#373 - 15 febbraio 2026
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del giorno sabato 28 febbraio, quando lascerà  il posto al numero 374 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
letteratura

San Francesco seconno noantri

Versi in lingua dell'urbe (romanesco)

Francesco

Testo Bartolomeo Rossetti
Disegni di Lucio Trojano

episodio diciassettesimo
Greccio - La Verna

Francesco

Er presepio de Greccio (1223)

'Na vorta, era d'Avvento, arivò a Greccio
da Giovanni Velita, ch'era un tale
che insieme a lui voleva fa' er Natale,
e lui inventò un presepio casareccio.

In quer posto servaggio e boschereccio,
fece un presepio tutto pastorale,
co' le pecore vere, ar naturale,
e pure coll'odore pecoreccio.

C'ereno pure er bove cor somaro
a la greppia, co' bona compagnia,
e ne la grotta quarche pecoraro.

Pure er Bambino era 'na creaturina
appena nata, e Giuseppe e Maria
un contadino co' 'na contadina.

San Francesco a la Verna (1224)

L'anno doppo, d'agosto, assai malato,
che nun ci aveva forza d'anna' in giro,
vorze sali' a la Verna a fa' un ritiro
pe' penitenza, che era accompagnato

da Sirvestro, Leone, Illuminato,
Masseo e Tancredi. A corto de respiro
Frate Leone lo teneva a tiro,
pe' trascinallo, ch'era affaticato.

Come Dio volle arivò sù a la Verna
e je s'allargò er core in quela pace,
se ritirò a prega' ne la caverna.

E tutt'un botto ci ebbe 'na visione,
'na luce ardente come 'na fornace,
co' la Maestà de la Crocifissione.

AAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo giornale no-profit è realizzato da un gruppo di amici che volontariamente sentono la necessità di rendere noti i fatti, gli avvenimenti, le circostanze, i luoghi... riferiti alla natura e all'ambiente, alle arti, agli animali, alla solidarietà tra singoli e le comunità, a tutte le attualità... in specie quelle trascurate, sottovalutate o ignorate dalla grande stampa. Il giornale non contiene pubblicità e non riceve finanziamenti; nessuno dei collaboratori percepisce compensi per le prestazioni frutto di volontariato. Alcune fotografie e immagini presenti sono tratte da Internet e Face Book , e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori fossero contrari alla loro pubblicazione, possono segnalarlo a dantefasciolo@gmail.com in modo da ottenerne l'immediata rimozione. Buona Lettura a tutti. grazie.