#373 - 15 febbraio 2026
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del giorno sabato 28 febbraio, quando lascerà  il posto al numero 374 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Storia

NOTE SULLA
MEMORIA DEI GIORNI

-Nasce YouTube: Con lo slogan «Brodcast yourself», "trasmetti te stesso", fa il suo esordio sul web YouTube, uno dei primi siti di video sharing che in pochi anni arriva a meritarsi la fama di TV del terzo millennio.
Come per altre imprese legate al web, tutto ha inizio in un garage di San Francisco. È qui il quartier generale di tre dipendenti di PayPal, impegnati nella messa a punto di un nuovo sito che consenta di caricare velocemente un video, prodotto con la propria videocamera digitale, e condividerlo con tutto il mondo. La tecnologia Adobe Flash viene incontro alle attese di Chad Hurley, Jawed Karim e Steve Chen che acquistano il dominio www.youtube.com e martedì, 15 febbraio del 2005, lo mettono online.
Due mesi più tardi appare il primo video. A rompere il ghiaccio è lo stesso Karim con un clip caricato il 23 aprile, dal titolo "Me at the zoo", che lo ritrae davanti a una gabbia di elefanti al giardino zoologico di San Diego. Così prende il via quella "rivoluzione digitale" che in poco tempo, grazie al passaparola sul web, vede il traffico del portale aumentare in maniera esponenziale.
Nella mente di milioni di persone scatta un meccanismo destinato a fare la fortuna del sito: si fa un video e la prima cosa che si pensa è di pubblicarlo al più presto su YouTube. Dalle scene di vita quotidiana si passa alle riprese di fatti di cronaca, eventi, concerti di musica, etc. che fanno di normali utenti dei videoreporter in erba, in grado di arrivare sulla notizia prima di giornali e TV. Per questi ultimi YouTube appare nell'immediato un concorrente scomodo, passando poi col diventare un serbatoio inesauribile di testimonianze e curiosità. Ciò avviene ad esempio nell'occasione di terremoti e cataclismi o di fenomeni che si verificano in aree complesse, dov'è più forte la censura dell'informazione; memorabili in tal senso restano le immagini delle proteste in Birmania, in Tibet e in Iran, che i TG internazionali ritrasmettono prendendole dal web.
Un altro aspetto che concorre alla sua popolarità è che personaggi noti e artisti decidono di crearsi un canale YouTube personale, comunicando da qui con il proprio pubblico. Il primo a comprenderne le potenzialità è Barack Obama che il 24 gennaio 2009 pubblica sul suo canale personale il primo messaggio da Presidente degli Stati Uniti d'America.
In altri casi, sconosciuti artisti, come Susan Boyle, si ritrovano famosi grazie al passaparola su YouTube. Un sistema che non viene snobbato nemmeno dagli artisti già affermati che scelgono di presentare qui, in anteprima, i videoclip dei loro ultimi singoli.
Il salto di qualità sul piano economico avviene con l'acquisizione da parte di Google nel 2006, all'esorbitante cifra di 1,65 miliardi di dollari. Nello stesso anno YouTube comincia ad affrontare in maniera più incisiva quello che costituirà il suo perenne cruccio: la violazione di copyright. A dispetto dello slogan del portale, che invita a postare video realizzati in prima persona, in molti caricano spezzoni o intere parti di programmi, film e cartoni animati, violando la normativa sul diritto d'autore.
Il 2007 segna l'attivazione delle versioni in altre lingue, tra cui l'italiano. Secondo le stime più recenti, YouTube supera i tre miliardi di visualizzazioni al giorno, il che lo rende il secondo sito più visitato al mondo dopo Google e prima di Facebook. Il primo video a superare il miliardo di visualizzazioni è Gangam Style del rapper coreano PSY (dicembre 2012). Attualmente il più visto in assoluto è Baby Shark con circa 15,6 miliardi visualizzazioni, in otto anni, superando nettamente Despacito di Luis Fonsi fermo a 8 miliardi e 649mila (aggiornato al 5 febbraio 2025).

