#379 - 1 giugno 2026
AAAATTENZIONE - Questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte del 14 giugno. IL NUOVO NUMERO 380 SARA' IN RETE IL GIORNO 15 GIUGNO - BUONA LETTURA A TUTTI. Ora per voi : AMICI DEGLI ANIMALI - Vivisezione: Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni (A. Einstein) - Grandezza morale e progresso di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali (Gandhi) - La compassione e l'empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo possa avere (C. Darwin) - Fintanto che l'uomo continuerà  a massacrare gli animali non conoscerà  ne salute, ne pace (Pitagora) - Tra tutti gli animali l'uomo è il più crudele. E' l'unico ad infliggere dolore per il piacere di farlo (M Twain) - A forza di sterminare animali si è capito che anche sopprimere uomini non richiedeva grande sforzo ( E.da Rotterdam) . -
Teatro

Continua sul nostro giornale la pubblicazione dei video
di grandi attrici che interpretano i racconti tratti dal poema

Mi svelo ma in animo nuda

Le storie del corpo che ogni donna può raccontare

di Antonio Bruni

Continua sul nostro giornale la pubblicazione dei video di grandi attrici che interpretano i racconti tratti dal poema

Ogni persona custodisce, nel profondo della memoria, un vissuto del corpo, esemplare della propria identità. Quel pensiero è in lei presente, è raro che ne parli, può restare custodito o inconsapevole nell'animo ma può svelarsi, se ad ascoltare c'è un poeta.
Nasce così "Mi svelo ma in animo nuda". Sono novanta le donne che compongono il poema di Antonio Bruni scritto in versi novenari e corredato da cori e da canzoni, storie vere di vita sessuale di donne normali, raccolte dall’autore con interviste personali e trascritte in versi per renderle più delicate nella loro crudezza. I racconti sono immediati nella loro intimità, senza omissioni. Solo le donne sanno essere sincere con sé stesse.
L’opera, pensata per essere stampata in un libro, è stata invece pubblicata a voce in scena. Venticinque letture dal 2002 al 2017 in teatri, locali, televisioni, piazze. Sono cinquantadue le interpreti di Mi svelo… dal 2002 al 2017.

Oggi vi presentiamo Angiolina Quinterno, voce storica della prosa radiofonica e doppiatrice, scomparsa nel 2006, che interpreta “Disposta senza ritegno”, racconto di una trentaseienne ancora vergine alla soglia del primo incontro sessuale. Lettura di esordio del poema al Tempio di Dioniso a Roma in via Quattro Fontane nel dicembre 2002 per la regia di Idalberto Fei.

Youtube https://youtu.be/eeKMx7BWSW4

Secondo coro DECIDERE IN ANIMO SVOLTA canto n.13

Disposta ormai senza ritegno
credevo che fossi appassita intatta e sfiorita una mela

Tre giorni trascorsi in silenzio
riprovo condotta e mi approvo
nemmeno delusa da lui
da sola non voglio toccarmi
tentare riaccendere in me
quest'ultimo fuoco di carne
credevo che fossi appassita
intatta e sfiorita una mela
al morso di Adamo sfuggita
son vergine a trentasei anni!
zitella ormai fuori dal gioco
i sogni allungati in decenni
di tempo in assenza invecchiavo
urtata da sguardi maldestri
inerte agli approcci del maschio
di emetter vapori incapace
racchiusa in un blocco di carta
ma dentro scorreva bollente
la linfa dei sensi e passione
negavo a me stessa di aprirmi
restavo dormiente esaurita
di inutile vita un destino
e il cuore che andava in deriva
precario com’è il mio lavoro
truccata ma disciplinata
così io gli apparvi in colloquio
tentando un impiego e fortuna
paziente mi volle ascoltare
e oltre l’esiguo contatto
sentivo qualcosa diverso
che in me non riuscivo a spiegare
attento ai miei modi e richieste
sondava con garbo i motivi
che invano tentavo celare
del mio gran ritardo col mondo
poi venne improvvisa la sfida:
"hai mai trasgredito le norme?
se salvi i parenti e i costumi
tacendo tu sciupi la vita
perché non ribelli te stessa?
accetti se insieme azzardiamo
d’infrangere regola nota?"
avvampo ma affermo consenso
il bacio non suona volgare
l’intesa galoppa nel petto
e ancora mi unisce la bocca
il collo gli stringo con foga
con lunga carezza mi slaccia
la giacca e la schiena mi cinge
da pelle a camicia quel caldo
nel petto si espande alla gola
le vene del seno in turgore
confusa lo guardo mi aggrappo
lui dolce massaggia la fronte:
"hai forza nascosta imprevista
trabocca da tutte le membra
perché non esprimi il tuo corpo?"
non so se ne sono capace
io temo commettere errori
paura di espormi a giudizio
domani ritorno da lui
a un bacio più ardito mi lascio
comincia a spiegarmi i segreti
dell’eros e senza vergogna
io prendo a bruciare di voglia
allunga carezze nei punti
sui giusti pulsanti di accesso
in circolo mi entra qualcosa
in me e a me ancora non noto
straripo dagli argini antichi
mi sfila i pensieri più interni
sorprendo a vedermi imprevista
ho un uomo davanti che abbraccio
disposta ormai senza ritegno
arrivo curiosa a toccarlo
mi piace ed insieme impaurisce
la forza che emana dilania
dolore intuisco poi gioia
in cambio di questo sipario
vorrei io donargli il riserbo
degli anni consunti nel niente
e rubami via sono tua!
follia criminale la mia
perché lui appartiene a famiglia
ma saggio si ferma alla soglia
mi invita a trovare un amore
dischiudere assurdo cancello
mi stacco e lo fuggo piangendo
a costo di urlare lo voglio
proibito lo nego a me stessa.

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