La mortificazione dei piccoli mercati
l' imposizione di prodotti della grande industria
Il commercio oggi
di Amanzio Possenti

Transitando per una qualsiasi via centrale e periferica di una città si notano negozi chiusi ed altrettanti aperti, segnali differenti ma significativi: da una parte una cessazione di attività per vari motivi (raggiunta pensione dei titolari, difficoltà di gestione, problemi di famiglie i cui figli non intendono seguire le orme commerciali dei genitori,ecc... ), dall’altra l’avvio di nuove attività o conservatrici del passato o radicalmente innovative. Di certo i negozi di vicinato, un tempo fulcro di lavoro paiono aver concluso la loro storia.
Ormai al traguardo?
Lo si nota ovunque, magari con un filo di nostalgia oppure di attenzione al futuro che parla un linguaggio nuovo : si guarda e si passa. Tutto ormai rientra nella normalità, che riguarda la grande città o la media o piccola e pure il paese dove tutti si conoscono. Il progresso e la tecnologia e fors’anche le molte regole burocratiche spazzano via il passato, e non resta che accettare lo sviluppo. Lamentarsi non serve, non fa recuperare ciò che magari ci era caro.

Il commercio propone una miriade di novità spesso talmente originali da lasciarci di stucco e maggiormente interessati tra sorpresa (gradita) e gusti di capire (conoscendo), non solo prodotti-capriccio, altri che si rivelano preziosi suggerimenti. Nel mezzo delle opportunità ci si imbatte in qualcosa che non solo piace ed attrae bensì fa da calamita verso la quale il potenziale acquirente sente di avvicinarsi. Le apparenze diventano gusti o sapori o strumenti degni di acquisto. Così portiamo un granello utile al richiamo del prodotto X e diamo l’ok ad un mondo nuovo che affascina. Il resto vien da sé, dal venditore e dalla sua capacità di coinvolgere.

Il commercio nella proposta venditore-acquirente diventa un’icona, ‘esce’ dal negozio o bottega o grande magazzino trasformandosi in prodotto per migliaia. Si apre lo spazio per superare difficoltà o problemi economici: la concorrenza, anima che trasforma, mette in moto meccanismi di sostegno e di motivazione.
Essenziale all’economia, valorizza l’uomo o la donna che conducono la quotidianità del negozio in vista di risultati: il commercio, antico o giovane, guarda avanti per sentirsi capito e frequentato. E l’elegia lo accompagna.
