#373 - 15 febbraio 2026
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del giorno sabato 28 febbraio, quando lascerà  il posto al numero 374 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Attualità

La giustizia di Nordio...

...quello di Almasri

di Nicola Bruni

L’autore della riforma della magistratura sottoposta a referendum confermativo è lo stesso ministro dall’ingiustizia Carlo Nordio, che nel gennaio 2025 fece liberare e rimpatriare il supercriminale libico Almasri, imputato di 34 omicidi, 22 stupri e sistematiche torture estorsive a danno di poveri migranti, invece di consegnarlo alla Corte penale internazionale. Quel ministro che, per giustificarsi, mentì agli italiani con motivazioni da azzeccagarbugli e fu poi sbugiardato anche da membri della sua maggioranza.

La giustizia di Nordio...

Quell’inattendibile personaggio ha elaborato, per conto del governo Meloni, un testo che modifica ben sette articoli della Costituzione, lo ha blindato e lo ha fatto approvare in doppia lettura da Camera e Senato senza ammettere alcun emendamento. Neppure i parlamentari del centro-destra hanno potuto introdurvi qualche correzione.

Non si cambia così la legge fondamentale dello Stato, frutto nel 1947 di una vastissima convergenza tra le forze politiche e le componenti culturali del Paese. Un testo su cui si fonda un prezioso equilibrio tra i poteri dello Stato e alla cui formulazione contribuirono eminenti personalità, tra le quali Alcide De Gasperi, Amintore Fanfani, Aldo Moro, Giorgio la Pira, Oscar Luigi Scalfaro, Umberto Terracini, Palmiro Togliatti, Pietro Nenni, Giuseppe Saragat, Benedetto Croce, Nilde Iotti, Teresa Mattei, Angela Gotelli, Lina Merlin, Piero Calamandrei, Meuccio Ruini, Emilio Lussu.
Basterebbe questo per scegliere di votare NO al referendum del 22 e 23 marzo.

Ma quello che preoccupa è l’indebolimento dell’autonomia della magistratura, con la tripartizione del suo Consiglio superiore e l’introduzione di una lotteria per la nomina dei nuovi organismi di autogoverno a vantaggio della componente politica. Infatti, i rappresentanti (non rappresentativi) dei togati sarebbero estratti tra i nomi di tutti i magistrati, anche quelli appena assunti, mentre il sorteggio dei consiglieri “laici” (cioè politici) avverrebbe sulla base di una ristretta lista di candidati compilata dalla maggioranza parlamentare.

Ancor più preoccupante è il passo successivo a questa riforma che Meloni, Nordio, Tajani & C. non fanno più mistero di avere in programma: la subordinazione dei pubblici ministeri e della polizia giudiziaria al potere esecutivo, come negli Stati Uniti di Trump.
Già Meloni ha cominciato a fare le prove, indicando ai magistrati torinesi per quale reato (“tentato omicidio”) dovrebbero perseguire i facinorosi che hanno picchiato un poliziotto dimesso dall’ospedale il giorno dopo.

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