#371 - 15 gennaio 2026
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del giorno sabato 31 gennaio quando lascerà  il posto al numero 372 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Storia

LEGGI NOTE SULLA
MEMORIA DEI GIORNI

-Inizia l'era di Wikipedia: «Hello, world». È il saluto che accoglie i primi visitatori del sito wikipedia.org, nato da un'idea dell'imprenditore Jimmy Wales e del filosofo Larry Sanger. Nel messaggio pubblicato sul frontespizio, s'invita il visitatore a spendere 5-10 minuti del proprio tempo per inserire un articolo, o meglio una "voce". Nasce così la più grande enciclopedia al mondo che cambia radicalmente l'approccio alla conoscenza.
Tutto ha inizio quando Wales, fondatore della Bomis (portale di ricerca per musica pop), assume Sanger nella sua azienda per realizzare un sogno nutrito fin da piccolo: dar vita a un'enciclopedia on line che comprenda tutte le forme del sapere e le renda accessibili a tutte le persone. Per renderlo possibile c'è bisogno di un nuovo strumento di pubblicazione sul web, che consenta una maggiore interazione tra le persone che vi prendono parte.
La soluzione è individuata nel wiki (termine hawaiano che vuol dire "veloce"), software ideato nel 1995 da Ward Cunningham, il cui aspetto principale è quello di facilitare la creazione e la modifica di un pagina, consentendo collegamenti ipertestuali con altre pagine. Di ogni singolo contenuto, inoltre, è disponibile una cronologia delle versioni precedenti che permette di verificarne l'evoluzione.
L'ambizioso progetto prende forma nel 2000 con il lancio ufficiale di Nupedia, che vede il neo assunto nel ruolo di caporedattore. Un team di esperti cura le voci, pubblicate con licenza GNU Free Documentation License, che permette a chiunque di copiare, modificare e distribuire il materiale, mantenendo però la stessa licenza. L'idea è ottima ma i lenti progressi del sito convincono i due a studiare una strada alternativa.
Si arriva così a Wikipedia, nato inizialmente come progetto complementare di Nupedia. Ci si registra con nickname e password e si può editare qualsiasi contenuto, con la possibilità di rivederlo e confrontarsi, attraverso un forum, con altri utenti. Si forma pian piano una comunità con ruoli specifici: gli amministratori, che hanno la funzione di moderatori dei contenuti; i wikipediani, che discutono, scrivono e contribuiscono volontariamente alla crescita del sito.
È un passo rivoluzionario nella storia di internet, tant'è che Webby Awards (uno dei premi più prestigiosi legati al web) lo inserisce più tardi tra i 10 momenti più importanti per Internet della decade 2000-2009. L'anno dopo, la rivoluzione wiki varca i confini USA toccando gli altri continenti: nascono 25 versioni in altrettante lingue (tra cui quella italiana). Sul piano dei numeri c'è una media iniziale di poche centinaia di contributi al giorno, ma già nel 2003 Wikipedia inglese taglia il traguardo delle 100mila voci.
Parallelamente, cresce il numero di internauti che, per curiosità o per ragioni di studio, consultano il sito come fonte di conoscenza. La rete wiki si amplia con il lancio delle sezioni notizie e quote. Insieme ai successi arrivano le prime critiche di quanti ritengono che le informazioni del sito siano poco attendibili, per il mancato controllo su tutto ciò che viene pubblicato.
A ciò si uniscono i timori degli utenti in merito al rischio di vedere le pagine di Wikipedia inondate di pubblicità, insieme a quello di esporre il sito a condizionamenti di natura economica e politica. La risposta di Wales non si fa attendere e nel 2003 dà vita a Wikimedia, una fondazione senza scopi di lucro che incoraggia la crescita di contenuti liberi cui tutti hanno accesso gratuito. Il nuovo soggetto, che raggruppa tutti i progetti wiki, s'impegna a trovare fondi attraverso le donazioni volontarie dei suoi numerosissimi sostenitori.
Lo spirito indipendente, unito alla messa al bando della pubblicità, si rivela una formula vincente che negli anni proietta Wikipedia nel Guinnes dei primati (nel 2008, come enciclopedia più grande in assoluto) e tra i sei siti più popolari al mondo (stima 2015). I numeri non lasciano dubbi: edizioni in 291 lingue; 35 milioni di articoli; 495 milioni di utenti che mensilmente lo consultano da ogni angolo del pianeta.
In testa c'è la versione inglese con circa 6 milioni e 600mila voci pubblicate, mentre quella italiana, a dicembre 2021, ne vanta un milione e 773mila.

