#375 - 15 marzo 2026
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di martedi 31 marzo quando lascerà il posto al n° 376 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di SATIRA - Nasciamo nudi, umidicci ed affamati. Poi le cose peggiorano - Chi non s ridere non è una persona seria (P. Caruso) - l'amore è la risposta ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande (W. Allen) - Ci sono persone che si sposano per un colpo di fulmine ed altre che rimangono single per un colpo di genio - Un giorno senza una risata è un giorno sprecato C. Chaplin) - "Il tempo aggiusta ogni cosa" Si sbrigasse non sono mica immortale! (F. Collettini) - Non muoverti, voglio dimenticarti proprio come sei (H. Youngman) - La differenza tra genialità  e stupidità è che la genialità  ha i suoi limiti (A. Einstein). -
Storia

Memoria dei Giorni

-Sequestro Moro: L'agguato sanguinario. La tormentata prigionia. La condanna a morte. Tutto in 55 giorni, i più lunghi della storia della Repubblica italiana, che segnarono il passaggio tra due epoche e il tramonto di un progetto politico che, forse, avrebbe potuto scrivere un futuro diverso per il Paese.
Nel panorama dei cosiddetti anni di piombo, il 1977 aveva segnato una decisa svolta verso lo scontro violento sul piano politico e sociale, combattuto tra i gruppi eversivi di sinistra e di destra e tra questi e le forze dell'ordine. Il '78 non era iniziato con migliori auspici: la sera del 7 gennaio si era consumata la strage di Acca Larentia, in cui avevano perso la vita tre giovani del Movimento Sociale.
Sul piano politico c'era una situazione instabile, che a meno di due anni dalle elezioni aveva già portato alla caduta del governo monocolore della Democrazia Cristiana, guidato da Giulio Andreotti. Di fronte a quest'impasse e per dare una risposta convincente al Paese, attraversato da una profonda crisi sociale, il presidente della DC Aldo Moro sostenne l'ipotesi di un governo di solidarietà nazionale, con la partecipazione dei comunisti.
Si trattava di un gesto politico di considerevole portata, i cui echi oltrepassarono i confini nazionali. Il PCI del segretario Enrico Berlinguer si diceva pronto al compromesso storico, rivendicando lo strappo con Mosca. Le resistenze però erano forti sia all'interno della DC, sia tra gli alleati internazionali dei due principali partiti italiani.
Da un lato gli USA timorosi che, nell'ottica della guerra fredda, un partito filosovietico al governo avrebbe potuto minare i piani militari della NATO. Dall'altro l'URSS giudicava tale prospettiva una forma di emancipazione dal modello sovietico, in favore di quello americano. In questo scenario destò molti sospetti il coinvolgimento di Moro nello scandalo Lockheed, dal nome dell'azienda americana che ammise di aver pagato tangenti a politici e militari stranieri, per vendere a Stati esteri i propri aerei. Ne uscì con una piena assoluzione il 3 marzo, tredici giorni prima che accadesse l'irreparabile.
La mattina di giovedì 16 marzo Moro era atteso alla Camera, dove Andreotti avrebbe dovuto presentare il nuovo governo con il sostegno, per la prima volta, dei comunisti. Alle 9 scese dalla sua abitazione romana e salì a bordo della Fiat 130 blu di ordinanza, seguita dall'Alfetta bianca della scorta. All'incrocio tra via Fani e via Stresa, ad attenderlo un commando di 19 brigatisti (11 secondo un'altra versione), armati di mitragliette automatiche e pronti a far scattare un agguato in pieno stile RAF (gruppo terroristico tedesco di estrema sinistra).
Bloccando il corteo con due auto all'inizio e alla fine dello stesso, e ostruendo le vie di fuga laterali con altri veicoli parcheggiati, i terroristi entrarono in azione facendo fuoco sulla scorta e sulle due guardie del corpo dell'auto blu. La fotografia che si parò davanti alle prime persone accorse sul posto era agghiacciante: sulla strada un tappeto di bossoli e sangue, nei due abitacoli crivellati di colpi i corpi senza vita di Domenico Ricci (appuntato dei Carabinieri), Oreste Leonardi (maresciallo dell'Arma), Francesco Zizzi (vice brigadiere di Polizia), Giulio Rivera e Raffaele Jozzino (entrambi agenti di Polizia).
Passarono 48 ore prima che le Brigate Rosse rivendicassero l'attentato e il sequestro di Moro, attraverso una foto dello stesso, ritratto con alle spalle la famigerata "stella a cinque punte" e un comunicato in cui si annunciava che il presidente della DC sarebbe stato processato da «un tribunale del popolo». La reazione dei cittadini si tradusse in cortei e manifestazioni per gridare il proprio dissenso alla violenza brigatista.
Le istituzioni reagirono approvando una serie di "leggi speciali" volte a dare più poteri alle forze dell'ordine e agli investigatori nell'attività di contrasto al terrorismo. Sul piano politico emersero forti divisioni tra chi era per trattare con i sequestratori, come il PSI, e la maggioranza (DC e PCI in testa) che era invece per la linea dura. Nonostante il dispiegamento di forze, con migliaia di blocchi stradali e perquisizioni, le indagini sembravano non portare da nessuna parte.
Nei 55 giorni che seguirono ci fu uno stillicidio di comunicati delle BR, ipotesi giornalistiche e polemiche politiche, con il blocco moderato che accusava l'area comunista di essere contigua agli ambienti brigatisti. Il conflitto sociale non si fermò e alcuni episodi, come l'omicidio di due giovani di sinistra del centro sociale "Leoncavallo", lo esacerbarono ulteriormente. Nel frattempo le speranze di vedere liberato Moro si facevano sempre più deboli, nonostante gli accorati appelli di personalità di rilievo mondiale, come papa Paolo VI e il presidente degli Stati Uniti d'America, Jimmy Carter.
Il 6 maggio, le BR comunicarono l'esecuzione della condanna a morte. Tre giorni dopo il corpo di Moro fu rinvenuto in via Caetani, nel bagagliaio di una Renault 4 rossa, parcheggiata, simbolicamente, tra via delle Botteghe Oscure e Piazza del Gesù (dove avevano sede rispettivamente il PCI e la DC). Della strage di via Fani e dell'omicidio Moro furono accusati e processati 14 brigatisti, la maggior parte dei quali oggi è in regime di semilibertà.
Inchieste giornalistiche successive fecero emergere il possibile coinvolgimento nella vicenda di altri soggetti, tra cui la loggia P2, la rete clandestina della NATO e i servizi segreti di diversi paesi. A supportarle gli innumerevoli ritardi e punti oscuri nelle indagini svolte all'epoca dei fatti e alcuni aspetti nella dinamica del sequestro e della prigionia, secondo alcuni, non riconducibili al modus operandi tipico delle Brigate Rosse.

