#381 - 1 luglio 2026
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, il giornale và in ferie - questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 31 AGOSTO, quando il PRIMO SETTEMBRE lascerà  il posto al numero 382. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di SATIRA - Nasciamo nudi, umidicci ed affamati. Poi le cose peggiorano - Chi non sà ridere non è una persona seria (P. Caruso) - l'amore è la risposta ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande (W. Allen) - Ci sono persone che si sposano per un colpo di fulmine ed altre che rimangono single per un colpo di genio - Un giorno senza una risata è un giorno sprecato C. Chaplin) - "Il tempo aggiusta ogni cosa" Si sbrigasse non sono mica immortale! (F. Collettini) - Non muoverti, voglio dimenticarti proprio come sei (H. Youngman) - La differenza tra genialità  e stupidità è che la genialità ha i suoi limiti (A. Einstein). -
Arte

Roma - Spazio eCampus

Trame invisibili

Visioni al femminile tra materia, memoria e connessione
Opere di Bianca Coggi, Paola Piatti, Luisa Valeriani, Manila Vitale

di Cinzia Folcarelli

Quattro artiste contemporanee, ognuna con la propria formazione artistica e vissuto personale espongono le loro opere nella sede romana dell’Università eCampus, in Via Matera 18, fino al 31 agosto 2026, in un dialogo – confronto stimolante ed emozionante. Il titolo scelto per questa esposizione “Trame invisibili. Visioni al femminile tra materia, memoria e connessione” riassume al meglio le dinamiche artistiche della mostra stessa sottolineandone i contenuti. Perché? Perché in ogni opera troviamo una trama e un ordito che creano la composizione, sia essa astratta o figurativa. All’interno di ogni opera la storia che l’artista vuole raccontare o il messaggio che vuole trasmettere cerca di uscire allo scoperto dialogando con lo spettatore.

Trame invisibiliTrame invisibili

Sono donne, si conoscono già da tempo e hanno già esposto insieme e questo rappresenta una ulteriore connessione tra loro. La materia è protagonista nelle opere di tutte e quattro, anche in quelle più “concettuali”.
Nelle opere di Bianca Coggi questo è sicuramente evidente perché l’artista fa uso di stratificazioni di colore unite a materiali eterogenei come metalli, foglia d’oro e reperti simbolici. Ciò è anche evidente nei lavori di Paola Piatti che sono installazioni realizzate con molteplici materiali, dal filo di lana alle bustine da tè che l’artista trasforma in "anime parlanti".
Anche nei dipinti di °°Manila Vitale, in cui mondo reale e mondo onirico si fondono, ci sono degli inserti materici come foglie e fiori essiccati e foglia d’oro.
Ma la componente materica affiora anche nei lavori “concettuali” di
Luisa Valeriani** perché le parole scritte sulla tela risultano aggettanti e sensibili alla luce.

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La memoria vista come trasposizione del proprio vissuto personale e del tempo trascorso è insita in ogni manifestazione artistica e in questa mostra è resa in vari modi, anche distanti tra loro proprio perché i percorsi e i trascorsi artistici delle quattro partecipanti sono molto diversi tra loro. In particolare la “stratificazione della memoria” è propria delle opere di Bianca Coggi.

La connessione è un concetto che ognuna di loro ha fatto proprio ed elaborato chi in maniera più diretta e chi in modo più velato ma ugualmente efficace. Dalla connessione “fisica” delle opere di Paola Piatti alla connessione “intellettiva” tra parole di Luisa Valeriani passando per la connessione “materica” di Bianca Coggi e “interpersonale” di Manila Vitale che mette in gioco sé stessa nelle sue opere anche fisicamente.

Diverse anche le tecniche artistiche utilizzate dalle quattro artiste. Bianca Coggi utilizza materiali più “pesanti” come cemento e legno su cui interviene con i colori acrilici, mentre Paola Piatti si esprime con l’arte tessile e utilizza materiali più “leggeri” come fili di lana, stoffa, le già citate bustine da tè, etc. Le opere di Luisa Valeriani sono realizzate ad acrilico e tecniche miste su tela mentre quelle di Manila Vitale sono collage fotografici realizzati anch’essi con tecniche miste.

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Bianca Coggi è architetto, artista contemporanea e curatrice di mostre ed eventi artistici. La sua ricerca nasce dall'incontro tra il rigore della progettazione architettonica e la libertà espressiva della sperimentazione materica. Attraverso stratificazioni di colore, metalli, foglia oro, reperti simbolici e materiali eterogenei, costruisce opere che raccontano la memoria, il tempo e le trasformazioni della materia, sviluppando un linguaggio personale fondato sul concetto di “stratificazione della memoria”.
La sua produzione artistica si caratterizza per un dialogo costante tra spazio, architettura e paesaggio, dove superfici pittoriche e elementi tridimensionali diventano tracce di epoche diverse, testimonianze di energie sedimentate e cartografie emotive in continua evoluzione.
Nel 2026 è stata inserita nell’Atlante dell’Arte Contemporanea edito da Giunti Editore. Le sue opere sono state esposte in mostre personali e collettive in Italia e all’estero, tra cui Bruxelles, Berlino, Roma, Valmontone, Bomarzo e Sperlonga.
Tra gli appuntamenti più significativi del suo percorso si distinguono la mostra personale presso Palazzo Doria Pamphilj di Valmontone, l’esposizione presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma per il Gruppo FS Italiane, la partecipazione alla Fiera Internazionale Innotrans di Berlino e la curatela e la partecipazione nella collettiva Il Tempo Vola presso l’Ex Mattatoio di Roma.
Parallelamente svolge la professione di architetto presso Roma Capitale, occupandosi di programmi complessi di rigenerazione urbana, impiantistica sportiva e partenariati pubblico-privati.

