#336 - 23 settembre 2023
AAA ATTENZIONE - Questo numero rimarrà in rete fino alla mezzanotte del 19 aprile, quando lascerà il posto al numero 350. Ora MOTTI per TUTTI : - Finchè ti morde un lupo, pazienza; quel che secca è quando ti morde una pecora ( J.Joyce) - Lo sport è l'unica cosa intelligente che possano fare gli imbecilli (M.Maccari) - L'amore ti fa fare cose pazze, io per esempio mi sono sposato (B.Sorrel) - Anche i giorni peggiori hanno il loro lato positivo: finiscono! (J.Mc Henry) - Un uomo intelligente a volte è costretto a ubriacarsi per passare il tempo tra gli idioti (E.Hemingway) - Il giornalista è colui che sa distinguere il vero dal falso e pubblica il falso (M. Twain) -
Fotografia

Terra e Fuoco: spettacolo infinito

Vulcani & Co

di Guido Alberto Rossi

Vulcani & Co

So di dire una banalità, dicendo che i vulcani, la lava, i geyser e affini sono molto fotogenici ma, francamente, non so bene come incominciare questo articolo con il quale voglio trasmettervi la mia ammirazione per questi mostri sputa fumo e fuoco però non riesco a trovare le parole giuste senza ripetere frasi scontate.

Vulcani & Co

Provo a trovare in internet qualcosa di non banale, zero! Allora vado a curiosare sui siti delle tre maggiori agenzie fotografiche di stock, facendo la ricerca con la parola vulcani e scopro che saltano fuori quasi due milioni di foto, questa è la conferma che i vulcani piacciono o nel peggiore dei casi incuriosiscono.
Nel mio piccolo ne ho solo 347 pubblicate sul mio sito, scattati praticamente ovunque sia stato girando il mondo.

Vulcani & Co

In Italia ho sorvolato varie volte il Vesuvio e l’Etna e vi garantisco che ogni volta era una nuova emozione, non che sorvolare l’isola di Stromboli o di Vulcano sia meno emozionante, ma le dimensioni hanno il loro peso e tra le mie foto più “rubate” che giornalmente Copytrack (la società che protegge il copyright delle mie immagini, arando internet giorno e notte) becca sempre le mie foto aeree dei nostrani vulcani con il Vesuvio in testa.

Vulcani & Co

Perché tutti noi fotografi amiamo fotografare i vulcani è semplice: sono maestosi, impressionanti e spesso micidiali e poi non riesci mai a fare un fotogramma uguale all’altro anche se scatti a raffica.
Oggi con il digitale e le macchine intelligenti non sbagli uno scatto, con i rullini la musica era diversa, dovevi scattare un po' a caso, trafficando con tempi e diaframmi e incrociare le dita; il metodo migliore per tornare a casa con qualche foto decente era di giocare un po' tutte le combinazioni delle ghiere della macchina e dell’obiettivo e sperare di vincere, un po' come al gioco del lotto. Inoltre, una bella foto di fuoco e fiamme ha molti potenziali utilizzi e quindi potenzialmente anche denari (anche se oggi pochini), inoltre quando fotografi un vulcano, non devi diventare troppo matto a trovare la giusta inquadratura o luce giusta, ci pensa tutto lui, da qualsiasi angolatura lo riprendi è fotogenico e in genere s’illumina con la luce che produce, un po' come certe dive che dicono al fotografo cosa devono fare per farle belle.

Vulcani & Co

Durante il giorno, magari non si vede molto il fuoco e lava incandescente, ma i giochi di fumo che fa sono un vero spettacolo, così come la lava raffreddata che forma degli incredibili disegni e sculture geometriche, sempre irresistibili alla macchina fotografica.

Vulcani & Co

Anche il vulcano spento ha il suo fascino vedi il Kilimanjaro con il suo eterno ghiacciaio intorno al cratere o il lago blu che si è formato dentro il Pinatubo nelle Filippine, dopo che ha dato fuori di matto distruggendo tutto quello che c’era nei dintorni con l’eruzione del 1991.

Vulcani & Co

Ci sono anche diversi fotografi che vivono scattando solo vulcani, forse i più noti erano i coniugi francesi Katia e Maurice Krafft che non si accontentavano di fotografarli da distante, ma si vestivano di amianto con tanto di casco spaziale e andavano praticamente in mezzo al fuoco, fino a quando il 3 giugno del 1991 in Giappone, sul Monte Unzen una colata piroclastica li ha inghiottiti.

Vulcani & Co

Sempre della stessa famiglia e altrettanto fotogenici sono i geyser o le fumarole e le caldere, come quella del parco di Yellowstone che credo non ci sia un fotografo di travel che sia stato in USA e non l’abbia fotografato dal cielo. Credo che ci siano più foto aeree del Grand Prismatic Spring nel web, scattate a tutte le ore ed in tutte le stagioni, che foto di Marilyn Monroe nuda.

Vulcani & Co

In Islanda poi ci sono delle fumarole che molti dicono: “sembra di essere sulla Luna”, è evidente che non ci sono mai stati, perché, come è noto, sulla superficie lunare c’è solo polvere e fa molto freddo, mentre il terreno della fumarola di Krysuvik scotta i piedi anche attraverso le suole spesse.

Vulcani & Co

Praticamente si possono fotografare vulcani & co. in tutti i continenti, Australia esclusa, e comunque, se attivi, sempre meglio da una certa distanza.

Vulcani & Co

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