-Brevettata la motocicletta: Un motore a vapore monocilindrico applicato tra la sella e la ruota posteriore di una bicicletta. Nacque così il Vélocipede à Grande Vitesse (o VGV), primo prototipo di motocicletta della storia, brevettato il 16 marzo del 1869 dall'ingegnere francese Louis Guillaume Perreaux.
Alimentata ad alcool, petrolio o olio per lampade e con una velocità massima di 35 km/h, venne prodotta dallo stesso Perreaux in cinquemila esemplari nel 1871-72, al prezzo di tremila franchi. Oggi ne resta un unico esemplare, esposto al Musée de l'Île-de-France di Sceaux (Francia).

-Cinque giornate di Milano: Al grido di «Viva l'Italia, viva Pio IX; a morte i tiranni!» ebbe inizio l'evento più noto della storia risorgimentale, che aprì la strada all'impresa unitaria.
In preda al malcontento per la politica repressiva della polizia austriaca, che nel mese di gennaio aveva provocato numerose violenze contro cittadini inermi, i Milanesi si sentivano pronti al grande passo. A dare il via all'azione fu la concessione di costituzioni liberali in altri Stati (su tutte quella concessa da Carlo Alberto nel Regno di Sardegna) e la notizia di un'insurrezione a Vienna.
La mattina del 18 marzo 1848 la popolazione insorse, occupando il Palazzo del Governatore e alzando barricate per strada contro l'esercito austriaco comandato dal generale Josef Radetzky. La tenace resistenza degli insorti sorprese quest'ultimo, costretto ad ordinare il ritiro delle truppe nel Quadrilatero.
Il 22 marzo Milano venne liberata e affidata a un Governo provvisorio, guidato da Gabrio Casati, e a un Consiglio di guerra, con a capo Carlo Cattaneo. La contemporanea rivolta di Venezia, dove fu proclamata la Repubblica, fornì al re sabaudo Carlo Alberto il pretesto per dare inizio alla Prima guerra d'indipendenza (23 marzo 1848 - 24 marzo 1849).

