L'iniziativa del Diario di Conoscenda 2025 - Edizioni Conoscenza
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Conoscenda


Il potere curativo della lettura
La lettura è un esercizio incredibile per il cervello, e il suo impatto va ben oltre il semplice arricchimento culturale. Oltre a migliorare la memoria, la concentrazione e le capacità cognitive, la lettura attiva diverse aree del cervello, come quelle coinvolte nel linguaggio, nell’interpretazione e nella memoria spaziale. Studi scientifici hanno dimostrato che leggere può raf¬forzare le connessioni neuronali e, in alcuni casi, favorire la neuroplasticità, che è la capacità del cervello di riorganizzarsi e adattarsi. Quando leggiamo, non solo memorizziamo informazioni, ma alleniamo anche la nostra capa¬cità di pensare in modo critico e di risolvere problemi. La scienza sostiene che il cervello di chi legge simula le esperienze dei per¬sonaggi e questa “simulazione esperienziale” favorisce l’intelligenza emo¬tiva e le capacità sociali. Ciò è particolarmente importante per i giovani lettori perché sviluppa in loro la capacità di percepire, comprendere, valu¬tare e gestire le emozioni, quindi di acquisire delle competenze essenziali per sé stessi e per la loro vita in relazione agli altri. D’altro canto la Bibliotera¬pia, ovvero l’uso del libro per dare benessere e sollievo alle persone con l’aiuto di un “terapeuta” è diffusa oggi in molte public library americane e di molti altri paesi. Anche in Italia trova applicazione nelle biblioteche pub¬bliche di molte città. Molti psicologi e neuropsichiatri sostengono infatti che leggere rappresenti una forma di terapia vera e propria, e possa aiutare a combattere una grande varietà di disturbi, tra i quali l’ansia, l’alcolismo, l’insonnia e l’obesità.
«La lettura è per la mente ciò che l’esercizio è per il corpo».
(Joseph Addison)
«Sapeva leggere. Fu la scoperta più importante di tutta la sua vita. Sapeva leggere.
Possedeva l’antidoto contro il terribile veleno della vecchiaia».
(Luis Sepúlveda)
«Non ho avuto mai un dolore che un’ora di lettura non abbia dissipato».
(Charles Montesquieu)
«Ricordo che i suoi libri erano come cibo per me quando non avevo cibo».
(Charles Bukowski)
