#381 - 1 luglio 2026
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, il giornale và in ferie - questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 31 AGOSTO, quando il PRIMO SETTEMBRE lascerà  il posto al numero 382. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di SATIRA - Nasciamo nudi, umidicci ed affamati. Poi le cose peggiorano - Chi non sà ridere non è una persona seria (P. Caruso) - l'amore è la risposta ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande (W. Allen) - Ci sono persone che si sposano per un colpo di fulmine ed altre che rimangono single per un colpo di genio - Un giorno senza una risata è un giorno sprecato C. Chaplin) - "Il tempo aggiusta ogni cosa" Si sbrigasse non sono mica immortale! (F. Collettini) - Non muoverti, voglio dimenticarti proprio come sei (H. Youngman) - La differenza tra genialità  e stupidità è che la genialità ha i suoi limiti (A. Einstein). -
Teatro

Continua sul nostro giornale la pubblicazione dei video di
grandi attrici che interpretano i racconti tratti dal poema

Mi svelo ma in animo nuda

Le storie del corpo che ogni donna può raccontare

di Antonio Bruni

Ogni persona custodisce, nel profondo della memoria, un vissuto del corpo, esemplare della propria identità. Quel pensiero è in lei presente, è raro che ne parli, può restare custodito o inconsapevole nell'animo ma può svelarsi, se ad ascoltare c'è un poeta.
Nasce così "Mi svelo ma in animo nuda". Sono novanta le donne che compongono il poema di Antonio Bruni scritto in versi novenari e corredato da cori e da canzoni, storie vere di vita sessuale di donne normali, raccolte dall’autore con interviste personali e trascritte in versi per renderle più delicate nella loro crudezza. I racconti sono immediati nella loro intimità, senza omissioni. Solo le donne sanno essere sincere con sé stesse.
L’opera, pensata per essere stampata in un libro, è stata invece pubblicata a voce in scena. Venticinque letture dal 2002 al 2017 in teatri, locali, televisioni, piazze. Sono cinquantadue le interpreti di Mi svelo… dal 2002 al 2017.

Oggi vi presentiamo Roberta Marcucci, brillante attrice di cinema e teatro, che interpreta “Un’ora”. Una pittrice incontra dopo anni un suo compagno di scuola. Passano insieme una notte rivivendo quel loro amore mancato.
Lettura del 22 aprile 2017 al Teatro Belli di Roma per la regia di Antonio Salines.

https://youtu.be/ZH31Q2vjwuE

lettura del 23 aprile 2017
https://youtu.be/iJzLvHjL9oI

SECONDO CORO DECIDERE IN ANIMO SVOLTA canto n.15

Non può appartenermi che Un'ora
la strada mia è stata da sola non altra ora chiedo alla sera

"Di baci tu fosti maestra
la prima e la bocca è la stessa"
uguali parole ripeto
di baci tu fosti maestro
il primo e la bocca è la stessa
incredula assaggio conferma
di venticinque anni l'assenza
ragazzi lasciato il liceo
un laccio accennato tra noi
soltanto attrazione e quei baci
poi i versi segreti d'amore
ignoti a vicenda e impetuosi
allora fuggivo legami
ambivo pittrice affermarmi
tranciai quell'affetto nascente
l'incontro per caso a una festa
da soli ora in casa parliamo
intera la notte di noi
si squarcia la tenda degli anni
ci siamo spogliati dei fatti
vissuti lontano diversi
in nudo riappare attrazione
con l'alba che stretti ammiriamo
a renderci in luce ragazzi
il giorno le bocche incoraggia
poi in furia a strapparci i vestiti
con occhi avvolgenti lo tocco
più lunghe le gambe di atleta
poi i fianchi sottili del salto
dorsali percorro e disegno
i tendini i muscoli e gli arti
gli spasmi del corpo in tensione
rilievi e pelurie gli accenni
di urgente ossatura del petto
ombreggio e accarezzo gli sfumi
intatti i volumi gli plasmo
la testa maggiore e pesante
cortissimi e neri i capelli
riflessi di sguardo corvino
su tutto è il sorriso di allora
che torna vincente immediato
cervello profondo e sarcasmo
fin troppo imperioso esigente
da darmi rivolta immediata
rivale nell'essere guida
ricordo alla scuola del nudo
guardavo e scartavo i modelli
a lui ritornava la mente
in spiaggia saltava al pallone
gli scatti torsioni le guardie
immagini quasi ossessive
tracciavo in segreta ricerca
il mio professore: "che sbaglio !
ha un corpo diverso il modello "
vestivo e muovevo da maschio
guardavo e non ero guardata
nel fisico altrui proiettavo
pulsioni mie interne schermivo
poi venne la svolta di amore
mi prese un artista collega
a rendermi corpo fu primo
amante scultore strappando
il panno adagiato alle membra
guardarmi toccarmi impazziva
divenni sua sola modella
in gabbia su di un piedistallo
qualche anno poi feci rivolta
appresi i miei sensi esternare
a farmi pittore a me interna
è l'alba di nuovo una svolta
modello ora questa figura
vivente risponde alle impronte
è tutto il percorso che amo
creatura che avverto in me stessa
un figlio un progetto scultura
risento vibrare il suo genio
quel lampo di intuito febbrile
che tutti lasciava stupiti
io scelsi di stargli lontana
per rendermi libera in dire
quell'arte sposata mi invade
risento ora assenza dell'altro
un maschio compagno e pur figlio
è grande il momento del giorno
la strada mia è stata da sola
incontro l'arcangelo e vola
non può appartenermi che un'ora
la notte in attesa e l'aurora
che ha sciolto alle bocche parole
non altro ora chiedo alla sera.

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