#350 - 20 aprile 2024
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del giorno di venerdi 31 maggio quando lascerà  il posto al numero 352 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
archeologia

Dal 212 d.C. al 2024 Torna l'acqua nell'antico progetto

Qui' giocavano a palla

Terme di Caracalla allo “Specchio”

di Nicola Bruni

Torna l’acqua nel sito archeologico delle Terme di Caracalla a Roma dopo 18 secoli dalla loro fondazione e 15 dal taglio delle condutture per mano dei Goti invasori.

Qui' giocavano a palla

Uno “Specchio d’acqua” di 42 x 32 metri, con fontane zampillanti, è stato installato sul prato antistante gli imponenti ruderi che d’estate ospitano il palcoscenico del teatro lirico. È dotato di un palco, sollevato di poco sul pelo dell’acqua, che potrà ospitare spettacoli teatrali, di danza o di musica.
L’impianto produce un bellissimo effetto scenografico, come si vede dalle foto, valorizzando e modernizzando l’antico monumento.

Le Terme di Caracalla furono costruite sul Piccolo Aventino tra il 212 e il 216 d. C., in un’area di 11 ettari adiacente al tratto iniziale della Via Appia, dall’imperatore Marco Aurelio Severo Antonino Pio Augusto, soprannominato Caracalla (per il mantello gallico che usava indossare), della dinastia dei Severi.
Per la realizzazione del complesso fu necessario abbattere gli edifici preesistenti e sbancare una collina. Per l’approvvigionamento idrico nel 212 fu creata una diramazione dell’Aqua Marcia, chiamata Aqua Antoniniana, che valicava la via Appia.

Qui' giocavano a palla

Le Terme di Caracalla comprendevano una piscina (“natatio”), vasche di acqua calda, tiepida o fredda, spogliatoi, guardaroba, palestre, campi sportivi, teatri, sale per conferenze o per concerti, biblioteche, giardini, fontane, portici per passeggiare al riparo dalla pioggia e dal sole, latrine. I suoi edifici erano decorati con marmi, mosaici, affreschi, sculture, stucchi, colonnati.
Si calcola che potessero accogliere un pubblico di 1600 persone, uomini e donne.
Vi operava un gran numero di addetti: inservienti per le pulizie, idraulici, fuochisti per il riscaldamento, guardarobieri, massaggiatori, depilatori, medici, musicisti, mimi, lettori, declamatori, venditori ambulanti.

Le terme romane erano un luogo di convivialità e di divertimento, dove sport e cultura si univano per formare – come scrive Giovenale – una “mens sana in corpore sano” (mente sana in corpo sano).
In proposito, ricordo che quando ero bambino la mia mamma cantava questa allegra canzoncina: “Alle Terme di Caracalla / i romani giocavano a palla, / dopo il bagno verso le tre / tira tira a me, che la tiro a te, / o con le mani o coi piè”.

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