#378 - 7 maggio 2026
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, il giornale và in ferie - questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 31 AGOSTO, quando il PRIMO SETTEMBRE lascerà  il posto al numero 382. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di SATIRA - Nasciamo nudi, umidicci ed affamati. Poi le cose peggiorano - Chi non sà ridere non è una persona seria (P. Caruso) - l'amore è la risposta ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande (W. Allen) - Ci sono persone che si sposano per un colpo di fulmine ed altre che rimangono single per un colpo di genio - Un giorno senza una risata è un giorno sprecato C. Chaplin) - "Il tempo aggiusta ogni cosa" Si sbrigasse non sono mica immortale! (F. Collettini) - Non muoverti, voglio dimenticarti proprio come sei (H. Youngman) - La differenza tra genialità  e stupidità è che la genialità ha i suoi limiti (A. Einstein). -
Pagine Preziose

Un varco d'aria...

...alla Tua Parola - in cammino con l'evangelista Luca

di Don Giuseppe Villa

Di fronte al volume “ Un varco d’aria alla Tua Parola” –‘In cammino con l’evangelista Luca’, opera di don Giuseppe Villa, sacerdote milanese attivo nella Comunità Pastorale di Treviglio (Zephiro Edizioni, copertina del pittore Battista Mombrini, 282 pagine ), l’incontro con Luca, il suo Vangelo e gli Atti degli Apostoli, testo interamente in poesia, lascia spazio ad infinite sensazioni nella ricerca dell’obiettivo: il consolidamento della fede con il Vangelo trasferito da Luca a Teofilo e infine al lettore di oggi.

Suddiviso in tre parti, dove i testi poetici segnano altrettanti aspetti narrativi, l’ingresso, il cammino e la risposta, il libro propone anche il copione teatrale,riduzione drammaturgica dove ‘il teatro qui non rappresenta, ma rivela’, ipotesi suggestiva e coinvolgente proposta dall’Autore.
ll libro non è un raccoglitore di idee ma ‘un’esperienza iniziata con la necessità di dare una risposta al dono di Luca, Vangelo e Atti degli Apostoli’ proposti ‘come occasione di aumentare la solidità della fede’. Questa è la ragione del libro, il cui avvio, nei primi 4 versetti, segnala il bisogno di risposta circa la solidità delle argomentazioni: il lettore di oggi è il Teofilo di duemila anni fa.

Qui si inserisce la presenza della poesia la cui forma espressiva è trasformata proprio dalla esperienza di fede. Siccome l’autore è chiamato ad esprimersi sul ‘consolidamento della fede’, cambia anche la tipologia poetica, da narrativa a lirica, precisando che nel copione teatrale non è lì per essere di ornamento o gesto di bellezza decorativa, bensì ‘forma necessaria del gesto finale dell’Autore’. Il quale osa come osa il sommo Dante nell’ultima cantica, quando la parola ’non può più esprimersi ma solo esporsi ‘. Accade dunque che, se per Dante, al termine della Divina Commedia ‘è una resa’ ( ‘A l’alta fantasia qui mancò possa’) , per don Villa avviene diversamente: la poesia ’si fa lirica arretrando davanti al Mistero’ e ’affidandosi alle Persone della Trinità’: che significa ’entrare nel grembo, un atto di filiazione ‘, non di prospettiva, solo di affidamento.

In assenza di una trama e di un ‘no’ agli effetti propri della fase rappresentativa, il testo lirico si propone come modo ’di stare davanti alla Parola, davanti agli altri, davanti a Dio’. La postura richiama - nel testo poeticamente intenso - due figure spiritualmente forti, il Cardinale Martini, già arcivescovo di Milano, e padre Fausto Tentorio, missionario Pime, ucciso nelle Filippine e riconosciuto dalla Chiesa come ‘martire della fede e della giustizia’. Appare evidente che la fede non è un concetto, bensì ‘una vita consegnata’. Scopo dell’autore è di non rubare spazio alla Parola, fonte e fine di tutto, per entrare in una nuova dimensione di ascolto, aprendole il ‘varco d’aria’ e ricordando come in un tempo in cui è intensa l’inflazione delle parole, la Parola si fa compagna di cammino e si lascia ascoltare raggiungendo la finalità. Ciò grazie al fatto che si fa carne ponendo la Scrittura al primo posto non come citazione bensì come orientamento di luce, ‘ritmo al silenzio’. (Amanzio Possenti)

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