Agosto
follemente supertorrido
di Amanzio Possenti

E’ convinzione estesa che in agosto le città e i comuni d’Italia siano stati meno spopolati rispetto agli anni passati: è soprattutto una sensazione e come tale oggetto di dibattito per coloro che parlano di un periodo estivo che, pur tra forti assenze di cittadini nei centri maggiori e minori d’Italia, tuttavia segnalano un vuoto forse non sufficientemente valutato o magari errato.
Che le città abbiano presentato spazi più vivi di presenze è forse ipotesi attendibile, pur nulla togliendo al fatto delle moltitudini di persone si siano recate in vacanza al mare ai laghi ai monti e all’estero, confidando in una fuga dalle città assalite da enormi pressioni di caldo torrido. E così parzialmente può spiegarsi o la sosta - molto contrariata nelle città preda della canicola – o la partenza verso località considerate - ma non era così meno calde – in aree maine o montane.

La condizione climatica mette nelle condizioni di esaminare attentamente la situazione dei centri dove si svolge la nostra vita di fronte ai cambiamenti che burrascosamente modificano le nostre giornate: molto spesso ci ritroviamo a subire temperature tanto elevate e sommamente anomale che ci costringono a relegarci in casa per sfuggirle, soggetti a gradi calore sempre meno accettabili e sempre più provocatorie anche della salute. E non è per niente facile trovare la via di un clima propizio.
E già c’è chi pensa alle condizioni climatiche del prossimo inverno che, secondo alcune voci, dovrebbe profilarsi in abbondanza di freddo, quasi un controcanto ad una estate semplicemente inaspettata nelle caratteristiche in cui si è manifestata o sta continuando fra rinnovato clima caldo e temporaloni devastatori.
Insomma non ci si può più fidare delle tradizioni climatologiche visto il sovvertimento totale delle stagioni. Sta al nostro buon senso e alla capacità di accettare e seguire le follie del clima e contestualmente orizzontarci su cambiamenti che soltanto vent’anni fa erano sconosciuti o comunque ben lontani dalla violenza spesso catastrofica attuale. Ora dobbiamo farci i conti: fin dove è possibile.