-Gina Lollobrigida: Icona di fascino e bellezza del cinema italiano nel ventennio '50-'60, per anni è stata la principale antagonista di Sofia Loren.
Nata a Subiaco, in provincia di Roma, esordisce come disegnatrice e attrice di fotoromanzi, per mantenersi gli studi. Spinta poi da un amico, partecipa a Miss Italia e si piazza terza. Questa vittoria le vale una serie di comparse, alle quali seguono diversi ruoli in altrettanti film, tra cui quello al fianco di Vittorio De Sica in Pane, amore e fantasia e nel sequel "Pane, amore e gelosia".
Nella sua carriera di attrice gira oltre sessanta pellicole, tra cui "La donna più bella del mondo", "Venere imperiale" e "Buona Sera, Mrs. Campbell", che le valgono sei David di Donatello (uno alla carriera nel 1996) e due Nastri d'argento. Oltreoceano conquista il Golden Globe nel 1961 con Torna a settembre, accanto al divo Rock Hudson.
Protagonista nel 2011 del documentario "Schuberth - L'atelier della dolce vita" (insieme alla Loren), dal 1999 è Ambasciatrice di buona volontà dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO). In omaggio alle sue proverbiali "forme", i Francesi utilizzano l'espressione lollobrigidien, per indicare una strada o un'altura piena di curve.
Nel 2016 riceve il David di Donatello alla carriera. Scompare a Roma il 16 gennaio 2023.

-Arturo Toscanini: Genio della musica, stimato come uno dei più valenti direttori d'orchestra di sempre e uno dei più rigorosi interpreti di Verdi, Beethoven e Wagner. Divenne un simbolo della cultura italiana nel mondo anche grazie alle prime trasmissioni radiofoniche e televisive che lo videro protagonista.
Emiliano di Parma, qui a soli undici anni vinse una borsa di studio per il conservatorio, dove si laureò con lode in violoncello nel 1885. L'anno seguente, a San Paolo del Brasile, impugnò per la prima volta la bacchetta in pubblico e fu un trionfo sulle note della celebre Aida di Verdi.
La consacrazione avvenne al Teatro Regio di Torino, nel 1895, con il "Crepuscolo degli Dei" di Wagner, dopo cui si trovò a dirigere i più prestigiosi teatri del mondo: dalla Scala di Milano (nel 1893 e dal 1921 al 29) al Metropolitan di New York (1908-1915).
Le sue idee socialiste lo portarono a scontrarsi con i regimi fascista, inizialmente sostenuto, e nazista, costringendolo a lasciare l'Europa per gli USA. Qui, 1937 al 1954, fu chiamato a dirigere la NBC Symphony Orchestra, creata apposta per lui, che lo fece entrare nella storia come primo direttore d'orchestra a diventare una celebrità dei mass media.
Rientrato in Italia nel 1946 per dirigere il massimo teatro milanese, ricostruito dopo i bombardamenti, tre anni dopo rifiutò la carica di senatore a vita riconosciutagli dal presidente Einaudi. Scomparve nella sua residenza newyorchese, il 16 gennaio 1957, ma fu sepolto nel Cimitero Monumentale di Milano.

-Federico Fellini: Nell'olimpo dei migliori registi di sempre, al punto che l'aggettivo felliniano ovunque rievoca scene immortali che hanno fatto la storia della settima arte.
Nato a Rimini e morto a Roma nel 1993, dimostrò il suo sconfinato estro inizialmente come vignettista del quindicinale Marc'Aurelio, la principale rivista satirica italiana, e poi come autore alla radio. Il battesimo con il set avvenne come sceneggiatore, dapprima di diversi film di Aldo Fabrizi, successivamente di due manifesti del neorealismo, "Roma città aperta" e "Paisà" (per i quali ebbe due nomination all'Oscar), firmati da Roberto Rossellini.
Dopo il debutto alla regia con Luci del varietà (1950), impose la sua poetica visione del cinema, proiettando la cara realtà di provincia in un universo onirico e indefinito. Da "I vitelloni" (Nastro d'argento come "miglior regista") del 1953 ad Amarcord (premio Oscar come "miglior film") del 1973, passando per la La dolce vita e 8½, suo capolavoro assoluto.
Oltre a cinque premi Oscar (l'ultimo alla carriera nel 1993, poco prima di morire), conquistò la Palma d'oro al Festival di Cannes e nel 1985 il Leone d'oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia.

