17 di sabato 24 luglio. Una "riunione fiume" di 10 ore che culmina con l'approvazione di un ordine del giorno presentato da Dino Grandi, nel quale si stabilisce la restituzione di tutti i poteri politici e militari a Vittorio Emanuele III ed agli organi costituzionali.
Il provvedimento - con 19 voti favorevoli, 7 contrari ed un astenuto - non lascia scelta al Duce che, alle 17 di domenica 25 luglio, incontra Vittorio Emanuele III a villa Savoia. All'uscita Mussolini viene tratto in arresto dai carabinieri, mentre poco più tardi il Re incaricherà Badoglio di formare un nuovo governo.
Il momento epico si avrà alle 22.45 di quello stesso giorno, con l'annuncio della notizia alla radio. Per milioni di italiani è una liberazione, festeggiata nelle strade dove vengono presi di mira e distrutti tutti i simboli del Fascismo.
Atto conclusivo della fine della dittatura sarà la decisione del governo Badoglio di sciogliere il Partito Nazionale Fascista e gli organi del regime. Tutto questo purtroppo non fermerà gli orrori della guerra, anzi segnerà, in particolare dopo l'armistizio dell'8 settembre, l'inizio di una feroce guerra tra le truppe nazi-fasciste e i gruppi partigiani.

-Strage della stazione di Bologna: Alle 10,25 del 2 agosto 1980, una bomba esplose nella stazione di Bologna, uccidendo 85 persone e ferendone 218. Un giorno maledetto per la storia dell'Italia repubblicana!
L'esplosivo si trovava all'interno di una valigia abbandonata nella sala d'aspetto dell'ala ovest. Furono quantificati almeno 20 chili di tritolo. Alla notizia dell'attentato, tantissimi bolognesi accorsero in aiuto dei feriti nell'attesa dei soccorsi ufficiali.
La strage gettò nella costernazione tutto il Paese, aggiungendosi al lungo elenco di episodi analoghi contrassegnato come strategia della tensione. Infatti molti lati oscuri di questa vicenda non furono mai chiariti del tutto. Se gli esecutori materiali della strage furono individuati dalla magistratura tra le fila dei movimenti neofascisti dell'epoca, i mandanti non sono mai stati accertati. Anche perché le indagini furono oggetto di ostacoli e depistaggi.
Diverse congetture tirano nel gioco delle responsabilità uomini e settori dello Stato, la grande criminalità organizzata e servizi segreti internazionali. Dall'aprile 2014 sui fascicoli dell'indagine è stato tolto il segreto di Stato.

-Strage Italicus: Era da poco passata l'una di notte, quando nella carrozza 5 del treno espresso Roma-Monaco di Baviera, "Italicus", esplose un ordigno ad alto potenziale.
Il convoglio passava in quel momento presso San Benedetto Val di Sambro, nel Bolognese, e la deflagrazione fu micidiale: il bilancio finale fu di 22 vittime e 48 feriti.
Non vi furono condanne per questa strage, anche se l'attentato venne rivendicato dall'organizzazione neofascista di Ordine Nero, con l'appoggio della loggia massonica P2. Fu un altro triste capitolo nella trama oscura della cosiddetta strategia della tensione, imperversante in quegli anni.
Alcuni aspetti sono emersi dopo la caduta del segreto di Stato, formalizzata nell'aprile 2014.

-Golpe in Urss: In contrasto con l’azione riformatrice avviata da Michail Gorbaciov con la "Perestrojka" del 1987, alcuni vertici militari e dello Stato mettono in atto un golpe.
L’obiettivo è quello di far saltare la firma del Nuovo Trattato d’Unione, che avrebbe trasformato l’Unione Sovietica in una federazione di repubbliche indipendenti sotto un unico presidente. Il blitz ha i suoi riferimenti nel vice di Gorbaciov, Gennadi Janaev, nel primo ministro Valentin Pavlov, nel ministro della Difesa Dmitriy Jazov e nel capo del KGB Vladimir Kryuchkov, uniti nel "Comitato generale sullo stato di emergenza".
Il previsto appoggio della popolazione non c'è e a Mosca migliaia di cittadini scendono nelle strade per difendere il Parlamento russo. Il 21 agosto viene sancito il fallimento definitivo del golpe con l’arresto di tutti i congiurati. Nonostante ciò, la posizione di Gorbaciov si è indebolita di molto e le gerarchie non rispondono più ai suoi comandi.
Inizia un’escalation di avvenimenti che porteranno alla dissoluzione dell’Unione Sovietica, nata il 30 dicembre 1922 dalle ceneri del vecchio Impero zarista, a suggello della Rivoluzione d'ottobre guidata da Lenin.
L’atto conclusivo avverrà l'8 dicembre 1991: i capi di Russia, Ucraina, e Bielorussia sottoscriveranno l'accordo di Belavezha, che dichiara dissolta la più grande repubblica socialista della storia, sostituendola con la Comunità degli Stati Indipendenti.