-Scoppia Tangentopoli: «Che ci fosse la corruzione in Italia si è sempre saputo, la classe dominante promanava questo puzzo di fogna che tutti sentivano, il famoso "turarsi il naso"». La lucida analisi di Indro Montanelli sullo "scandalo delle tangenti" sottolinea come la caduta del Muro di Berlino e la fine dell'incubo "comunista", abbiano creato i presupposti per mettere sotto processo un intero sistema politico ed economico, segnando uno spartiacque nella storia della Repubblica Italiana.
Alle 17 di lunedì 17 febbraio davanti al Pio Albergo Trivulzio (ente pubblico milanese che ospita una casa di riposo per anziani) un'autocivetta dei carabinieri attende il momento giusto per far scattare l'operazione. Dentro la vettura c'è anche il giovane sostituto procuratore della Repubblica Antonio Di Pietro, che sta indagando su un giro di tangenti nella sanità meneghina. Di concerto con il magistrato, l'imprenditore Luca Magni entra nell'edificio per consegnare una "mazzetta" da 7 milioni di lire all'ingegnere Mario Chiesa, presidente del Pio Albergo Trivulzio ed esponente del partito socialista.
Intascati i soldi, Chiesa viene tratto in arresto per concussione e messo sotto interrogatorio. È l'episodio chiave che scatena una bufera giudiziaria nello scenario politico nazionale e nel mondo dell'imprenditoria e dell'alta finanza. L'inchiesta, denominata Mani pulite, è condotta da un pool di magistrati, guidati dal procuratore capo Francesco Saverio Borrelli, tra i quali oltre a Di Pietro figurano Gherardo Colombo e Ilda Boccassini.
Il quadro politico di quel periodo vede l'approssimarsi delle elezioni politiche (fissate per il 5 aprile), in vista delle quali si profila un'alleanza tra Democrazia Cristiana e Partito Socialista Italiano, quest'ultimo atteso dai festeggiamenti per il centenario della nascita. La notizia dell'arresto di Chiesa in questo contesto è destabilizzante e mette sulla graticola politici di tutte le forze parlamentari.
Le rivelazioni dell'ex presidente del Trivulzio fanno emergere un quadro più fosco di quello che i giudici si aspettavano e fanno scattare le manette per otto imprenditori coinvolti negli appalti della sanità lombarda. In primavera arrivano i primi avvisi di garanzia per politici e personaggi istituzionali, travolti da un fiume in piena che mina alle fondamenta i principali partiti italiani: dal PSI alla DC, passando per il Partito Democratico della Sinistra (ex PCI).
Non passa giorno che giornali e tg non aprano con un bollettino aggiornato di indagati e arrestati, tra i quali compaiono semplici impiegati pubblici accanto ad alti funzionari dello Stato, noti imprenditori ed esponenti dell'alta finanza. Il terremoto è in atto e sul banco degli imputati ci sono soprattutto i partiti, accusati di finanziarsi illecitamente attraverso mazzette milionarie versate da imprenditori amici.
In questo clima rovente si va al voto e i cittadini indignati dalle vicende di "Mani pulite" fanno sentire la propria protesta, penalizzando i grandi partiti e premiando forze emergenti come la Lega di Umberto Bossi. Nel frattempo, una prima significativa ammissione sul ricorso al finanziamento illecito arriva alla Camera dal segretario del PSI Bettino Craxi che, rivolto agli altri colleghi, parla di una diffusa consuetudine «all'uso di risorse aggiuntive in forma irregolare o illegale».
Nel prosieguo dell'inchiesta si manifesta un aspetto di notevole drammaticità: in tanti tra le persone coinvolte preferiscono togliersi la vita, altri non reggono alla vergogna del carcere e muoiono di crepacuore. Le indagini a fine anno arrivano a toccare i vertici della classe dirigente, su tutti Craxi che, dopo quattro avvisi di garanzia per reati di corruzione, ricettazione e violazione della legge sul finanziamento pubblico dei partiti, è costretto a dimettersi dal PSI, dopo averlo guidato per quasi 17 anni.
