#347 - 2 marzo 2024
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del giorno di venerdi 31 maggio quando lascerà  il posto al numero 352 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Teatro

Roma - Teatro dei Ginnasi

Se una vedova in penombra

Di Antonio Bruni - regia dell'autore

Il lavoro teatrale di Antonio Bruni racconta l’incontro improvviso tra un vagabondo e una giovane vedova che vive sola in una dimora di campagna. “Se una vedova in penombra” andrà in scena il 23 e 24 marzo al Teatro dei Ginnasi di Roma con la regia dell’autore. Gli interpreti sono Silvia Siravo e Pier Marco Venditti.
L’uomo si affaccia cantando al cancello della villa e richiama l’attenzione della signora. È curioso di conoscerla. La signora trasgredisce la prudenza usuale, gli apre l’interno della casa e qualcosa del suo animo.
Comincia un colloquio, interrotto da un malore dell’uomo.

Se una vedova in penombraSe una vedova in penombra

Il passo a due a distanza è un crescendo passionale tra ricordi, fantasia e desiderio, con un finale imprevedibile.
Il lavoro è scritto interamente in versi e trascina l’attenzione di chi ascolta in un vortice emozionale.
Viola Gargani, giovanissima danzatrice e auto-coreografa, interpreta con movimenti e quadri gli stati d’animo della vedova, interagendo con l’uomo, mentre la signora resta distaccata all’interno della casa, simboleggiata in scena da Panthean, scultura libreria di grandi dimensioni, opera di Antonio Bruni, allestita da Liuba Novozhilova.
In controcanto ai sentimenti del vagabondo sono gli interventi dal vivo del sassofono di Bruno Sperger.

Antonio Bruni, poeta e scultore, autore di programmi televisivi in Rai, è stato il poeta in diretta di due cicli di Uno Matina e ha pubblicato per tre anni poesie di attualità sulla prima pagina del quotidiano Il Popolo. Scrive in versi novenari. Le storie del corpo di donna (Mi svelo ma in animo nuda da interviste a donne normali) e le Storie della Natività sono state lette in teatro da novanta interpreti in decine di eventi. Al Teatro dei Ginnasi, Bruni ha rappresentato “Sognando i serpesci” nel 2020, appena prima della pandemia. Dirige Elettrolettera, periodico per posta elettronica, con inviti culturali. Pubblica poesie nella rete e su riviste e cataloghi d’arte. www.antoniobruni.it

Se una vedova in penombraSe una vedova in penombra

Silvia Siravo, nel ruolo della vedova, ha interpretato recentemente I Persiani; Spose; le nozze del secolo; Musa e getta; e ha debuttato come regista nel monologo Giorgia di Dacia Maraini nella rassegna Amori rubati***.

Pier Marco Venditti, nel ruolo del vagabondo, dirige la seconda stagione del Teatro de Ginnasi, dal titolo Certi amori non finiscono mai. Nei mesi scorsi ha interpretato “Un caffè con Alda Merini” e ha diretto Colto in flagrante di Derek Benfield e Storie di Carta di e con Elisabetta Carta.

Se una vedova in penombraSe una vedova in penombra

In scena esordio di PANTHEAN, scultura libreria di Antonio Bruni, adattata per la rappresentazione dall’artista Liuba Novozhilova a simboleggiare la casa della vedova. È una costruzione a forma ottagonale, omaggio al Tempio di Agrippa, realizzata in massello di quattro essenze diverse: ulivo, noce, ciliegio, frassino. Occupa una superficie di 14 mq per un’altezza di 215 cm. È la terza opera della serie PENSANDO A ROMA, dopo COLOSSEA e COLONNATA, esposte a Roma nella Galleria Alberto Sordi; nella casa dell’Architettura e nella Galleria 28 piazza di Pietra.

Se una vedova in penombra

info e prenotazioni botteghinoteatrodeiginnasi@gmail.com +39 351 6897558 www.teatrodeiginnasiprosa.com
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