-Sacco e Vanzetti condannati a morte: Diciannove minuti dopo la mezzanotte, nella prigione di Charlestown (vicino Boston), Nicola Sacco viene giustiziato sulla sedia elettrica. Sette minuti dopo, la stessa sorte tocca al suo amico Bartolomeo Vanzetti.
Alla notizia dell’esecuzione, per le strade di mezzo mondo si scatenano le proteste di migliaia di persone, che hanno seguito l’intera vicenda dei due immigrati italiani, sperando in un epilogo diverso. Un processo, fortemente condizionato dal clima politico dell’epoca, ha dipinto come due spietati assassini e terroristi, un ciabattino originario di Torremaggiore (provincia di Foggia), Sacco, e un pescivendolo nativo del cuneese (Villafalletto).
Tutto ha inizio con una serie di attentati di matrice anarchica, contro cui l’amministrazione guidata dal Presidente Wilson risponde con una dura politica di repressione nei confronti della cosiddetta “sovversione”, in cui vengono mischiati indistintamente anarchici, operai, sindacalisti e le masse di popolo desiderose da tempo di un riscatto sociale.
Nick e Bart, come li chiamano gli yankee, finiscono vittime di questo clima per le loro frequentazioni anarchiche. Il 5 maggio 1920 vengono arrestati e accusati della rapina al calzaturificio "Slater and Morril", nel corso della quale rimangono uccisi a colpi di pistola il cassiere e una guardia giurata.
Nel corso dei tre processi, su di loro si riversa il pregiudizio politico dell’epoca nei confronti degli immigrati, tant'è che verranno definiti dal giudice «due anarchici bastardi». La confessione del detenuto portoricano Celestino Madeiros, che li scagiona totalmente, non eviterà la sentenza di condanna e a nulla serviranno le iniziative del governo italiano e gli appelli di famosi intellettuali (su tutti Albert Einstein e George Bernard Show) per fermare la condanna.
La vicenda ispirerà un omonimo film diretto da Giuliano Montaldo, passato alla storia del cinema soprattutto per la colonna sonora firmata da Ennio Morricone e da Joan Baez, la cui Here’s to you diverrà un inno generazionale.

_Emanata la dichiarazione sui diritti dell’uomo: «Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti. Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sull’utilità comune». Recita così il 1° articolo della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, emanata dall’Assemblea costituente in risposta alle istanze del popolo francese - esposte nei famosi cahiers de doleances - in favore di una società più equa, ispirata ai principi illuministi.
Ideato su modello della Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti d’America (1776) e rielaborato su un primo testo presentato dal marchese La Fayette, il documento contiene i principi fondamentali che regolano il rapporto tra istituzioni e cittadini.
Primo per importanza è il principio di uguaglianza di fronte alla giustizia, agli impieghi pubblici e al fisco, che scrive la parola fine ai privilegi e agli abusi delle classi più elevate. Altro diritto basilare riconosciuto a tutti i cittadini è la libertà di pensiero, d'opinione, di stampa, d'espressione unitamente al diritto alla proprietà, ritenuta sacra e inviolabile.
Il contenuto della Dichiarazione dell’89 ispirerà le carte costituzionali di numerose nazioni, partendo ovviamente dalla Francia (1791). Sarà poi ripreso a grandi linee nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo adottata dalle Nazioni Unite nel 1948.
Inoltre, dal 2003 è inserito dall’Unesco nell’Elenco delle Memorie del Mondo.

AAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo giornale no-profit è realizzato da un gruppo di amici che volontariamente sentono la necessità di rendere noti i fatti, gli avvenimenti, le circostanze, i luoghi... riferiti alla natura e all'ambiente, alle arti, agli animali, alla solidarietà tra singoli e le comunità, a tutte le attualità... in specie quelle trascurate, sottovalutate o ignorate dalla grande stampa. Il giornale non contiene pubblicità e non riceve finanziamenti; nessuno dei collaboratori percepisce compensi per le prestazioni frutto di volontariato. Alcune fotografie e immagini presenti sono tratte da Internet e Face Book , e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori fossero contrari alla loro pubblicazione, possono segnalarlo a dantefasciolo@gmail.com in modo da ottenerne l'immediata rimozione. Buona Lettura a tutti. grazie.