#378 - 7 maggio 2026
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Arte

Kastushika Hokusai

di Brigida Mascitti

Per gli amanti e gli appassionati di “Giapponismo”, c’è tempo fino al 29 giugno 2026 per visitare la più grande mostra - mai realizzata in Italia - dedicata al più celebre artista giapponese di ogni tempo, Kastushika Hokusai (Edo, 1760-1849). Roma - Palazzo Bonaparte.

Kastushika Hokusai

Con oltre 200 opere provenienti dal Museo Nazionale di Cracovia, l’esposizione, immersiva e divisa in sezioni tematiche, ripercorre oltre sessant’anni di produzione dell’artista, dalle opere legate alla tradizione a quelle più rivoluzionarie, in un percorso ricchissimo di xilografie e disegni, oltre che di oggetti di uso quotidiano (kimono, spade, pipe, pettini, vasi) del Giappone di metà XIX secolo.
Hokusai è noto al grande pubblico come il principale esponente della stagione artistica del periodo Edo (1603–1868), l’epoca ricca in cui fiorisce la cultura del “Mondo fluttuante”, l’Ukiyo-e, destinata a trasformare profondamente l’immaginario giapponese e, sul finire dell’Ottocento, quello occidentale. E’ infatti proprio in questo periodo che si diffonde in tutta Europa la dilagante “moda” degli oggetti di arte applicata e delle xilografie giapponesi, e, Hokusai, è senza dubbio l’artista che più di tutti ha rappresentato un ponte tra Oriente ed Occidente tanto da influenzare la produzione di pittori come Monet, Van Gogh ed il movimento impressionista.

Kastushika Hokusai

La qualità del segno di Hokusai, essenziale e audace insieme, capace di costruire lo spazio con pochi tratti e di chiarire la forma nel colore, spiega perché la sua arte abbia oltrepassato i confini del suo tempo e del suo Paese e abbia contribuito alla nascita del Giapponismo, aprendo un dialogo tra Oriente e Occidente destinato dunque a segnare la modernità europea.
Pittore ed incisore prolifico, visionario e instancabile, Hokusai è dunque famoso soprattutto per le sue celebri stampe xilografiche Ukiyo-e nelle quali la natura, il movimento dell’acqua, il paesaggio e le figure che animano la vita quotidiana del Giappone si trasformano in immagini di sorprendente forza poetica e modernità.

Kastushika Hokusai

In mostra capolavori senza tempo ed invenzioni visive straordinarie: dalle Cinquantatré stazioni del Tōkaidō alla celeberrima La Grande Onda di Kanagawa, esposta in assolo nel salone del piano nobile del palazzo, dalle Trentasei Vedute del Monte Fuji fino alle citazioni letterarie, al racconto di fantasmi e apparizioni e ai sorprendenti “Manga”, gli straordinari album di disegni che hanno consegnato alla storia uno dei termini più noti della cultura visiva contemporanea.

La ricchezza del corpus in mostra, raccolto – e poi donato nel 1920 al Museo Nazionale di Cracovia - per la maggior parte da Feliks Jasieński, raffinato collezionista e appassionato d’arte giapponese, permette di seguire l’intero percorso del maestro, restituendo continuità e trasformazioni di una ricerca protratta per decenni.

Kastushika Hokusai

Nelle opere di Hokusai il segno unisce rigore e invenzione: natura, paesaggio e gesto umano si organizzano in immagini di forza immediata, sostenute da un’intelligenza compositiva che non cerca l’effetto ma la necessità della forma. Nella raffinatezza delle soluzioni tecniche, nei passaggi di tono, nelle molteplici variazioni, il disegno diventa metodo, esercizio dello sguardo e libertà dell’immaginazione.

Ad arricchire il percorso espositivo le fotografie di Felice Beato, italiano, fotografo viaggiatore, tra i primi a documentare il Giappone dell’Ottocento, da poco aperto all’Occidente: le sue immagini, raccolte in un video che ne racconta la vita e l’attività artistica, restituiscono paesaggi, città e scene di vita quotidiana che dialogano idealmente con l’universo visivo delle opere di Hokusai. Una mostra completa, ricca ed esaustiva, arricchita da un servizio didattico-museale impeccabile…sicuramente consigliata!

Kastushika Hokusai

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