#353 - 1 luglio 2024
AAAATTENZIONE - Cari amici lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del 31 LUGLIO PER LASCIARE IL POSTO AL N° 354 GIOVEDI' 1° AGOSTO. BUONA LETTURA A TUTTI . Ora ecco per voi un po' di SATIRA: Il Paradiso lo preferisco per il clima, l'Inferno per la compagnia (M. Twain) - Quando le cose non funzionano in camera da letto, non funzionano neanche in soggiorno (W.H. Masters) - L'intelligente parla poco, l'ignorante parla a vanvera, il fesso parla sempre (A: De Curtis) - Il sesso senza amore è un'esperienza vuota, ma tra le esperienze vuote è la migliore (W. Allen) - Per alcune cose ci vuole tanta pazienza, per tutte le altre c'è la gastrite (L. Limbus) - Non avere un pensiero e saperlo esprimere: è questo che fa di un uomo, un giornalista (K. Kraus) - Le banche ti prestano denaro, se puoi dimostrare di non averne bisogno (B. Hope) -
Diario

L'iniziativa del Diario di Conoscenda 2024 - Edizioni Conoscenza

viene presentato ogni mese - testi e grafiche - sul nostro giornale

Scienza e tecnologia

Al servizio del bene collettivo

Scienza e tecnologia sono entrate prepotentemente nelle nostre vite, lo abbiamo sperimentato negli anni della pandemia.
Sono passati ormai molti anni dalla felice intuizione che fosse necessario “un nuovo contratto” tra scienza e società e che il progredire della prima dovesse andare di pari passo con la consapevolezza della seconda di partecipare (nelle dovute modalità) alle decisioni, nel contribuire alla scelta degli obiettivi, nel garantire una equa distribuzione dei benefici in relazione ai costi, non solo materiali, da sostenere.

Scienza e tecnologiaScienza e tecnologia

I percorsi avviati non hanno raggiunto gli obiettivi auspicati. Basti ricordare il fenomeno di “privatizzazione della conoscenza”: mentre le risorse pubbliche concorrono fortemente alla generazione di nuove opportunità e saperi, il loro utilizzo (sfruttamento) resta spesso detenuto da un ristretto numero di soggetti che si intitolano la gestione dei processi (e dei relativi guadagni). Emblematica la vicenda dei vaccini contro il Covid ma, forse in maniera meno visibile, anche quella relativa all’acquisizione e al trattamento dei dati.

Noi tutti siamo fornitori (gratuiti e quasi sempre inconsapevoli) di informazioni che contribuiscono a generare conoscenze che poi ci vengono “rivendute” sotto altre forme, influenzando le nostre decisioni e garantendo a chi compie queste operazioni un profitto che si moltiplica via via che la qualità e la quantità dei dati disponibili consentono operazioni sempre più invasive, progettate e commercializzabili. “L’intelligenza artificiale”, una tra tutte la ChatGPT, sta entrando prepotentemente nelle nostre vite e porterà cambiamenti radicali in tanti campi.

Emerge quindi la necessità di un’etica condivisa, in grado di accompagnare la necessaria apertura al nuovo con le garanzie di una piena consapevolezza dei rischi da affrontare e, se possibile, contenere.

I beni comuni al servizio dell’umanità

«I prodotti che nascono grazie al finanziamento pubblico dell’attività di ricerca e sviluppo dovrebbero essere disponibili a cifre ragionevoli, e non a prezzi di monopolio esorbitanti praticati in virtù dei diritti di brevetto concessi».
(Mariana Mazzuccato, Non sprechiamo questa crisi, Laterza, 2020)

«Bisognerebbe combinare il meglio dello sviluppo tecno-economico con le solidarietà tradizionali e con le protezioni sociali di cui le società hanno saputo avvolgersi».
(Edgar Morin, La fraternità, perché? Resistere alla crudeltà del mondo, AVE, 2020)

«Un mondo di deepfake, software che ci imitano e disuguaglianza crescente non è una conclusione inevitabile. È il risultato di precise scelte politiche. Attraverso la regolamentazione, possiamo mettere al bando i chatbot-vampiri di oggi e cominciare a costruire un mondo in cui le promesse più entusiasmanti dell’intelligenza artificiale siano qualcosa di più solido delle allucinazioni della Silicon valley.
Siamo noi che abbiamo addestrato le macchine, ma non abbiamo dato il consenso. Questi modelli si nutrono dell’ingegno, dell’ispirazione e delle rivelazioni collettive dell’umanità. Sono macchine per la raccolta e l’appropriazione, che divorano e privatizzano non solo le nostre vite, ma anche i nostri patrimoni intellettuali e artistici. Il loro obiettivo non è mai stato risolvere la crisi climatica, rendere i governi più responsabili o la vita più piacevole. È sempre stato approfittare dell’impoverimento di massa, che nel capitalismo è la conseguenza lampante e logica di sostituire le funzioni umane con dei robot».
(Naomi Klein, Le allucinazioni del capitalismo, The Guardian)

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