Il Castello di Rocca Grimalda
nel verdeggiante Alto Monferrato, in Piemonte
Il castello
di Amanzio Possenti

Visitare un Castello medievale consente non solo di recuperarne stile architettonico, valore umano e storico e riviverne vita, eventi e famiglie, ma anche e soprattutto di andare oltre le epoche per scoprire meglio il cammino della civiltà, rappresentando esso compiutamente il senso di un tempo, fra proprietà assolute, guerre e battaglie locali, sofferenze dei sudditi, arroganze nonchè appassionati impegni di crescente corresponsabilità. Pur se per la verità storica castelli e castellani non si sono comportati tutti allo stesso modo.

Fra i Castelli con una storia importante e socialmente stimolante si colloca certamente quello visitabile a Rocca Grimalda, amena località dell’Alto Monferrato, provincia di Alessandria, zona collinare intensamente verdeggiante ed attraente, sguardo commerciale e culturale rivolto verso la terra di Genova, luogo con il quale si tessevano fin dal 1200 - epoca dei proprietari del Castello allora in fieri, i Malaspina - i primi rapporti di commercio e di forza nonché autori dell’iniziale ampliamento della costruzione fortilizia, valorizzata per difesa e controllo del territorio .


La lunga e articolata storia che discende dal Medioevo racconta non solo i vari passaggi di proprietà – tra i quali i Malaspina, i Trotti, i Grimaldi, gli Spingardi ed attualmente i genovesi De Rege – bensì l’allargamento, il miglioramento e il consolidamento del castello, famoso anche perché durò oltre 200 anni come feudo della famiglia Grimaldi: si tratta della nobile famiglia genovese originaria dell’attuale principe Alberto II° di Monaco, venuto in tempi recenti, in forma ufficiale, a rendere omaggio ai suoi avi vissuti nel Castello della Rocca e accolto con giubilo dalla popolazione, dall’amministrazione e dal sindaco Vincenzo Cacciola che gli ha dedicato una preziosa lapide-ricordo affissa a memoria dell’evento, sui muri di cinta del maniero.

Oggi il Castello - che si erge maestoso e imponente all’ingresso dell’abitato, un colpo d’occhio invitante ancor più nell’itinerario estivo - si presenta nel modo migliore e fortemente accogliente grazie alla famiglia genovese De Rege (quattro delle sei sorelle, Anna Giulia, Francesca, Giovanna e Clotilde, con le rispettive famiglie che, avendolo acquisito circa una trentina di anni addietro, ne ha fatto un luogo speciale di accoglienza, di storia e di cultura custodite e tramandate: le sorelle Anna Giulia e Francesca De Rege ne sono le entusiaste animatrici e sostenitrici del valore di coinvolgimento popolare, ospitando i sempre più numerosi visitatori e frequentatori e accompagnandoli nella struttura.


La visita mostra gli splendidi giardini, l ’antica torre-prigione, i saloni, la biblioteca, la cappella, un mirabile balcone che guarda sulla valle, una preziosa meridiana, un albero maiuscolo e ultracentenario, i molti dipinti e le preziose stampe affisse qua e là, tra sguardo al passato, lavoro nelle vigne, commerci e misteri, accogliendo turisti in vacanza negli appartamenti a disposizione di chi volesse fruirne oltre a quelli delle comproprietarie, mentre la sorella Giovanna, è addetta alle vigne. Complessivamente la famiglia, molto unita e che conta 27 nipoti, rappresenta un esempio di identità e di dedizione singolare alla realtà del Castello, situato nell’Alto Monferrato, zona piemontese ricchissimo di Castelli, tutti meritevoli di visita attenta e dove ci si trova volentieri a tu per tu con la bellezza paesistica e la poesia della campagna.


Incontrare il Castello di Rocca Grimalda - angolo di quiete campestre pur con il suo cipiglio di severità, a pochi chilometri da Ovada, grazioso capoluogo della Valle dell’Orba - è un momento di evasione culturale, che per noi che viviamo momenti di inquietudine e di incertezza in un’umanità sconvolta da guerre e violenze può significare fascino e meraviglia nel ritorno ad un passato che, pur fra antiche prepotenze, può tuttavia insegnarci molte cose sul rivivere il Bello e l’armonia della convivenza: soprattutto il dono di una pace condivisa con i cittadini di Rocca Grimalda e i visitatori desiderosi di un’oasi così rasserenante.