-Gli Alleati sbarcano ad Anzio: Nella notte del 22 gennaio l'esercito alleato diede vita a un'imponente operazione militare che si rivelò ben più ardua del previsto, causando migliaia di perdite tra le file dei "liberatori". Lo sbarco di Anzio (nel Lazio), noto anche come Operazione Shingle, venne ricordato come una delle fasi più drammatiche della Seconda guerra mondiale combattute sul territorio italiano.
Dopo i primi risultati positivi della Campagna d'Italia (che aveva visto Inglesi e Americani sbarcare in Sicilia e in Calabria e respingere gradualmente i Tedeschi verso il centro), di fronte allo stallo dell'offensiva di terra, rallentata dai tentativi respinti di conquistare Montecassino, si studiò una strategia alternativa.
Nel corso della conferenza di Marrakech del 7-8 gennaio, il primo ministro inglese Winston Churchill e il presidente USA Franklin D. Roosevelt pianificarono l'Operazione Shingle (in italiano "ciottoli di spiaggia"). In pratica, con lo sbarco sulla spiaggia di Anzio, a soli 40 km da Roma, erano convinti di aggirare la linea Gustav delle truppe germaniche che tagliava in due l'Italia (dalla foce del Garigliano, ad Ortona, passando per Cassino), e lanciare l'offensiva verso Nord.
Il D-Day venne fissato per il 22 gennaio. Alle ore 2,45 un convoglio di 374 navi sbarcava la I Divisione Britannica sul tratto di costa fra le Torri Caldara e San Lorenzo, mentre la III divisione Americana puntava sull’arco costiero compreso tra Nettuno e Torre Astura, noti con i nomi in codice di Peter Beach e X Ray Beach. Il comando delle operazioni era affidato al generale John P. Lucas.
La strenua resistenza dei battaglioni tedeschi agli ordini del comandante Albert Kesselring da un lato, le abbondanti piogge con il conseguente allagamento della zona dall'altro, resero le operazioni più difficili del previsto. Ne seguirono feroci battaglie, che si risolsero a favore degli alleati soltanto verso la fine di maggio.
Si arrivò al trionfo di domenica 4 giugno: mentre i Tedeschi ripiegavano al di là della linea Gotica (che dalle attuali Massa e Carrara arrivava alla costa adriatica di Pesaro, passando attraverso le Alpi Apuane e gli Appennini modenese e bolognese), il generale Mark Wayne Clark, della V Armata americana, entrò nella Capitale tra la folla festante.
Ricordata come un successo da alcuni storici, come un fallimento da altri, lo Sbarco di Anzio provocò gravi perdite da ambo le parti: circa 30.000 uomini tra i soldati americani, 12.000 le vittime inglesi, 25.000 quelle tedesche. Tra le forze alleate, perse la vita E. F. Waters, padre di Roger Waters, ex bassista dei Pink Floyd. L'episodio ispirò a quest'ultimo le canzoni dell'album "The Wall", tra i migliori in assoluto nella storia del rock.

-Salvador Dalí: Artista poliedrico e tra i più eccentrici del Novecento, con il suo stile onirico è stato il maggior esponente della corrente surrealista. L'inesauribile estro che gli era peculiare lo ha portato ad eccellere in diversi campi, dalla pittura alla fotografia, dalla scultura al cinema.
Nato a Figueres, nella parte più a est della Catalogna, Salvador Domènec Felip Jacint Dalí i Domènech, marchese di Púbol, fu segnato dalla prematura perdita della madre, perdita da lui definita «la disgrazia più grande che mi capitò perché sapeva rendere invisibili le inevitabili imperfezioni della mia anima». Dopo una prima esposizione in forma privata nella casa paterna, in cui erano chiari i richiami alle istanze artistiche moderne, espose per la prima volta in pubblico nel 1919, al Teatro Municipale di Figueres.
Messosi in luce all'Accademia delle belle arti di San Fernando per gli slanci verso il cubismo e il dadaismo, si trasferì poi a Parigi e qui conobbe Pablo Picasso, la cui arte lo influenzerà negli anni successivi. Mentre stava ancora maturando il proprio inconfondibile stile, espose a Barcellona dividendo la critica tra entusiasti e perplessi; nello stesso periodo, imitando il grande maestro del Seicento spagnolo Diego Velázquez, decise di farsi crescere dei vistosi baffi che conservò fino alla morte.
Alla fine degli anni Venti incontrò la sua musa ispiratrice e futura moglie, Elena Ivanovna Diakonova (nota come Gala), un'espatriata russa sposata al poeta surrealista Paul Éluard. Agli inizi degli anni Trenta allestì le sue prime mostre importanti e diventò ben presto un pittore professionista, andando incontro al successo internazionale nel 1934, con la prima esposizione a New York.
Nello stesso anno fu espulso dal gruppo dei surrealisti per non aver voluto condannare apertamente il fascismo, né aver voluto manifestare le proprie simpatie politiche. Al fine di denigrarlo, di lui i surrealisti parlarono solo al passato remoto considerandolo come morto e, per sottolineare la crescente commercializzazione delle sue opere, gli fu coniato il soprannome "Avida Dollars" dall'anagramma del suo nome.
Agli inizi degli anni Sessanta, iniziò a lavorare al Teatro-Museo Dalí nella sua città natale, per il quale impiegò la maggior parte delle proprie energie fino al 1974. In quest'ultima fase trovò una seconda musa nella cantante e attrice Amanda Lear. Debilitato nel sistema nervoso (per un cocktail di farmaci somministratogli per errore dalla moglie), si spense nella città natale, il 23 gennaio del 1989.
Autore di 1.500 dipinti, illustrazioni per libri, litografie, scenografie e costumi teatrali, disegni, sculture, la più vasta collezione di sue opere si trova proprio al Teatro-Museo Dalí di Figueres e al Salvador Dalí Museum di St. Petersburg in Florida.

