Il pino loricato
L'albero degli dei
di Roberto Bonsi
Giovedì 12 marzo 2026 è uscito in contemporanea in tutte le sale italiane, una notevole pellicola cinematografica prodotta, diretta e recitata dal comico lucano Rocco Papaleo, che è anche un buon cantante, In poche parole un personaggio eclettico.
Il film si intitola: “Il Bene Comune”. il quale non è altro che il senso di empatia, di conoscenza e di positività nei sentimenti, tra persone che si conoscono ed anche non.
La nuova “fatica” del Papaleo si intreccia in una non breve escursione pedestre nei luoghi del Pollino calabro-lucano, alla ricerca del Pino Loricato, che non è altri che un particolare tipo di albero... ed ora vi scriviamo il perchè. Buona visione per il film che vi si consiglia di andare a vedere, in quanto è significativo con questo suo richiamo al “green”, alla natura ed ai buoni intenti al riguardo dei sentimenti sopra espressi.


Che tipo di albero è il Pino Loricato, che seduta stante vi facciamo conoscere con questa modalità non verbale che è la scrittura?.
Il nostro albero è noto anche come pino di Heldreich (Pinus heldreichii), oppure come pino bosniaco, ed esso è una specie della famiglia delle Pinacee, ed è largamente diffuso sulle montagne della parte sud-orientale del nostro “Vecchio Continente”.
La sua raffigurazione, il suo regale portamento sul terreno aspro delle montagne di quelle zone è di tipo conico-espanso, ed esso può benissimo raggiungere i 20-35 metri, ed il diametro del suo tronco è di due metri circa. La sua corteccia si presenta molto spessa, con dei colori che vanno dal rossastro, al grigio e al marrone, e si fessura in sue ampie scaglie che donano al tronco in questione un simil aspetto alla lorica squamata, il corpetto a scagliette metalliche che nell’antichità veniva opportunamente indossato da alcune categorie di legionari dell'antica Roma, da qui il nome di pino loricato.


Il suo fogliame è di tipo aghiforme, e lo stesso è lungo dai 4 ai 5 cm. con una persistente guaina, e riunito in mazzetti da due, di colore verdognolo. I fiori del pino loricato si chiamano sporofilli e crescono in un periodo che va dai mesi di maggio e di giugno. Gli stessi sono suddivisi in macrosporofilli, che sono a forma di cono e sono rossastri alla estremità del rametto. Vi sono poi i microsporofilli, i quali sono anch’essi a forma di cono, sono giallastri di colore, e sono riuniti in folto gruppo alla base del rametto. Il pino loricato è molto diffuso nella Bulgaria sud-occidentale, in Bosnia-Erzegovina,. nella Macedonia del Nord, in Albania, ed in Serbia, senza però dimenticare che si trovano anche nella penisola ellenica è più precisamente sullo storicamente “mitizzato” Monte Olimpo.

Il nostro pino resiste al freddo e al gelo, nonché ai forti venti ed alla neve. Qui a casa nostra lo si può, come già sapete, trovare sui versanti dell'appennino meridionale, e la sua presenza è particolarmente diffusa sul Massiccio del Pollino e nel suo Parco nazionale, come abbiamo già scritto, nel suo versante calabrese. Da quelle parti, regno incontrastato di Madre Natura, è stato anche individuato l'"Italus", che è da considerarsi come l’albero più longevo di tutta l’Europa.
I pini loricati riescono a ben sopportare dei terreni poveri e sottili, e spesso sono isolati dagli altri alberi e dagli arbusti. Essi si trovano a delle altezze che variano dai 900 ai 2500 metri S.l.m. . Il primo esperto botanico che sentenziò il nome di questa specie fu il botanico svizzero Konrad Hermann Heinrich Christ (Basilea 1833. Riehen 1933). Il pino loricato viene anche coltivato come pianta ornamentale e posto in giardini ed in parchi.
Un tempo soprattutto grazie al suo legno ricco di resine profumate, questo tipo di pino montano veniva anche utilizzato per costruire dei bauli, delle madie ed altro ancora. Pensate che questo tipo di legno, nel caso, brucia molto lentamente, e con una luminosa fiammetta, e durante le feste locali veniva spesso usato come una fiaccola detta dega. Sui versanti sin qui illustrati sono diversi i tipi di pino, ma noi ci fermiamo a descrivere questo che rimane il più particolare di tutti quanti. Il pino loricato può benissimo vivere incontrastato per 1000 anni ed oltre.


Come avrete compreso, il pino loricato è un pò considerato come il “dinosauro” degli alberi, o come: “fossile vivente". Correva l’anno 1826 quando il botanico napoletano Michele Tenore, per la primissima volta raccolse dei rametti di questo albero sui circa 1900 metri di altezza dei Piani del Pollino. Nel 1863 il tedesco Theodor von Aldreich sul già citato Monte Olimpo trovò un albero come quello del Pollino. Fu Christ che fece dare il nome di von Aldreich al pino loricato. Questo albero è una conifera relitta del periodo glaciale ed il termine: loricato come già si è scritto, sta a significare la corazza, il guscio … . Il pino in genere, in virtù della sua specifica natura sempreverde, simboleggia la maestosità, l’immortalità, l’eternità, ed una perenne forza vitale. Secondo la mitologia dell’antica Ellade, esso è legato a divinità come Pan, Rea, Attis, Dioniso e Zeus (quest'ultimo, per gli antichi romani: Giove). Il territorio del nostro Paese si presta come tanti e tanti altri a delle piacevoli escursioni...vi invitiamo a visitare le terre del Pino loricato e senza dubbio ne trarrete giovamento.