#380 - 15 giugno 2026
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curiosità

Il Pavone

di Roberto Bonsi

In un tempo ormai davvero molto lontano, c’era la Corte del Pavone, che altri non era che il numeroso seguito dei dignitari dell’imperatore dell’Iran (n.d.a.: Antica Persia) Mohammad Reza Pahlavi. C’era una sorta di “pace armata”, attraversando le lunghe e spesso sconnesse strade e per gli sterrati del suo regno, ed egli dopo parecchie vicissitudini fu ingloriosamente defenestrato, fuggendo nottetempo dal suolo patrio, e con tutti gli altri suoi augusti familiari.

Scrivendo di questa Corte ci vengono così in mente i pavoni reali, quelli dalle piume bluastre, ma anche del colore del bronzo, ed il verde smeraldo.
Gli stessi sono riconoscibili per il loro meraviglioso movimento semicircolare, quello della loro sontuosissima coda, la famosa “Ruota”, e questi sono sparsi qua e là per il mondo intero, mentre nel nostro caso popolavano e forse popolano ancora, la magnifica Sede imperiale dell’augusto Sovrano sopra citato.

Il Pavone

Seppur in breve, abbiamo descritti i colori del piumaggio del pavone maschio, mentre la femmina, cioè la pavonessa è avvolta da penne di color marrone, grigie e nere. Questi animali sono apparsi prepotentemente alla ribalta italiana ed internazionale per via dello “Strombazzato” “Casus-belli” di Punta Marina, la frequentata stazione balneare non lontana dalla città di Ravenna, la bella ed antica “capitale dei mosaici".
Che dire invece, ed in breve, di questo singolare e rumorosamente acuito fattaccio che ha per ignari protagonisti proprio questa specie animale. I residenti fuor di stagione e gli stanziali di questa amena località, si sono così trovati in netta contrapposizione tra di loro, proprio a causa del numero assai elevato di pavoni reali e di pavonesse, che di volta in volta hanno popolato il summenzionato territorio, “figliando” così a dismisura.

Il loro caratteristico verso a volte piacevole, ma a lungo andare irritante e fastidioso, se non micidiale paupulare, specie nel cuore della notte, ed anche nelle prime ore del mattino, ha resi così insonni i malcapitati abitanti di questo prima di allora rilassante “resort” adriatico. Che dire, che fare???. Questo anche quando le Autorità preposte, noi diremmo come al solito, “fanno parecchie orecchie da mercante”. Perché, dunque, non fare in modo di separarli, ed almeno una dozzina alla volta, trasferirli, in parchi tematici, in qualche giardino zoologico oppure nei giardini di case private, seguendo la richiesta o la volontà dei proprietari.
Noi li vediamo anche nel non lontano Boscone della Mesola in provincia di Ferrara, oppure sempre nel ravennate, e nella sua Oasi di Sant’Alberto, od in generale nelle Valli di Comacchio, nel Delta del Fiume Po o nella laguna veneta. Si ritiene sia necessario definire una volta per tutte, con questa singolare, ma si crede anche non inedita “storiaccia”.

Il Pavone

Ora però descriviamo al meglio i nostri amici a due zampe, e la loro incommensurabile “Ruota”. Il pavone reale o pavone blu, noto anche come pavone indiano, è un grosso uccello appartenente alla famiglia dei fasianidi. La sua lontana origine lo pone dentro le foreste dell’India, nello Sri Lanka sull'isola di Giava, nel Myanmar (n.d.a.: L’antica Birmania), ed anche altrove. Esso era già perfettamente conosciuto nell’antica Grecia. I romani invece lo usavano come ornamento, e per la presunta prelibatezza della sua carne e delle relative uova.
In natura questo uccello esotico detiene un comportamento similare a quello del gallo cedrone, e nella fattispecie tende ad essere poligamo. Ogni pavone ha per sè almeno cinque pavonesse. In primavera le femmine depongono dalle 4 alle 9 uova, e l’intera “Covata” dura all’incirca un mese, per la precisione 28 giorni.
Per questo animale, la possibilità di volare è assai limitata. Pensate che riesce a posarsi, ad esempio, su di un edificio di almeno tre piani, e nulla più. Per il resto del suo tempo lo si vede come un grande … “camminatore” pur in uno spazio decisamente ridotto.

Un ricordo personale con i miei cari: Si era in piena estate in vacanza sull'Appennino bolognese. Il paese era Villa d'Aiano, nei pressi della “Linea Gotica”, ed in cima ad un colle che sovrasta il piccolo paese, ecco Casa Vignudini, dove si era alloggiati, e lì nel prospiciente ampio campetto si muovevano con aspetto regale, due pavoni, un maschio ed una femmina. Che spettacolo, e qui lo ribadiamo, la “ruota” del primo. Questa fu forse l'unica volta che vidi dal vivo due stupendi esemplari di questa specie animale. Gli stessi in genere sono amichevoli, ed il gruppo di solito rimane vicino al maschio dominante, che ne assicura la sicurezza e che perlopiù guida i restanti negli spostamenti, e qui ci ripetiamo, di fatto non troppo perimetrali.
La dieta di questo splendido animale è praticamente pari a quella del pollo. In cattività il pavone vive in media per 23 anni, mentre nel suo normale “habitat”, per quindici anni. In Indocina vive e prospera il pavone verde, questo per via del colore predominante del suo piumaggio. Vi sono anche il pavone bianco e quello pezzato, ma questi sono solo incroci di razze.