La sua parabola di uomo delle istituzioni va incontro a un graduale declino fino alla latitanza ad Hammamet (Tunisia), da dove non farà più rientro in Italia. Insieme a lui spariscono dalla ribalta politica numerosi personaggi di rilievo mentre alcuni, come Giulio Andreotti, ne escono fortemente ridimensionati; medesima sorte tocca a grandi partiti come la DC, il PSI, il PSDI e il PLI che, dopo aver scritto un pezzo importante di storia italiana, tramontano definitivamente.
Ciò fa di Tangentopoli una cesura epocale che segna l'inizio di una Seconda Repubblica. Oltre alle 1.300 sentenze tra condanne e patteggiamenti, l'inchiesta produce forti conseguenze su più versanti, in primis su quello giudiziario con l'abolizione dell'immunità parlamentare, mediante la modifica dell'art. 68 della Costituzione.
Sul piano politico si affacciano nuove personalità, destinate ad occupare la scena nei decenni successivi, tra cui: l'imprenditore Silvio Berlusconi che fonda il movimento di centrodestra Forza Italia, vincendo le elezioni del '94; l'ex magistrato Antonio Di Pietro che, smessa la toga, accetta nel '96 l'incarico di Ministro dei Lavori Pubblici nel governo Prodi e due anni dopo fonda il partito Italia dei Valori.
Per quanto la vicenda di Tangentopoli continui a dividere analisti e addetti ai lavori, è indubbio che quella stagione abbia contribuito a svelare meccanismi tutt'altro che limpidi nella gestione della cosa pubblica. Qualcuno come l'economista Mario Deaglio ha provato a calcolare i danni ingenerati dal sistema delle tangenti: ai cittadini sono costate 10.000 miliardi di lire annui; il debito pubblico è schizzato fra 150.000 e 250.000 miliardi di lire; cui si aggiungono gli interessi sul debito tra 15.000 e 25.000 miliardi.

-Ideato il simbolo della pace: Nel momento in cui il mondo sembrava sull'orlo di una guerra distruttiva, il giovane esercito della pace trovò il simbolo giusto per dare forza al proprio dissenso. Da qui in poi non smise mai di comparire su bandiere, cartelli e guance, ogniqualvolta e in ogni luogo della Terra in cui bisognava fermare il ricorso alle armi.
Verso la fine degli anni Cinquanta il clima tra le nazioni era tutt'altro che disteso, nonostante non fossero così lontani gli orrori vissuti durante la Seconda guerra mondiale. Il mondo era diviso in due grandi blocchi rappresentati dalle due superpotenze USA e URSS e dai loro alleati. Dal controllo su governi "fantoccio" alla conquista dello spazio, i terreni di scontro erano diversi e più volte si avvertì il rischio di un imminente conflitto di proporzioni ben più catastrofiche rispetto al precedente.
Timori giustificati dalla forza distruttiva dei nuovi armamenti a disposizione degli eserciti e in particolare delle armi nucleari. Contro questo scenario si formò in quegli anni un movimento di protesta, noto come Direct Action Committee Against Nuclear War (Dac). L'organizzazione giovanile iniziò le sue prime manifestazioni in Inghilterra, per protestare contro i test nucleari decisi dal governo britannico con l'"Atomic Weapons Establishment" e per chiedere il disarmo nucleare in tutti i Paesi.
Di quel gruppo faceva parte Gerald Holtom, disegnatore laureatosi al Royal College of Art di Londra, che durante il secondo conflitto mondiale si era dichiarato obiettore di coscienza. Convinto che le battaglie del movimento potevano risultare più incisive se accompagnate da un logo efficace, Holtom ci lavorò su, indirizzandosi verso un criterio che si rivelò efficace. In pratica prese a riferimento l'alfabeto semaforico, e cercò di combinare la lettera "N" (rappresentata da due braccia distese verso il basso a 45°) con la "D" (un braccio disteso sopra la testa, l'altro disteso in basso), iniziali delle parole "nuclear" e "disarmament".
