Referendum
Una raffica di "No" all'ingiustizia
di Nicola Bruni
Il referendum sulla riforma costituzionale della magistratura, spacciata per “riforma della giustizia”, offrirà agli italiani un’occasione imperdibile per dire una serie di NO a chi l’ha proposta.

Innanzi tutto, NO a chi ha concepito una “riforma della giustizia” che non si occupa di ridurre le lungaggini dei processi (utili solo agli avvocati azzeccagarbugli per ottenere la prescrizione dei reati).
-NO al progetto ereditato dalla Loggia massonica P2 di Licio Gelli di sottoporre la magistratura italiana al controllo del potere politico, che appare come il motivo ispiratore di questa riforma.
-NO ad una separazione delle carriere dei pubblici ministeri e dei giudici, che esiste già, usata come pretesto per indebolire l’autonomia della magistratura inquirente.
-NO allo spacchettamento del Consiglio Superiore della Magistratura, in tre più costosi organismi, un CSM per i magistrati inquirenti, un CSM per i magistrati giudicanti, e un’Alta Corte inappellabile con funzioni disciplinari.
-NO all’introduzione del sorteggio come metodo di scelta dei componenti dei nuovi organismi di governo della magistratura, che cancella il merito e la competenza, e servirebbe solo a chi l’ha proposto per strappare possibilmente quella maggioranza che non riesce ad ottenere nel CSM con il voto dei magistrati. NO a chi propone il sorteggio solo per i magistrati ma non per la nomina dei parlamentari e dei membri del governo.
-NO ad una legge di modifica della Costituzione che dà carta bianca al governo per l’emanazione dei decreti attuativi riguardo alla formazione degli elenchi dei candidati “laici” per il CSM da sottoporre a sorteggio in sede parlamentare, e per leggi ordinarie di contriollo politico della magistratura.

Il NO dei cittadini potrebbe allargarsi alla sudditanza dell’attuale governo rispetto al bullismo imperiale di Trump, che ha invalidato il diritto internazionale e il principio di giustizia in ogni campo per imporre con la forza e il ricatto la sua volontà capricciosa e i suoi interessi affaristici personali.
-NO a chi - come la presidente del Consiglio Giorgia Meloni - spinge il suo servilismo fino a proporre il Premio Nobel per la Pace a Trump, sponsor di Netanyahu nel genocidio dei palestinesi, guerrafondaio, golpista, terrorista nei confronti dei suoi oppositori interni e degli immigrati, un orco che rapisce bambini nel Minnesota.
-NO a chi, tra i sostenitori del SÌ - come il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini -, parteggia in politica estera per i criminali di guerra Netanyahu, Putin e Trump, mentre avversa la nostra Unione Europea.