#306 - 7 maggio 2022
AAAATTENZIONE - CARA AMICI LETTORI, DA QUESTO NUMERO IL GIORNALE DIVENTA MENSILE. LE NUOVE USCITE SARAN- NO AL PRIMO GIORNO DI OGNI MESE. iL NUOVO NUMERO 353 SARA' IN RETE IL GIORNO 1° lUGLIO. BUONA LETTURA A TUTTI. Ora per voi : AMICI DEGLI ANIMALI - Vivisezione: Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni (A. Einstein) - Grandezza morale e progresso di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali (Gandhi) - La compassione e l'empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo possa avere (C. Darwin) - Fintanto che l'uomo continuerà  a massacrare gli animali non conoscerà  ne salute, ne pace (Pitagora) - Tra tutti gli animali l'uomo è il più crudele. E' l'unico ad infliggere dolore per il piacere di farlo (M Twain) - A forza di sterminare animali si è capito che anche sopprimere uomini non richiedeva grande sforzo ( E.da Rotterdam) . -
Pagine Preziose

In occasione del 9 maggio Festa dell'Europa

Maratona di lettura al Maxxi di Roma

La Russia di Putin

Di Anna Politkovskaja - Adelphi editore

Il libro La Russia di Putin è una dura critica al regime del presidente russo fatta attraverso viaggi e interviste dei vari connazionali che aiutano la scrittrice a tratteggiare la società sovietica del ventunesimo secolo.
Fin dalle prime righe il tono di Politkovskaja è durissimo, la giornalista avverte subito che il contenuto della sua inchiesta non piacerà a chi guarda al presidente russo con favore:
Questo libro parla di un argomento che non è molto in voga in Occidente: parla di Putin senza toni ammirati.
Così annuncia sin dall’incipit, facendo riferimento senza troppi preamboli direttamente a quei leader europei che elogiavano Putin - in quanto maggior fornitore di gas - passando sotto silenzio i suoi misfatti.
In seguito Anna Politkovskaja continua imperterrita sulla stessa linea.

Il motivo è semplice: diventato presidente Putin - figlio del più nefasto tra i servizi segreti del Paese - non ha saputo estirpare il tenente colonnello del KGB che vive in lui, e pertanto insiste nel voler raddrizzare i propri connazionali amanti della libertà, come ha sempre fatto nel corso della sua precedente professione.
Anna Politkovskaja mostra il lato oscuro della società russa del ventunesimo secolo: un mondo a sé stante, separato dalla cultura occidentale, che rigurgita ancora di corruzione, purghe, terrore. Una Russia ancora invischiata nello Stalinismo. Un “mostro di democrazia” come la definisce la stessa giornalista per rimarcare il fatto che la democrazia, in Russia, non è che un travestimento con pizzi e merletti indossato da un regime dittatoriale.

La prima parte del libro si focalizza sull’esercito russo, descritto come campo di concentramento dove i giovani soldati vengono sottoposti a vessazioni da parte dei loro superiori. La giornalista poi passa ad analizzare nel dettaglio le falsificazioni effettuate dai funzionari dell’esercito tramite la creazione di documenti e false prove. Vengono descritte con accuratezza torture e processi farsa e la nuova mafia di Stato radicata in un oscuro processo di corruzione.

Nella seconda parte invece Politkovskaja si sofferma sulla dura repressione armata messa in atto dal governo nei confronti dei ceceni. La giornalista riporta la vicenda del Teatro Dubrovka (che provocò la morte di 129 civili russi e 39 militari separatisti ceceni) e l’immediato incremento dell’odio nei confronti della minoranza cecena da parte del presidente russo.

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