Completò l'opera inserendole all'interno di un cerchio che simboleggiava la Terra. Più tardi lo stesso Holtom rivelò di essersi ispirato al gesto disperato del contadino ritratto nel celebre dipinto "Il 3 maggio 1808" di Francisco Goya. Il debutto ufficiale del simbolo avvenne ad aprile in occasione di una marcia partita da Trafalgar Square e diretta alla fabbrica d'armi di Aldermaston.
In poco tempo il "cerchio tagliato da tre linee" soppiantò i vecchi simboli di pace, come il ramoscello d'ulivo (utilizzato ancora per lo più nell'orbita cristiana) e divenne per le generazioni successive l'emblema di impegno contro la guerra più diffuso nel mondo. Dal momento che Holtom lasciò piena libertà di utilizzare la sua opera, qualche società statunitense negli anni '70 tentò di registrare il marchio e sfruttarlo commercialmente, ma ricevendo un fermo diniego dall'Ufficio brevetti.
L'originale del logo ideato nel 1959 è attualmente conservato al Museo della Pace di Bradford (Inghilterra).

"Marcellino pane e vino" al cinema: Nell'elenco delle pellicole evergreen per genitori e figli, occupa un posto speciale il bambino che aveva per famiglia un gruppo di frati e per amici l'immaginario Manuel e Gesù.
Verso la metà degli anni Cinquanta, nella Spagna franchista che dopo anni di isolamento tornava al centro dell'attenzione europea e degli USA in particolare, il cinema locale usciva da una profonda crisi legata in gran parte alla pesante censura del regime e iniziava a conoscere qualche segnale di ripresa. In quel periodo prese piede la moda degli attori bambini (tra cui Joselito, Marisol, Rocío Dúrcal), catapultati in tenera età sul grande schermo e destinati ad un immediato e, in molti casi, effimero successo.
Il primo, e quello che ottenne maggior fama oltre i confini nazionali, fu il madrileno Pablito Calvo, che a soli sei anni si trovò a debuttare al cinema nel ruolo di primo attore. Il piccolo fu scelto dal regista ungherese Ladislao Vajda per vestire i panni del protagonista di Marcelino Pan y Vino, film tratto dall'omonimo romanzo di José María Sánchez Silva, noto come scrittore per l'infanzia.
La storia nasce da una leggenda legata alla vita di San Marcellino, molto popolare in Spagna, che all'inizio del film viene raccontata da un frate francescano a una bambina gravemente malata, mentre tutto il paese si reca al convento per onorare il Santo. Finite le ostilità tra Spagna e Francia, un gruppo di frati decide di recuperare un vecchio castello per farne un convento francescano.
Una mattina davanti all'ingresso dell'edificio i frati trovano una cesta con un bambino che, dopo aver cercato invano di affidare a una famiglia, decidono di allevare da soli dandogli il nome del santo del giorno in cui era stato ritrovato: Marcellino. Il bimbo cresce e non avendo altri coetanei con cui giocare, si crea un amico immaginario che chiama Manuel. La sua spensierata e frenetica quotidianità lo porta per caso a un incontro che si rivelerà straordinario.
Nella soffitta, affisso alla parete c'è un crocifisso a grandezza naturale, al quale il piccolo decide di portare acqua e vino pensando così di alleviarne la sofferente magrezza. Ne nasce un'amicizia speciale che conduce Marcellino a realizzare ciò che più desidera: vedere sua madre. Alla sua prima uscita il film commosse tutti e qualche mese dopo si guadagnò il plauso della giuria all'ottavo Festival di Cannes, dove Pablito Calvo ottenne una menzione speciale.
In Italia arrivò a settembre dello stesso anno e la reazione del pubblico fu altrettanto entusiasta. Tre anni dopo la piccola star spagnola recitò al fianco del "principe della risata", al secolo Antonio de Curtis, nel film "Totò e Marcellino" diretto da Antonio Musu. Allo stesso modo in diversi paesi fiorirono remake e cartoni animati ispirati al personaggio ideato dal scrittore Silva.