-Giuseppe Verdi: Nato a Roncole Verdi (frazione di Busseto, in provincia di Parma) e morto a Milano nel 1901. È stato uno dei più grandi compositori di sempre, autore di melodrammi famosi in tutto il mondo.
Pur provenendo da una famiglia umile e disagiata, Giuseppe Verdi riuscì ad intraprendere la carriera che desiderava. Eletto deputato nel primo Parlamento dell'Italia Unita, il carattere schivo e timido lo portò a condurre una vita semplice.
Il "cigno di Busseto" (come viene ricordato) compose moltissime opere, ancora oggi eseguite nei templi della lirica mondiale, su tutte l'Aida e il Nabucco, di cui fa parte il celebre coro del Va, pensiero, divenuto un inno di liberazione durante il Risorgimento e tuttora eseguito insieme all'inno di Mameli in alcune occasioni ufficiali.

-Prima edizione del Festival di Sanremo: «Signori e signore, benvenuti al Casinò di Sanremo per un'eccezionale serata organizzata dalla RAI, una serata della canzone con l'orchestra di Cinico Angelini. Premieremo, tra duecentoquaranta composizioni inviate da altrettanti autori italiani, la più bella canzone dell'anno.»
Così, alle 22 di lunedì 29 gennaio 1951, la radio diffonde la voce del presentatore Nunzio Filogamo che annuncia l'inizio della prima edizione del Festival della canzone italiana, ospitata nel lussuoso Salone delle feste del Casinò di Sanremo.
L'atmosfera è ben lontana da quella che accompagnerà la kermesse nei decenni successivi. In sala c'è un tono dimesso e gli spettatori, che hanno pagato 500 lire per sedersi ai tavolini, sono più interessati a consumare che ad ascoltare i cantanti, al punto che in sottofondo i radioascoltatori distinguono un chiaro rumore di stoviglie.
La formula è ridotta. Le serate sono tre e alla finale vengono ammesse 10 canzoni votate dalla giuria (formata da sette persone) tra le 20 presentate nelle prime due serate. Ad interpretarle sono solo tre artisti: Nilla Pizzi, Achille Togliani e il Duo Fasano. Vince questa prima edizione Grazie dei fiori, cantata dalla Pizzi.
Organizzato dal 1977 al Teatro Ariston di Sanremo, il Festival crescerà d'importanza negli anni, proponendosi, pur tra numerose critiche, come efficace indicatore dei gusti musicali e dei costumi della società italiana. Tra i presentatori storici Mike Buongiorno e Pippo Baudo, con quest'ultimo che detiene il record di conduzioni (tredici).

-Don Bosco: Nato in una frazione di Castelnuovo d'Asti, comune piemontese che oggi porta il suo nome, fu un sacerdote molto vicino ai giovani disagiati, per accogliere i quali fondò la congregazione dei Salesiani.
Figlio di poveri contadini dell'astigiano, Giovanni Melchiorre Bosco si avviò al sacerdozio entrando al seminario di Chieri. A Torino cominciò a prendere coscienza delle drammatiche condizioni dei giovani, molti dei quali impiegati per lavori pesanti ancor prima dei dieci anni.
Erano per lo più figli di immigrati, carcerati o poveri, ai quali decise di dare un'educazione amorevole e un luogo di serenità, fondando l'opera dei Salesiani, ispirata all'insegnamento di San Francesco di Sales e che in poco tempo si diffuse in tutto il mondo.
Morto a Torino nel 1888, Don Bosco venne dichiarato santo il 1º aprile 1934 da papa Pio XI.

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