-La Festa del Papà: Il 19 marzo è la festa del papà! È una tradizione che in Italia è arrivata dall'America dove nei primi anni del 1900 una ragazza, come regalo per il compleanno di suo padre, gli dedicò un’intera giornata! In America la festa del papà veniva festeggiata a giugno, mentre in Italia si ritenne opportuno farla coincidere con il giorno di San Giuseppe. Due tradizioni sono legate a questa festa: le buonissime zeppole ed i falò! Le prime, gustosissime, sono i dolci tipici della festa, mentre la tradizione dei falò si lega all’arrivo imminente della primavera e quindi si rifà all’antica usanza di bruciare i residui dei campi.
Oggi la festa è soprattutto dei bambini che realizzano lavoretti per i loro papà. Ma perché non approfittarne anche noi adulti per ricordare al nostro papà che gli vogliamo bene?

-Nino Manfredi: Artisti come lui hanno dato lustro al cinema italiano, e non solo, nobilitando il genere della "commedia", di cui è stato uno dei principali interpreti con Sordi, Gassman e Tognazzi.
Nato a Castro dei Volsci, in provincia di Frosinone, e morto a Roma nel giugno 2004, Saturnino Manfredi, in arte Nino, rimase sempre legato alle sue origini ciociare, recitando spesso in dialetto a teatro e sul grande schermo. La versatilità recitativa, altrettanto abile nei tempi comici e in quelli drammatici, si forgiò nella lunga gavetta a teatro, sua prima passione, dove alternò la rivista ai drammi shakespeariani, recitando per grandi registi quali Giorgio Strehler ed Eduardo De Filippo.
Apprezzato in TV dopo "Canzonissima", il battesimo con il cinema avvenne dapprima come doppiatore e poi come attore, diventando un protagonista della commedia all'italiana a partire dal film L'audace colpo dei soliti ignoti (1959) di Nanni Loy. Seguirono interpretazioni magistrali in "L'impiegato", "Made in italy", "Nell'anno del Signore".
Memorabili le performance drammatiche in Per grazia ricevuta, che gli valse come regista un "Premio per la migliore opera prima" al Festival di Cannes del 1971, "Pane e cioccolata", "In nome del Papa Re" e "Café Express", che lo portarono a vincere 9 David di Donatello e 5 Nastri d'Argento. Commovente la straordinaria interpretazione di Geppetto nella serie televisiva "Le avventure di Pinocchio" (1972) di Luigi Comencini.
Autore di popolari canzoni, alcune entrate nel repertorio classico romano, lasciò un'ultima toccante testimonianza nella pellicola spagnola "La fine di un mistero", prima di spegnersi il 4 giugno del 2004, lo stesso giorno della dipartita di un illustre collega: Massimo Troisi.

-Ugo Tognazzi: Pioniere della comicità televisiva e attore di eccelsa versatilità, sul grande schermo è stato il "conte" della commedia all'italiana.
Nato a Cremona e scomparso a Roma nell'ottobre del 1990, esordì al cinema nel 1950 ne "I cadetti di Guascogna", accanto a Walter Chiari. L'incontro con un altro comico diede un'impronta decisiva alla sua carriera artistica: con Raimondo Vianello formò una coppia perfetta, consacrata dal varietà RAI Un due tre (1954-60).
Abile ad interpretare i personaggi più disparati, per lo più legati alla Bassa Padana, lasciò importanti tracce nella commedia con i film "Sua eccellenza si fermò a mangiare" (accanto a Totò), "I mostri" di Dino Risi, "L'immorale" (che gli valse il primo David di Donatello come "miglior attore protagonista"), fino al capolavoro insuperabile di Amici miei (di cui recitò anche i due sequel).
Non meno apprezzate le sue performance drammatiche, da "Io la conoscevo bene" (con cui vinse un Nastro d'argento) a La tragedia di un uomo difficile di Bernardo Bertolucci, che gli fece conquistare la Palma d'oro al Festival di Cannes del 1981. Appassionato di cucina, pubblicò un libro di ricette, L'Abbuffone, e fece da consulente a diverse rubriche culinarie in TV e sulla carta stampata.
I figli Thomas, Ricky, Gianmarco e Maria Sole sono tutti impegnati nel mondo del cinema, come attori, registi o produttori.