Nel mondo antico o meglio nella mitologia greca e romana, i pavoni erano il significativo simbolo accostato alla Dea Era/Giunone. Il pavone di suo resta il simbolo della bellezza, della spiritualità, della resurrezione e dell’immortalità, ma rappresenta anche l’essere vanesio, la maestosità e la superbia. Si dice che i pavoni portino molta fortuna e tanta prosperità, questo per le varie culture del nostro piccolo mondo. In Occidente però la sola sua piuma viene indicata come un elemento che porta sfortuna, questo per via dell’occhio (n.d.a.: Occello), che è ben rappresentato al centro della piume stesse, ed è per l’appunto un sentore di maleficio. Traducendo però tutto il resto in poche parole, il pavone è anche considerato come il simbolo di ogni cambiamento in positivo. Questo bipede è un abile cacciatore di serpenti velenosi. Pensate che riesce ad ingerirli senza essere contaminato dal loro veleno.
Di solito questi animali non sono affatto pericolosi per l’uomo, salvo i rari casi che li pone all’eventuale difesa dei loro pulcini. Il pavone come Ordine viene denominato come Galliforme. Quando fa la “ruota”, ed apre così a ventaglio il suo iridescente caratteristico piumaggio, compie questo atto per corteggiare la pavonessa di turno.

Il Pavone

Torniamo per un istante ai pavoni dell’Antica Roma. Dovete sapere che nei Musei capitolini esiste un’ epigrafe che recita così: -ABEMUS IN CENA PULLUM, PISCEM, PERNAM, PAONES”-.; -”Abbiamo per cena, pollo, pesce, prosciutto, pavone”-. Dunque, la carne di pavone risulta essere così commestibile, ma la sua è considerata di scarsa qualità, e non è usanza delle nostre tavole consumarne. Ha un sapore decisamente dolciastro, e sa per l’appunto di ben poco, se non abbondantemente speziato. Carne dura e stopposa, richiederebbe una cottura assai prolungata, da farsi in umido oppure come stracotto.

Una domanda ai miei cari amici lettori!?. Secondo voi i pavoni messi in un apposito recinto possono ben convivere con delle galline?. La risposta non tarda ad arrivare, e corrisponde ad un secco no, in quanto specie durante la pavoniana stagione degli amori, i pavoni possono uccidere a suon di becco le improvvide galline. Di solito il pavone maschio adulto, viene a pesare dai 4 ai 6 kg, mentre la femmina, anch’essa adulta, si attesta sui 3 o 4 kg. Il pavone più raro che possa esistere è quello bianco, che non è albino come erroneamente lo si descrive, bensì è un animale che possiede la peculiarità del “leucismo” (n.d.a.: rara anomalia genetica che provoca una totale o parziale perdita della pigmentazione [nel pelo, nelle piume o nella pelle).

Il Pavone

I pavoni o vanno principalmente a riposare, oppure a dormire, sopra i rami degli alberi, specialmente in quelli più decisamente alti. Gli stessi non temono il freddo e possono resistere anche a temperature molto rigide, comprese quelle “sottozero”. Un pò temono l’umidità, il vento freddo e le correnti d’aria. Di per sé il pavone non è affatto un animale intelligente, ed è molto facile nel farsi condizionare, in quanto regolarmente tende a ripetere le medesime azioni. I pavoni, abbiamo già scritto, sono animali ornamentali per l’uomo, e gli stessi sono oltremodo utili, in quanto da animali onnivori quali sono si nutrono di insetti. di larve, di roditori di piccola taglia, e per l’appunto anche di rettili, perché ogni pavone è persuaso di avere la coda più bella del mondo. La conseguenza di ciò è che i pavoni sono animali pacifici”-: (Bertrand Russell. filosofo e scrittore). In quel di Punta Marina, non da oggi nell’occhio del ciclone per i pavoni, gli stessi …”passeggiando” per le vie del borgo marino, si specchiano nella vernice e nella smaltatura delle auto parcheggiate, così le beccano, rovinando la carrozzeria, -” in quanto credono che ciò che viene a specchiarsi sia un loro simile, bipede per natura. -”In questo vizio della [vanagloria], si ritiene il pavone più che altro animale sottoposto, perché sempre si contempla nella bellezza della sua coda, quella allargata in forma di rota”-. (Leonardo da Vinci) Inventore, scienziato, pittore ed artista.

Il Pavone

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