Musica Jazz
Di Santi Visalli
Le mie musiche preferite in assoluto sono l’Opera e la Musica Jazz.
Dell’Opera amo in particolare l’Intermezzo della Cavalleria Rusticana e l’Aria Nessun Dorma della Turandot di Giacomo Puccini.
Durante la mia lunga carriere di fotogiornalista mi è capitato spesso di aver avuto l’opportunità di fotografare alcuni dei più famosi cantanti e musicisti del nostro secolo: Pavarotti, Domingo, Tebaldi, Distefano, Corelli, Callas, Moffo e tantissimi altri.
Con alcuni di loro ho anche avuto un buon rapporto di amicizia.

Nel Jazz ne ho fotografati un po’ meno, (Ella Fitzgerald, Lionel Hampton, Woody Herman, Duke Ellington, David Brubeck, Jerry Mulligan) ma sempre persone di grandissimo valore. Con alcuni di questi ultimi mi sarebbe piaciuto coltivare amicizia ma non c’è stata opportunità. Ad esempio, mi sarebbe piaciuto fare una chiacchierata con Louis Armstrong. Chiedergli circa l’origine della musica Jazz, o sul suo rapporto con gli altri americani, specialmente quelli razzisti del Sud degli Stati Uniti.


Ma l’unica volta che lo fotografai da vivo era molto stanco, era dopo un faticosissimo concerto all’hotel Americana di New York.
Era quasi alla fine della sua carriera!
La seconda volta che lo fotografai era al suo funerale e quindi essendo già morto gli mandai un bel saluto con l’augurio di potergli parlare, un giorno nell’ aldilà. Sperando che nell’ aldilà non ci siano differenze razziali.

Però mi ricordo che una sera a cena a casa mia a New York, parlando e raccontandoci aneddoti con il mio carissimo amico e compagno di lavoro Guido Alberto Rossi, mi raccontò che aveva incontrato e parlato con Louis Armstrong, era successo al Festival di San Remo del 1968.

Guido era agli inizi della sua carriera e Armstrong era il primo grande personaggio che incontrava, doveva fargli delle foto per una rivista e quando gli presentarono il grande Louis, Guido andò in totale confusione e presentandosi gli chiese, naturalmente dopo aver atteso che Armstrong, col suo famoso fazzoletto bianco, si asciugasse la mano: “Mr. Armstrong do you speak English?”, Armstrong con il suo gran sorriso e vocione roco gli rispose “yes my son, Monday to Friday “ Da Lunedì al Venerdì. il ghiaccio era rotto e passato lo stato confusionale si concentrò a fotografarlo.