-Eccidio delle Fosse Ardeatine: Uno dei più vili massacri compiuti contro cittadini inermi e simbolo dell'immane ferocia dell'occupazione nazista durante la Seconda guerra mondiale.
Tutto si svolse in poco più di ventiquattrore. In risposta all'attentato di via Rasella, compiuto alle 16 del 23 marzo 1944 dai partigiani del GAP (Gruppi d'Azione Patriottica delle brigate Garibaldi), il comando supremo tedesco decise di porre in atto una dura rappresaglia, stabilendo che venissero condannati a morte 10 prigionieri italiani per ognuno dei 32 soldati tedeschi uccisi.
Le operazioni di completamento della lista furono condotte tra la notte e la mattina del giorno seguente. Alla fine vennero selezionati 335 prigionieri (tra loro diversi ufficiali dell'esercito e dei carabinieri, cittadini di religione ebraica e persone accusate di sostenere la lotta partigiana), quindici in più rispetto al numero iniziale: dieci per via della morte di un altro militare tedesco, inizialmente ferito, e cinque conteggiati per un errore di calcolo.
Come luogo dell'esecuzione vennero scelte le cave di pozzolana sulla via Ardeatina, nella periferia meridionale di Roma. Qui, nel pomeriggio del 24 marzo, si compì l'orrendo massacro, cui prese parte anche il capitano delle SS Erich Priebke, condannato all'ergastolo nel 1998 dalla giustizia italiana. La pena ai domiciliari e la successiva tumulazione dopo la morte di Priebke suscitarono numerose polemiche, facendo propendere le autorità italiane per un luogo di sepoltura segreto.
In occasione del quinto anniversario della strage venne inaugurato un mausoleo intitolato ai martiri delle Fosse Ardeatine.

-Marc Chagall: Le tradizioni della natia Russia, i ricordi dell'infanzia, l'amore per gli animali domestici. Questi i temi ricorrenti della produzione di un artista di straordinaria suggestione.
Nato a Vitebsk, nell'attuale Bielorussia, e morto a Saint-Paul-de-Vence nel marzo del 1985, fu di frequente in Francia, di cui prese la cittadinanza, per sperimentare le principali avanguardie artistiche, dal cubismo al fauvismo. La sua pittura, intrisa di motivi legati alla cultura ebraica, si distingueva per la scelta di colori vivaci, attraverso cui veicolava una visione ottimistica della vita.
Tra i quadri più famosi "Gli amanti", "Io e il villaggio" e "La passeggiata".

-Van Gogh: Inarrivabile esempio di genio artistico folle e incompreso, con capolavori insuperabili quali Campo di grano con volo di corvi e Notte stellata diede inizio all'arte moderna.
Nato a Groot Zundert (la casa natale è ancora visibile sulla piazza principale!), iniziò a dipingere a trent'anni, realizzando molte delle sue opere più note nel corso degli ultimi due anni di vita. La sua produzione, che raccoglie ben 864 tele e di più di mille disegni, consta soprattutto di autoritratti, paesaggi, nature morte di fiori, dipinti con cipressi, rappresentazioni di campi di grano e girasoli.
Lavorò come apprendista per la casa Goupil, che vendeva riproduzioni di opere d'arte, e qui approfondì le tematiche artistiche. Licenziato, si dedicò agli studi teologici e finì a fare il predicatore tra i minatori, ma fu allontanato per il suo fanatismo religioso. Nel 1885 realizzò la prima grande opera, I mangiatori di patate, in cui celebrava il lavoro umile dei contadini.
Oltre che dalla povertà e dalla mancata considerazione degli altri, fu perseguitato dalla psicosi epilettica, con "stadi crepuscolari" seguiti da attacchi di panico, che lo portarono più volte a tentare il suicidio. L'ultimo tentativo fu fatale: il 29 luglio del 1890 morì nella sua casa di Auverse, due giorni dopo essersi sparato un colpo di rivoltella.
Fonte d'ispirazione per le correnti pittoriche del XX secolo, su tutti L'espressionismo, van Gogh lasciò diverse opere battute poi all'asta per cifre altissime, come "Autoritratto senza barba" (venduto per 71,5 milioni dollari nel 1998 a New York) e "Autoritratto con orecchio bendato" (ceduto nel 1990 per 90 milioni di dollari).

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