#380 - 15 giugno 2026
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, il giornale và in ferie - questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 31 AGOSTO, quando il PRIMO SETTEMBRE lascerà  il posto al numero 382. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di SATIRA - Nasciamo nudi, umidicci ed affamati. Poi le cose peggiorano - Chi non sà ridere non è una persona seria (P. Caruso) - l'amore è la risposta ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande (W. Allen) - Ci sono persone che si sposano per un colpo di fulmine ed altre che rimangono single per un colpo di genio - Un giorno senza una risata è un giorno sprecato C. Chaplin) - "Il tempo aggiusta ogni cosa" Si sbrigasse non sono mica immortale! (F. Collettini) - Non muoverti, voglio dimenticarti proprio come sei (H. Youngman) - La differenza tra genialità  e stupidità è che la genialità ha i suoi limiti (A. Einstein). -
Fotografia

Grecia

Di Franco Pivoli

Fotografie di Guido Alberto Rossi

5000 isole, la scusa meravigliosa di Ulisse per giustificare un vagabondaggio di 20 anni verso la paziente Penelope.
La mia barca si chiama Ulisse, per me da sempre un mito che dalle scuole medie mi ha fatto sognare di poter navigare in questi mari.

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Poi da 10 anni in giro nel Meltemi, forte, costante, rigoroso e totalitario. Ti coinvolge in tutte le ore del giorno, ti obbliga a stare vigile, ti coinvolge come fosse un padre che pretende da te sempre qualcosa in più. Magnifico!!

Si parte dalla Sicilia, anche lei molto greca, e si arriva alle isole Ioniche, Corfù, la prima, grande marina, piena di Italiani, per me poco greca, tutti scappati dalla Croazia che da quando è entrata nell’euro è diventata cara.

Poi si scende a Cefalonia, a Argostoli il portolano avvertiva di non dare mance all’ormeggiatore perché se le beveva tutte. isola piena di ricordi terribili, il monumento ai caduti italiani da ancora una stretta al cuore fortissima, poi lasci la tristezza e i colori di Zacinto di abbagliano, la nave incagliata sulla spiaggia è ormai una meta impossibile da raggiungere, troppe barche.

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Verso il canale di Corinto, con il golfo che lo raggiunge, due posti che vale la pena di vedere, Mesolongi, laguna con un canale di 1 mg per arrivare alla marina, ci si lascia la barca come se fosse nel garage sotto casa, grande produzione di Bottarga che non viene seccata come quella sarda ma ricoperta di cera così da rimanere morbida.

Passato il ponte, bisogna chiamare via radio, ti danno le istruzioni dove passare, entrando sulla sinistra c’è Lepanto, sede della famosa battaglia, il porto è grande come una stanza, con la mia barca ci sono entrato a fatica. molto affascinante pensare che si sono affrontate due glotte di centinaia di navi, ma come ci stavano?

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E si arriva a Corinto, sempre che le condizioni meteo non siano terribili, nel golfo di Patrasso ci sono raffiche molto violente, si comincia a respirare un po’ l’aria greca. Il canale è stato inaugurato nel 1893 ma pensato già dai romani, anche Cesare e Nerone lo volevano ma non era stato realizzato per la complessità tecnica. Passare la prima volta ti chiedi come possano stare sulle rive e come facciano a passarci navi da crociera, è strettissimo, niente a che vedere con Panama o Suez. All’uscita si paga, e non è proprio a buon mercato ma il periplo del Peloponneso in alcuni mesi dell’anno può essere molto pericoloso, nella Seconda guerra mondiale due nostri caccia, lo Scirocco e il Lanciere affondarono per le pessime condizioni del mare al largo di Capo Matapan, oltre a quelli che furono affondati dagli inglesi nella battaglia di capo Matapan, in sintesi meglio starci alla larga e passare per Corinto.

Il golfo di Atene ha due isole interessanti, Salamina, famosa per la battaglia di 2500 anni fa dei greci contro i Persiani, vinta per l’abilità navale dei greci, giocavano in casa! Aegina, famosa per i Pistacchi, porto comunale affollato ma a destra del porto ottimo ormeggio, praticamente un parcheggio!

