#383 - 15 settembre 2026
AAAATTENZIONE - Cari amici lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del 14 NOVEMBRE quando lascerà  il posto al n. 387. BUONA LETTURA A TUTTI . Ora per voi : AMICI DEGLI ANIMALI - Vivisezione: Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni (A. Einstein) - Grandezza morale e progresso di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali (Gandhi) - La compassione e l'empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo possa avere (C. Darwin) - Fintanto che l'uomo continuerà a massacrare gli animali non conoscerà  ne salute, ne pace (Pitagora) - Tra tutti gli animali l'uomo è il più crudele. E' l'unico ad infliggere dolore per il piacere di farlo (M Twain) - A forza di sterminare animali si è capito che anche sopprimere uomini non richiedeva grande sforzo ( E.da Rotterdam) . -
Teatro

Continua sul nostro giornale la pubblicazione dei video
di grandi attrici che interpretano i racconti tratti dal poema

Mi svelo ma in animo nuda

Le storie del corpo che ogni donna può raccontare

di Antonio Bruni

Ogni persona custodisce, nel profondo della memoria, un vissuto del corpo, esemplare della propria identità. Quel pensiero è in lei presente, è raro che ne parli, può restare custodito o inconsapevole nell'animo ma può svelarsi, se ad ascoltare c'è un poeta.
Nasce così "Mi svelo ma in animo nuda". Sono novanta le donne che compongono il poema di Antonio Bruni scritto in versi novenari e corredato da cori e da canzoni, storie vere di vita sessuale di donne normali, raccolte dall’autore con interviste personali e trascritte in versi per renderle più delicate nella loro crudezza. I racconti sono immediati nella loro intimità, senza omissioni.
Solo le donne sanno essere sincere con sé stesse.
L’opera, pensata per essere stampata in un libro, è stata invece pubblicata a voce in scena. Venticinque letture dal 2002 al 2017 in teatri, locali, televisioni, piazze.
Sono cinquantadue le interpreti di Mi svelo… dal 2002 al 2017.

Oggi vi presentiamo Francesca Muzio che interpreta “Cernia” fantasia di una donna che si tramuta in pesce seducente.
Lettura di esordio del poema al Tempio di Dioniso a Roma in via Quattro Fontane,
l’8 novembre 2002 per la regia di Idalberto Fei.

Youtube https://youtu.be/7Wt2FTj075k

Dal primo coro “Sdoppiarsi a confronto figura” canto numero 3 “Cernia”

                 *Rinasco ma in forma di Cernia   
                  che gli occhi sottende  addolciti  
                  la bocca arcuando carnale*      

In riva tirava una barca
già sazia e spogliata di vele
profumo salmastro indossava
nel luogo di vita nativo
bambina ero pesce incantato
da quei marinai al salpare
sentiero proibito alle donne
severi staccandomi in porto
vietavano a me riguardare
dei maschi il silenzio sicuro
sentire l’odore di forza
di gesti e di veglie su reti
il mare era l’uomo dei sogni
che so intimidente e severo
con chi non lo sa rispettare
passione di infanzia baciare
il gusto salino del vento
in cuore sussulto e avventura
il fuoco del sesso di donne
segreto in Sicilia e mortale
del golfo è fondale interdetto
ma come ignorare e proibire
la vita del mondo sommerso
le grotte i coralli i misteri ?
non senti sfacciati discorsi
ma odori lamenti e languori
vulcani di pelle moretta
finché la notizia degli anni
ha sciolto gli storici lacci
mutando muliebre canzone
da donna ora strappo le cinte
ridendo son pronta a sfidare
un uomo che spinge la barca
toccando le ascelle in richiamo
di fuga con spinta potente
lasciare gli umori di terra
tirati da corsa di vela
simbiosi in due corpi sott' acqua
discorso silente dei gesti
rinasco ma in forma di cernia
che gli occhi sottende addolciti
la bocca arcuando carnale
in sagoma forte e feroce
attiro e spavento i rivali
ma può una cernia stregare?
mi metto a cercar la sua lenza
seguendo la scia del timone
e danzo leggera di pinne
prezioso segugio marino
in rete lo infilo notturna
lui invece è convinto pescare
in tenda mi faccio tirare
mi spoglio da squame lucenti
mostrando la femmina pelle
arsura pregusto vitale
all'esca già guizza il mio luccio
che vibra e rigonfia le branchie
la gola assetata di gola
gli lecco la spalla salata
mordendogli alghe sul petto
ma un talamo voglio stellato
usciamo allacciati alla riva
lambendo eccitata battigia
risacca gelosa a sbirciare
un uomo goduto da cernia
connubio stordente inaudito
il letto graffiante di sabbia
più intensa solletica voglia
con sapido senso nei fiati
avvolta di nudo e sferzata
ma senza di freddo soffrire
secondo natura marina
io fosforescente malia
esprimo e lui insegue il tracciato
rincorsa bramosa in affanno
pupille rinserro in conchiglie
lui schiude saetta di lingua
intingo in saliva la vista
tra rocce ritrosa son piovra
lui affonda il tridente feroce
invitta lo avvolgo di spire
aspiro la forza dai pori
inietto il mio siero drogante
sobbalza e nell’arma si tende
avvinghio la preda in tumulto
tradisco la veste di pesce
ribollo animale di terra
mi involo a un tappeto di spugne
in getto trascino semenza
colore mistero del fondo.

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