Quest'ultimo, dal canto suo, beneficiò non poco della popolarità della pellicola: il suo romanzo, tradotto in trenta lingue, vendette oltre nove milioni di copie; tant'è che l'autore (premiato con il premio Andersen, considerato un po' il Nobel della letteratura per ragazzi) scrisse altre storie che avevano per protagonista il piccolo orfanello.

-Primo afroamericano al Congresso: A cinque anni dalla messa al bando della schiavitù un pastore metodista varcò la soglia del Campidoglio: era il primo nero eletto al Congresso degli Stati Uniti. La sua elezione diede un nuovo corso alla storia americana, che 138 anni più tardi avrebbe raggiunto il suo massimo risultato con la vittoria di Barack Obama alle presidenziali.
Nato in una famiglia libera, da padre di sangue misto e madre bianca, Hiram Rhodes Revels iniziò i suoi studi al Seminario quacchero della Contea di Union in Indiana e a 18 anni, dopo aver preso i voti, si avviò alla predicazione per la Chiesa africana metodista in diversi stati. Allo scoppio della Guerra di secessione (1861-65) entrò nell'esercito dell'Unione come cappellano militare, prendendo parte alla decisiva battaglia di Vicksburg.
Nel 1868 ebbe il suo battesimo in politica come consigliere comunale a Natchez, in Mississippi, dove si era trasferito con la moglie e le cinque figlie, continuando l'attività pastorale e fondando scuole per bambini afroamericani. L'anno dopo fu eletto al Senato del Mississippi, in rappresentanza della Contea di Adams, e nel corso del suo mandato dimostrò tutto il suo talento politico con un discorso solenne che gli valse una candidatura come Senatore a Washington.
Nonostante la vittoria ai voti (81 a favore, 15 contro), Revels vide la sua elezione messa in discussione dai Democratici conservatori del Sud, basandosi sul fatto che la cittadinanza ai neri era stata concessa solo dopo l'approvazione del XIV emendamento nel 1868 e che per essere eletti al Senato bisognava essere cittadino americano da almeno nove anni. Dal momento che Revels era di origine mista, la sua elezione fu ratificata ufficialmente il 25 febbraio del 1870.
Il momento storico era quello della cosiddetta Ricostruzione, in nome della quale per fronteggiare le gravi perdite umane e i disastri della guerra si perseguì una politica di compromesso con gli Stati secessionisti. Ciò per la popolazione nera si tradusse nella fine del breve periodo di diritti e libertà, inaugurato dal XIII emendamento alla Costituzione degli USA approvato nel 1865. In questo scenario, Revels condusse la sua lotta in favore dell'eguaglianza razziale, pur cercando una mediazione con gli Stati più intransigenti.
Tra i suoi successi di questo periodo, l'opposizione a un emendamento che voleva conservare la segregazione razziale nelle scuole di Washington D.C. e l'accettazione di lavoratori neri all'Arsenale navale. Finito il mandato, nel 1873 fu nominato Segretario di stato del Mississippi e durante questa carica denunciò lo sfruttamento della popolazione nera da parte di quei bianchi arrivisti che cercavano di trarre profitto dalla Ricostruzione.
Ricordato sia per l'attività politica che per quella di educatore e religioso, nel 2002 Revels fu inserito dallo studioso Molefi Kete Asante nell'elenco dei 100 afroamericani più importanti della storia.

-Gioachino Rossini: Massimo genio della lirica di tutti i tempi, il Cigno di Pesaro ebbe chiara fama anche in vita, al punto da trovarsi come biografo un certo Stendhal.
Pesarese doc e figlio di un trombettista e di una cantante di teatro, si avvicinò al repertorio classico formandosi sui capolavori di Haydn e Mozart. Diplomatosi al Conservatorio di Bologna, a vent'anni già scrisse opere per diversi teatri.
Il suo genio precoce toccò i diversi generi della lirica, dalle farse alle tragedie, regalando i frutti migliori con Il Barbiere di Siviglia (1816), La gazza ladra (1817) e Guglielmo Tell (1829).
Ritiratosi dalle scene a soli 37 anni, continuò a scrivere per sé e per i propri intimi nella sua residenza parigina, dove si spense il 13 novembre del 1868, consumato dal cancro.

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