#372 - 1 febbraio 2026
AAAATTENZIONE - Cari amici lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del 14 febbraio quando lascerà  il posto al n. 373. BUONA LETTURA A TUTTI . Ora per voi : AMICI DEGLI ANIMALI - Vivisezione: Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni (A. Einstein) - Grandezza morale e progresso di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali (Gandhi) - La compassione e l'empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo possa avere (C. Darwin) - Fintanto che l'uomo continuerà  a massacrare gli animali non conoscerà  ne salute, ne pace (Pitagora) - Tra tutti gli animali l'uomo è il più crudele. E' l'unico ad infliggere dolore per il piacere di farlo (M Twain) - A forza di sterminare animali si è capito che anche sopprimere uomini non richiedeva grande sforzo ( E.da Rotterdam) . -
Racconto

La zuppetta

di Nicola Bruni

Una mattina della scorsa settimana, al risveglio, ho avuto voglia di rifare per colazione la “zuppetta” di quando ero bambino.
Me la preparava la tata Caterina, un’amica della mamma venuta a Roma dalla Calabria per aiutarla in prossimità della mia nascita e poi rimasta a vivere con la nostra famiglia.

La zuppettaLa zuppetta

Dunque, Caterina bolliva il latte della Centrale di Roma, acquistato la sera prima dal lattaio in una bottiglia di vetro da un litro e tenuto al fresco durante la notte sul davanzale della cucina in mancanza del frigorifero.
Poi rompeva il guscio di un uovo di gallina, ne estraeva il tuorlo e lo sbatteva con un cucchiaino in una tazza mescolandolo con lo zucchero. Quindi ci versava sopra il latte caldo e vi immergeva dei pezzettini di pane avanzato dal giorno precedente. La zuppetta era pronta.

Caterina ripeteva due volte l’operazione, per mia sorella e mio fratello più piccoli. E poiché io di solito non avevo “fame”, e lasciavo la tazza come l’avevo trovata, lei veniva pazientemente ad imboccarmi mentre giocavo con le lattine, i tappi metallici delle bibite, inginocchiato sul pavimento. Approfittava della mia distrazione per farmi trangugiare un boccone, e quando io me ne accorgevo, le gridavo indispettito: “Ti ho detto che non ne voglio!”.

La zuppettaLa zuppetta

La zuppetta che mi sono preparato quella mattina è stata, però, un po’ diversa. Niente “uovo sbattuto”. Ho solo riscaldato il latte, anziché bollirlo come usavamo negli anni ’40 del secolo scorso, ci ho aggiunto del caffè decaffeinato e un cucchiaino di miele. Poi ho spezzettato un po’ di pane raffermo, dopo averlo abbrustolito su una piastra, e ne ho riempito la tazza.
La zuppetta mi è venuta bene, e l’ho gustata anche perché aveva il sapore dell’infanzia e mi ricordava le affettuose premure dell’amatissima Caterina, che è stata per me una seconda mamma.

AAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo giornale no-profit è realizzato da un gruppo di amici che volontariamente sentono la necessità di rendere noti i fatti, gli avvenimenti, le circostanze, i luoghi... riferiti alla natura e all'ambiente, alle arti, agli animali, alla solidarietà tra singoli e le comunità, a tutte le attualità... in specie quelle trascurate, sottovalutate o ignorate dalla grande stampa. Il giornale non contiene pubblicità e non riceve finanziamenti; nessuno dei collaboratori percepisce compensi per le prestazioni frutto di volontariato. Alcune fotografie e immagini presenti sono tratte da Internet e Face Book , e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori fossero contrari alla loro pubblicazione, possono segnalarlo a dantefasciolo@gmail.com in modo da ottenerne l'immediata rimozione. Buona Lettura a tutti. grazie.