L'iniziativa del Diario di Conoscenda 2025 - Edizioni Conoscenza
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Conoscenda
Leggere, che spasso!
Chi pensa che leggere sia solo una roba da intellettuali seri, si sbaglia! I libri che ci fanno ridere sono un toccasana per sfuggire al grigiore della vita di ogni giorno.
E non pensate che l’umorismo sia solo roba da ragazzi: esistono libri divertenti per adulti capaci di intrattenere anche i più scettici con una risata intelligente e pungente. I libri comici e leggeri ci offrono uno spazio per il divertimento, quelli satirici ci sorprendono per l’acutezza e l’ironia con cui si possono denunciare fenomeni di costume, politici e sociali.
Già Aristofane, Lucilio, Orazio e altri scrittori antichi usavano la satira perché ridendo castigat mores e questo genere letterario ha trovato sempre più di un motivo per restare vivo. Erasmo da Rotterdam nel suo Elogio della follia giustifica il tono scherzoso del suo libello ricordando che non è lui l’inventore del genere: «Tanti secoli fa Omero cantò per scherzo la guerra dei topi con le rane, Virgilio la zanzara e la focaccia, Ovidio la noce.
Policrate incorrendo nelle critiche di Ippocrate fece l’elogio di Busiride […] Luciano quello della mosca e dell’arte del parassita».
Come ci insegna Douglas Adams, in Guida galattica per autostoppisti, leggere può essere un’esperienza profondamente divertente perché ci permette di abbandonare qualsiasi pretesa di razionalità e di abbracciare il nonsense con entusiasmo. Dai pianeti distrutti per motivi burocratici alle improbabili risposte alle grandi domande della vita, leggere un libro che non prende mai nulla sul serio è liberatorio.
Adams ci dice, senza mezzi termini, che l’universo è un posto ridicolo e che il divertimento è la chiave per sopravvivere all’assurdità che ci circonda. Così come dice uno dei personaggi, Ford Prefect: «Non c’è niente di più divertente di un bel viaggio spaziale, soprattutto quando non sai dove stai andando». nbn


«Un buon libro è come una buona risata: ti fa dimenticare tutto il resto».
(Mark Twain)
«Può essere un gioco, ma in fondo poco importa. Il vero se¬greto di ogni storia è l’emozione che può regalare, i pensieri che fa fiorire, talvolta il riso che sa suscitare. È questa la scommessa di tutti noi che scriviamo storie».
(Vichi De Marchi, Il segreto del naso del Rioba)
«È una bella ingiustizia concedere a ogni genere di vita i suoi svaghi, e non consentirne proprio nessuno ai letterati, soprattutto poi quando gli scherzi portano a cose serie, e gli argomenti giocosi sono trattati in modo che un lettore non del tutto privo di senno può trarne maggior profitto che non da tante austere e pompose trattazioni».
(Erasmo da Rotterdam, Elogio della Follia)
«Interrogo i libri e mi rispondono. E parlano e cantano per me. Alcuni mi portano il riso sulle labbra o la consolazione nel cuore. Altri mi insegnano a conoscere me stesso».
(Francesco Petrarca)
«Quando leggo un libro che mi piace è come mangiare un buon pane e nutella».
«Se un libro è divertente rido senza preoccuparmi di sembrare strana».
«Quando da piccolo mia nonna mi raccontava le storie divertenti provavo felicità».
(Di pagina in pagina. Pensieri sulla lettura dei bambini e delle bambine della Scuola Primaria Leopardi di Roma)