Manila Vitale è un'artista poliedrica di origini mantovane e salernitane. Ha vissuto in Turchia, Olanda e Irlanda, arricchendo il suo bagaglio espressivo con le suggestioni dei luoghi e delle persone incontrate nei suoi viaggi. La sua produzione artistica è ricca e non limitata alla tela, ma trova sfogo anche in murales di grandi dimensioni e cortometraggi. Dopo anni di intensa sperimentazione artistica, Manila Vitale approda alla sua tecnica più matura, il collage a tecnica mista, regalandoci opere in cui la realtà senza filtri abbraccia il mondo del sogno, dell'emotività, della violenza e della solitudine. È lei la protagonista degli autoscatti fotografici attorno a cui fanno perno le sue opere. L'artista si offre nuda, vulnerabile e umana allo spettatore, in un atto di intima generosità. Pur nascendo dall'esperienza privata, le sue opere toccano temi universali, trasformando lo spazio espositivo in una performance di protesta in cui l'artista non nega di regalarsi allo spettatore.

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Paola Piatti nasce nel 1963 a Colleferro. La sua formazione è un intreccio poliedrico di discipline: si diploma all’Istituto d’Arte, consegue la laurea in Teologia, contemporaneamente, ottiene il diploma di maestra per la scuola dell’infanzia e si specializza in arte terapia.
Nel 2011, l’incontro con l’artista Cecilia Bossi segna la nascita del progetto Pi&Ci, che spinge la sua ricerca verso le nuove frontiere della Video Art e dell’installazione immersiva.
L'arte di Paola Piatti è profondamente concettuale. Gli oggetti quotidiani non sono semplici materiali, ma diventano un'"anima che parla". Attraverso l'osservazione della loro ripetizione abituale, questi elementi si trasformano in forme plastiche o pittoriche. Ultimamente, l’artista ha iniziato a utilizzare il filo come fulcro della sua espressione. Il filo non è solo un materiale, ma un potente simbolo di:
Legame e Connessione: Una trama che unisce il passato al presente, l’io interiore al mondo esterno, cucendo ferite e riparando memorie.
Identità Femminile: Un richiamo ancestrale al tessere e al filare, gesti che rimandano alla pazienza, alla cura e alla costruzione silenziosa di reti di resistenza. Traccia Fragile ma Tenace: Un segno che attraversa lo spazio come un disegno tridimensionale, capace di delineare percorsi esistenziali e labirinti emotivi, trasformando la fragilità del cotone o della lana in una forza visiva d’impatto.

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Luisa Valeriani nata a Roma nel 1981, è un'artista autodidatta che ha sviluppato un linguaggio visivo personale in cui scrittura, simbolo e figura si fondono in una ricerca dedicata all'identità, alla memoria e alla libertà individuale. La sua poetica affonda le radici nel Romanticismo tedesco, nel Simbolismo e nelle eleganti linee dell'Art Nouveau, reinterpretate attraverso una sensibilità contemporanea che unisce parola, materia e immagine.
Le sue opere sono state esposte in mostre personali e collettive in Italia e all'estero, tra cui Roma, Milano, Portofino e Atene. Nel 2021 viene selezionata tra i "2022 Artisti Emergenti su cui investire" da Exibart e inserita nell'Atlante dell'Arte Contemporanea De Agostini. Nel 2022 entra inoltre nel Catalogo dell'Arte Moderna Giorgio Mondadori.
A partire dal 2021 introduce la fotografia come elemento integrante della propria ricerca artistica. L'immagine fotografica diventa una base su cui intervenire, dando origine a opere stratificate che ampliano il dialogo tra realtà, memoria e percezione.
Dal 2024 la sua ricerca compie una svolta significativa: la scrittura manuale diventa elemento strutturale dell'opera e non semplice supporto narrativo. Parole, numeri e simboli vengono trasformati in materia pittorica, creando nuovi lavori che indagano i meccanismi della percezione, dell'omologazione sociale e della costruzione dell'identità personale.
Negli ultimi anni la sua ricerca si è orientata verso una riflessione sempre più profonda sul rapporto tra individuo e società contemporanea. Attraverso installazioni immersive e le sue opere, Luisa Valeriani indaga il valore della scrittura come gesto di resistenza all'omologazione digitale e come strumento di consapevolezza. Ogni segno tracciato a mano diventa testimonianza dell'unicità dell'essere umano: irripetibile, fragile e autentico.
Tra i progetti più recenti si distinguono la mostra personale Oltre Me (2025) e la personale Segni di Libertà (2026), percorso espositivo che sintetizza la sua ricerca sul linguaggio, sull'identità e sulla responsabilità individuale nel mondo contemporaneo.

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  • info: cinzia.folcarelli@gmail.com
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