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Da Aegina diretti a Est, capo Sounio, famoso tempio di Apollo, vale un tramonto. Poi si comincia a sentire il Meltemi, traverso verso Kea, si scende a KItnos dove cè un’itzmo nella pare Ovest dove si ormeggia il mondo, ma ne vale la pena, Fikiada.
Da qui l’imbarazzo della scelta, se si va più verso nord est Mikonos, infrequentabile, peggio di Piazza. Del duomo alla Vigilia di Natale, affascinante per la vita notturna ma io refrattario, per vedere il tramonto c’è una folla come allo stadio.

Scendendo a sud Naxos, Paros, grandi isole da visitare con il motorino, a sud di Naxos Shoinousa, magnifica, come Koufonisi. Amorgos, famosa per il monastero scavato nella roccia, ma molto di più per le raffiche di vento Adiabatico (viene dall’alto della montagna), sottovento è pazzesco, io ho preso più di 50 nodi quando sopravvento ce n’erano 15 postaccio sottovento ma ottimo ormeggio sopravvento nella punta Ovest,

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In alternativa si può decidere di non andare ad Amorgos ma puntare su Santorini, magnifica location a terra, in barca meglio lasciarla a Ios, e andarci con il traghetto. Oltre la caldera e Thira, affascinante la parte est è coltivata, c’è una fabbrica di birra e anche delle cantine di vino locale, in una ho trovato una bella esposizione di un artista locale. A sud dell’isola un porto, impraticabile, pieno di Charter locali che portano i turisti a vedere il tramonto, una processione infinita.

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Un posto magico è Levita, tra Amorgos e Leros, ci abita una sola famiglia, hanno un fiordo con boe, non prende il telefono, ti fanno da mangiare solo prodotti loro, ho fatto il mio 70’ compleanno, assolutamente da vedere sperando che rimanga così.
Poi Leros, base dei nostri idrovolanti, la città di Lakki costruita e disegnata dagli architetti Petrakko e Bernabito negli anni 30 quando avevamo il controllo del Dodecaneso, è un esempio dell’architettura razionalista. La baia è molto riparata e nella parte Nord c’è un magnifico ridosso, Isola Arcangelo.

A sud Kalimnos, l’isola degli arrampicatori, vengono da tutto il mondo per arrampicare le pareti rocciose che sono state attrezzate, 300 ferrate mi dicono, io non ci ho mai provato ! la città principale è a sud e all’inizio del secolo scorso era molto importante perché serviva come punto di riferimento delle navi , andavano a carbone !.grande porto molto attrezzato , poi si va a Kos vecchio porto , di fianco al castelllo, in città dove c’è il famoso albero di Ippocrate e tanti turisti, Aeroporto internazionale.

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Scendendo ci si deve fermare a Nisiros, la più grande caldera a livello del mare. Il vulcano è ancora attivo, fumarole e zolfo, bellissima passeggiata.
Di fronte un’isola di Pomice, sassi che galleggiano, in piena attività, da un anno all’altro il profilo cambia, l’acqua è trasparente, quando ci si tuffa non si sa dov’è. Simi, il fiordo del paese, attrezzato con boe è bello e rumoroso, meglio ancorare a Pedi e prendere il bus che ogni ora ti porta in paese, molto turistico arrivano traghetti da Rodi tutte le mattine e scaricano migliaia di persone, come a Porto Fino.

Infine, Rodi, anche se non abbiamo toccato molte isole magnifiche, ma ci vorrebbe l’odissea per raccontarle tutte, Rodi grande Isola con la città vecchia chiusa dalle mura, fino a poco tempo fa molto abitata, adesso B&B l’hanno desertificata, Il palazzo dei cavalieri restaurato dagli italiani in previsione di una visita del Re e di Mussolini , che non sono mai venuti , è da vedere, come le terme di Kallithéa, sempre fatte da noi. La costa a Sud est è piena di grandi alberghi, molto americani e di conseguenza turismo di massa, Rodi città ha mediamente due se non tre navi di crociera al giorno, per sfuggire a tutto ciò vale una gita all’interno, da vedere la valle della farfalle a giugno è uno spettacolo inaspettato.

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