Pagine della vergogna della storia del XXI secolo
"Evaporati" a Gaza
di Nicola Bruni
I corpi di quasi tremila palestinesi sarebbero stati completamente evaporati dopo essere stati colpiti da bombe termiche o termobariche, di fabbricazione statunitense, sganciate nella Striscia di Gaza dall’esercito israeliano.

Si tratta di ordigni, vietati dalle convenzioni internazionali, che raggiungono temperature superiori ai 3500 gradi. I corpi delle vittime si sarebbero dissolti senza lasciare traccia se non spruzzi di sangue e piccoli brandelli di carne.
Lo riferisce l’agenzia internazionale Al Jazeera, con sede a Doha in Qatar, sulla base di un’indagine compiuta dalle squadre della protezione civile di Gaza, che ha documentato la sparizione di almeno 2.842 persone, incenerite da nuvole di fuoco sprigionate da ordigni, forniti a Israele dagli Stati Uniti: bombe Mk-84 «Martello» da 900 chili, che utilizzano un mix di Tnt e polvere di alluminio; le BLU-109, impiegate negli spazi piccoli o sotto il suolo per incenerire tutto quanto presente; e le GBU-39, di cui la protezione civile gazawi ha trovato i resti in diversi siti colpiti.
Hanno una particolarità: fanno svanire i corpi, spaccando i polmoni e incenerendo i tessuti molli, e tutto quello che hanno intorno, ma lasciano intatti gli edifici.

Si tratta di un metodo di dissolvimento delle vittime tecnologicamente, e terribilmente, aggiornato rispetto a quello che gli ebrei subirono nei campi di sterminio ad opera dei nazisti, con camere a gas e forni crematori.
È un altro doloroso capitolo del genocidio del popolo palestinese, che è continuato, in spregio al “cessate il fuoco” per Gaza accettato il 10 ottobre 2025, con centinaia di uccisioni di civili ad opera dell’esercito occupante.
Nessun commento dal governo italiano, che continua a dare una totale copertura politica al regime di Netanyahu, ed è piuttosto impegnato a creare futili polemiche di “distrazione di massa” sulla mancata partecipazione (per rinuncia) di un comico di destra al Festival di San Remo.